IL MISTERO DELLE SENSAZIONI DI DOLORE CAUSATE DAI DISPIACERI

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Attenzione.

15.000 parole per un salto evolutivo decisivo dell’umanità!

Le 15.000 parole seguenti sono una meticolosa presentazione di intuizioni sulla natura e formazione della coscienza e sulla sua conflittualità con l’inconscio.

Il post è arricchito con altri argomenti originali e importantissimi come il meccanismo delle emozioni, i pregi sconosciuti del qui e ora, le somatizzazioni dei dispiaceri e l’ambivalenza.

L’articolo intende fare chiarezza anche su alcune cose: “Nessuno sa come i sentimenti possano originarsi dalla materia inerte“. E ancora “La scienza non può spiegare i qualia”. (Dall’Editoriale: Cos’è la coscienza? di Federico Faggin).

In realtà, il problema nasce dal fatto che non si conosce come si forma la coscienza! E non si conosce neanche il meccanismo delle emozioni e sensazioni. Questo articolo intende colmare queste lacune e anche altre.

TRE CITAZIONI RIVELATORIE SULLA COSCIENZA 

L’educazione è l’arma più potente per cambiare il mondo”. (Nelson Mandela)m

“L’uomo è il frutto della sua educazione”. (Etienne Bonnot, abate di Condillac)

“La coscienza è un dialogo continuo tra ciò che siamo e ciò che ancora non conosciamo”. (Massimo Cacciari)

Se non ci fossero i genitori, la scuola e le regole della società civile, gli esseri umani crescerebbero senza la coscienza vigile ed equilibratrice, e sarebbero dominati dal loro inconscio rozzo, irrazionale e inconsapevole.

INDICE:

1.COSCIENZA E INCONSCIO

2.SVELATO IL MECCANISMO DELLE EMOZIONI, SENSAZIONI E AZIONI

3.I PREGI SCONOSCIUTI DEL QUI E ORA

4.LA SOMATIZZAZIONE DEI DISPIACERI

5.L’AMBIVALENZA

 

I dispiaceri causano cattivi pensieri e generano emozioni dolorose che fanno male al cuore. Spesso si somatizzano trasformandosi in disturbi organici.

La somatizzazione dei dispiaceri è strettamente collegata al meccanismo delle emozioni, sensazioni e azioni.

Innanzitutto, svisceriamo a fondo il rapporto conflittuale, ma illuminante, tra la coscienza e l’inconscio, che per essere compresi a fondo, vanno studiati assieme.

1.COSCIENZA E INCONSCIO

Gli organi del corpo rispondono ai nostri pensieri indirettamente tramite il cuore.

Anzi, se non ci fossero i pensieri, non ci sarebbero le emozioni e le sensazioni e neanche azioni specifiche e coordinate da parte del nostro corpo, ma soltanto istinto come negli animali.

MUSCOLI VOLONTARI E LISCI

Sappiamo infatti che esistono muscoli volontari e involontari. I primi ci fanno muovere facilmente gli arti, aprire e chiudere la bocca, gli occhi, le dita delle mani, ecc.

Ma non possiamo ordinare direttamente al cuore e agli altri organi di funzionare più lentamente o più velocemente.

E non possiamo neanche comandare al fallo di farsi duro ogni volta che vogliamo!

Ma perché non è possibile?

LA NATURA ASOCIALE DELL’INCONSCIO 

Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione.” (Georg Wilhelm Friedrich Hegel)

Tratteremo dunque questioni assai importanti che mettono in risalto la natura prepotente e asociale dell’inconscio e la necessità di moderarlo e socializzarlo tramite la coscienza.

L’impotenza degli organismi internazionali come l’ONU  e le varie Corti Internazionali, sono la dimostrazione deludente che la coscienza dell’umanità non si è ancora evoluta abbastanza.

Vedremo anche che la dualità, apparentemente così misteriosa, è dovuta  alla formazione della coscienza come contraltare dell’inconscio.

LA MENTE È IL CERVELLO IN AZIONE 

Lo scienziato Joe Dispenza ci ricorda spesso che la mente è il cervello in azione o in funzione.

Chiariamo quindi subito, per i meno esperti, che la coscienza è la nostra mente conscia e razionale, cioè il cervello cognitivo, corrispondente all’emisfero cerebrale sinistro.

Invece l’inconscio è la nostra mente inconscia e irrazionale, cioè il cervello emotivo, corrispondente all’emisfero destro.

Precisiamo anche che quando si parla genericamente di mente e corpo, la mente è quella conscia, mentre il corpo è la mente inconscia.

OMAGGIO ALLA FONDAZIONE FEDERICO ED ELVIA FAGGIN

La fondazione FAGGIN è un’organizzazione no-profit dedicata allo studio scientifico della coscienza. 

Federico Faggin è l’inventore del microchip e del touchscreen e ha avuto anche l’aspirazione a costruire un computer consapevole.

Forse Faggin e tanti altri si meraviglieranno tantissimo nel leggere questo articolo in cui dimostro che la coscienza non esiste alla nascita in quanto è il risultato dell’educazione.

LA SPECIALIZZAZIONE FUNZIONALE DEI DUE EMISFERI CEREBRALI

Il mistero delle sensazioni di dolore

I due emisferi del nostro cervello, sebbene contigui, sono molto diversi e hanno compiti opposti e complementari.

Infatti, durante l’infanzia si verifica il processo di lateralizzazione (Roger, 2021), cioè la specializzazione funzionale dei due emisferi cerebrali che alla nascita sono uguali, ossia “entrambi inconsci”.

È proprio il processo di lateralizzazione che porta alla formazione lenta, graduale e inarrestabile non solo della coscienza, ma anche della dualità e della identità o auto immagine.

DA COSA EMERGE LA COSCIENZA?


Come accennavo, la formazione della coscienza non è affatto enigmatica: è semplicemente la conseguenza dell’educazione!

La coscienza è il risultato della costante presenza e guida dei figli, fin dalla nascita, da parte dei genitori, della scuola (da quella di base all’università), nonché della società civile e della vita stessa, la nostra migliore maestra.

Infatti, il processo di apprendimento ci porta direttamente al cervello cognitivo o conoscitivo e cioè alla coscienza.

E SE NON CI FOSSE L’EDUCAZIONE?

Evidentemente, se non ci fosse l’educazione, che comprende l’istruzione, la vita sociale e l’igiene, il nostro emisfero sinistro resterebbe inconscio e irrazionale come quello destro!

E l’uomo sarebbe come gli altri animali!

Mi sembra anche ovvio che lo stesso fenomeno della lateralizzazione sia l’effetto dell’educazione.

Preciso che la lateralizzazione riguarda soltanto l’emisfero sinistro che diventa consapevole e razionale grazie alla formazione delle reti neurali o reti della memoria. Invece l’emisfero destro resta più o meno così com’è. 

A COSA SERVE L’EDUCAZIONE?

L’educazione serve a farci distinguere le cose e azioni utili e razionali da coltivare, da quelle dannose e irrazionali da evitare.

La coscienza quindi è il frutto dell’esperienza dell’umanità che aumenta di generazione in generazione. 

Vengono così tramandate, appunto da una generazione all’altra, il linguaggio, le regole morali e civili, la cultura, le credenze e le usanze che sono diverse tra i vari popoli della Terra.

I bambini sono spontanei, ingenui, emotivi, gelosi, egoisti, avidi, paurosi, capricciosi, lamentosi, distratti, indisciplinati e disordinati. E soprattutto non sono autonomi.

Si tratta per lo più di difetti naturali e universali dell’inconscio o subconscio, che vengono corretti più o meno bene con l’educazione.

Nei bambini, infatti, predomina in maniera assoluta l’inconscio perché la coscienza non si è ancora formata.

LA SUPERIORITÀ DELLA RAZZA

Lapresunta” superiorità della razza, che ha prodotto, tra l’altro, il colonialismo e le guerre, è in realtà la superiorità dell’educazione europea.

Il colonialismo non è stato soltanto sfruttamento dei Paesi poveri e disorganizzati, ma ha avuto anche un enorme effetto positivo per le nazioni colonizzate.

Infatti tali nazioni si sono lentamente organizzate e gradualmente trasformate in Paesi emergenti, proprio grazie al miglioramento del processo educativo e istruttivo favorito dai Paesi colonizzatori.

Ogni cosa è ambivalente, cioè porta vantaggi e svantaggi.

UNA BUONA EDUCAZIONE

Senza una buona educazione gli individui crescono male: incivili, disorganizzati, disordinati, aggressivi e sempre pronti a mettersi nei guai. 

Una buona educazione è fatta di carezze e lodi che servono a bilanciare gli inevitabili rimbrotti. Senza rimproveri i bambini non sviluppano l’attenzione, l’abilità più preziosa in assoluto.

L’educazione comporta anche il miglioramento dell’igiene e dell’alimentazione, ma è fatta soprattutto di tantissima istruzione!

CIASCUNO FORGIA A MODO SUO IL CERVELLO COGNITIVO

Questa affermazione forse farà inorridire i neuroscienziati! 

La coscienza corrisponde, infatti, al cervello cognitivo che quindi alla nascita non esiste ancora.

Come già detto, alla nascita i due emisferi sono uguali ed entrambi inconsci.

Potrebbe sembrare azzardato, ma a me sembra ovvio che il cervello cognitivo, pur così complesso e fondamentale per la nostra vita di relazione, lo forgiamo noi stessi attraverso l’educazione, l’istruzione e l’organizzazione!

Infatti, quando un tizio segue un corso di coaching, per esempio sull’assertività, non fa altro che potenziare positivamente il suo cervello cognitivo o coscienza.

TANTI TIPI DI COSCIENZA

Ecco quindi perché la capacità di pensare, imparare, ricordare e interagire con il mondo varia da individuo a individuo!

In poche parole, esistono tantissimi tipi di cervello cognitivo o coscienza, ma un solo tipo di inconscio o cervello emotivo che gestisce autonomamente e alla stessa maniera gli organi del corpo di tutta l’umanità. 

È facile dedurre che è il cervello cognitivo, cioè la coscienza a subire il decadimento neurologico quando si smette di essere attivi a causa dell’età  e di dispiaceri devastanti. 

L’EDUCAZIONE È FATTA DI NOZIONI POSITIVE 

Come dicevo, l’educazione è fatta di nozioni che ci consentono di distinguere le azioni da evitare perché giudicate cattive o pericolose, da quelle buone e sicure, da imparare e perfezionare. Ciò in base all’esperienza dei genitori e della struttura sociale. 

Le parole negative contrassegnano l’inconscio che è rozzo, inconsapevole, irrazionale e attratto dalle cose proibite, mentre le parole positive sono il pregio della coscienza che opera alla luce del sole, essendo l’effetto dell’evoluzione, a prescindere da eventuali errori e deviazioni.

La coscienza, dunque, ci consente di vivere da persone civili e ordinate. 

Con l’educazione, che comprende l’istruzione e l’organizzazione, si forma come abbiamo visto il cervello cognitivo o coscienza, che con i suoi termini o poli opposti rappresenta il contraltare dell’inconscio.

L’ORIGINE DELLA DUALITÀ

Come conseguenza della formazione della coscienza contrapposta all’inconscio, si manifesta automaticamente la “dualità” negli esseri umani.

Infatti, man mano che l’umanità si è evoluta, ha contrapposto l’altruismo della coscienza all’egoismo dell’inconscio, la bontà all’aggressività, l’amore all’odio, il perdono alla vendetta, la libertà alla schiavitù, l’ordine al disordine, e così via per tutte le parole.

Con la formazione della coscienza e della dualità, che vanno di pari passo, ogni “parola” o polo ha sempre il suo contrario, come il bene e il male, l’amore e l’odio, e la verità e la falsità.

Siccome la dualità è la conseguenza della formazione della coscienza, anche lo scopo è identico: moderare o “integrare” ogni singola parola o polo negativo attribuito all’inconscio dalla coscienza stessa!

OGNI POLO RAPPRESENTA LA METÀ ED È OPPOSTO E COMPLEMENTARE ALL’ALTRO 

Complementare significa che ogni termine, polo o parola, è soltanto una metà. Pertanto ha bisogno dell’altra metà, cioè del suo opposto, per completarsi e funzionare bene!

Per esempio, il maschio è opposto e complementare alla femmina, e siccome ciascuno di essi è soltanto una metà, per fare i figli e perpetuare la specie, devono integrarsi e cioè completarsi accoppiandosi.  

Infatti, la nascita di un nuovo essere è dovuta all’unione tra l’ovulo della femmina e lo spermatozoo del maschio.

Anche le angiosperme, cioè le piante da fiore, si riproducono allo stesso modo. L’ovario del fiore, che contiene gli ovuli, grazie alla fecondazione ad opera del polline, si trasforma in frutto, mentre gli ovuli diventano semi. Tuttavia i fiori delle piante possiedono in genere sia l’organo femminile (l’ovario) che quelli maschili (gli stami).

In realtà, ogni singola parola è ambivalente, cioè rappresenta se stessa e anche il suo opposto in funzione del contesto. Per esempio troppo odio indica anche assenza di amore.

L’AMORE E L’ODIO

L’amore e l’odio sono poli opposti e complementari e devono integrarsi o unirsi tra loro per funzionare bene!

Infatti, l’amore che appartiene alla coscienza, serve ad evitare che l’odio diventi eccessivo, divisivo e pericoloso. E ugualmente l’odio che appartiene all’inconscio, serve ad evitare che l’amore  diventi eccessivo, possessivo e fanatico.

(In verità, potrebbe anche essere il contrario: l’odio appartiene alla coscienza e l’amore all’inconscio)!

Il male assoluto emerge quando si possiede un inconscio malefico e una coscienza che non è da meno…

LA COSCIENZA ATTRIBUISCE NOMI E VALORI

È la coscienza, dunque, che attribuisce nomi e valori alle cose e non certamente l’inconscio che è inconsapevole e irrazionale!

Nel momento stesso in cui il genitore dice al figlio, per esempio, che non deve odiare nessuno, l’odio diventa spregiativo e viene attribuito all’inconscio. In questi casi l’odio diventa l’ombra che vaga nell’inconscio.

In realtà, l’odio è stato soltanto bandito dal campo della coscienza, e basta questa condizione mnemonica per renderlo pericoloso in quanto non è più in grado di moderare l’amore che diventa eccessivo, possessivo e assolutista, quindi pericoloso come l’odio stesso!

Comunque, sia che venga attribuito all’inconscio, sia che venga rimosso dal campo della coscienza, il che è la stessa cosa, l’odio rifiutato rappresenta una rimozione!

Ma separando virtualmente l’odio dall’amore, non funziona più bene nessuno dei due perché essendo divisi, non possono più unirsi o integrarsi.

Ciò che conta veramente è che ogni polo è incompleto, è una metà del tutto, e per funzionare bene deve integrarsi col suo opposto. E questo è un compito che dovrebbe assolvere la coscienza.

Purtroppo la coscienza tuttora immatura dell’umanità commette il gravissimo errore di separare anziché unire i poli opposti. Non è una colpa della dualità, ma della immaturità della coscienza collettiva o universale.

LA VERA CAUSA DELLE RIMOZIONI

Da quanto esposto emerge un concetto completamente nuovo dell’ombra e delle rimozioni.

È la divisione o separazione la vera causa delle rimozioni!

La divisione e la separazione del popolo in pro e contro, è l’arma più efficace dei governi autoritari per privare i cittadini dei diritti costituzionali mettendoli gli uni contro gli altri!

Divide et impera, dicevano gli imperatori romani!

LA COSCIENZA HA GENERATO IL DIAVOLO

La coscienza stessa, dunque, causa le rimozioni dei termini ritenuti negativi o pericolosi; ma nel tentativo di tenere lontano il male dal bene, o il negativo dal positivo, ha finito per peggiorare la situazione impedendo l’integrazione.

È ben noto che se non premiamo l’interruttore della corrente elettrica che collega il filo positivo a quello negativo, la lampadina non si accende.

Ignorando che l’inconscio è incontenibile in fatto di sesso, i preti cattolici sono costretti al celibato e non sempre riescono a sfuggire alle tentazioni del diavolo.

Il diavolo, cioè l’inconscio, va pazzo per le cose nascoste e proibite!

L’acido, combinandosi con la base, genera il sale che è neutro e molto più utile dei componenti di base che sono caustici.

I bambini sono il frutto dell’unione tra maschio e femmina.

LA COSCIENZA DEVE ESSERE RIFORMATA!

Se i poli opposti sono tenuti separati, funzionano male! È la coscienza stessa che nel tentativo di opporsi all’inconscio, ha creato la dualità e le deleterie separazioni o divisioni.

Secondo lo scopritore S. Freud, in ogni essere umano c’è una parte oscura o inconscia della nostra personalità composta da desideri, istinti, emozioni ed aspetti del carattere che una persona rifiuta o non riconosce come propri perché ritenuti negativi, inaccettabili o indesiderati dalla società.

Questa parte nascosta della psiche, chiamata ombra, è dannosa perché si manifesta attraverso la proiezione sugli altri, con comportamenti impulsivi e coatti, o attraverso i sogni. 

Il riconoscimento di queste parti vaganti è fondamentale per raggiungere l’equilibrio e avviene soltanto attraverso l’integrazione.

Purtroppo, con la nascita della coscienza e della dualità, tutte le coppie di opposti sono di fatto separate e cioè i poli negativi sono generalmente rimossi!

“COMPLETO PIUTTOSTO CHE BUONO”

C. G. Jung, diceva infatti: “Preferisco essere completo piuttosto che buono“.

E cioè bisogna essere buoni e cattivi allo stesso tempo per essere equilibrati e funzionare bene in ogni occasione. Infatti, se rimoviamo la nostra aggressività, come ci difenderemo quando saremo in pericolo?

Se rimoviamo l’odio finiremmo per amare anche chi ci fa del male. E se rimoviamo l’amore non siamo più in grado di avere una sana relazione sentimentale.

OGNI POLO È INCOMPLETO!

Ribadisco: da solo un polo qualsiasi rappresenta la metà ed è quindi incompleto, pertanto fa guai. Per funzionare bene deve integrarsi e completarsi col suo opposto!

Dobbiamo renderci conto che se l’odio è più forte dell’amore, ma anche se l’amore è più forte dell’odio, l’essere umano non è equilibrato. E non è neanche maturo!

Soltanto la persona equilibrata è matura.

LA RIMOZIONE DI UN POLO QUALSIASI È ASSAI DANNOSA

Per i moralisti scandalizzati dalla mia comparazione dell’odio all’amore, aggiungo che la rimozione dell’odio dal campo della coscienza, essendo considerato spregiativo da tutta “l’umanità”, è la principale causa della sofferenza umana. 

Ciò perché l’amore, senza la moderazione da parte dell’odio, diventa eccessivo e quindi assolutista, narcisista, fanatico e pericoloso proprio come l’odio stesso!

Purtroppo esistono anche persone che rimuovono l’amore e coltivano l’odio, la vendetta e l’inganno! 

VERITÀ E FALSITÀ

Anche la verità viene naturalmente moderata dalla falsità, altrimenti diventerebbe un dogma infallibile e quindi guai seri per i contestatori!

Ci sono perciò sempre persone in disaccordo tra loro: per esempio, chi afferma che i vaccini sono inutili e chi sostiene che sono indispensabili. In realtà ogni cosa è ambivalente. 

La storia ci ricorda tante cose brutte successe in passato, e che purtroppo continuano a succedere, a causa della prepotenza del più forte e della sua presunzione di infallibilità!

Nessun essere umano è infallibile!

L’INTEGRAZIONE DEI POLI OPPOSTI 

L’integrazione di due poli opposti, li mette in condizione di funzionare armoniosamente, a beneficio di entrambi i poli stessi.

L’unione o integrazione rappresenta in sostanza l’equilibrio che deve regnare tra due poli opposti, per esempio due sposi, per avere figli e educarli bene.

 BENE E MALE

Anche il bene viene naturalmente equilibrato dal male, e viceversa.

Se ci fosse soltanto il male, il troppo malessere ucciderebbe tutti!


E ugualmente, se ci fosse solamente il bene, cioè zero problemi, come noi desideriamo ingenuamente, il troppo benessere ci farebbe ammalare tutti!

Il disagio ci mantiene attivi e impegnati e allontana l’Alzheimer e le altre malattie neuro degenerative del cervello cognitivo, ossia la degradazione della coscienza e della memoria.

Ho letto sulla rivista Limes che nella nazione più ricca del mondo, non ci sono abbastanza giovani validi da arruolare nell’esercito!

LA MANCANZA DI UMANITÀ O DI COSCIENZA

Dunque, non è dell’odio e neanche del male che dobbiamo aver paura, ma della mancanza di umanità di coloro che, a causa del fallimento del loro processo educativo, si ritrovano una coscienza deviata o troppo debole e un inconscio mostruoso, sadico, prepotente, ingannatore, spietato, violento e carnefice! 

 LA DUALITÀ DELL’UNIVERSO

Anche l’espirazione è opposta e complementare all’inspirazione, e guai se questi due processi, che nel loro insieme formano il respiro, non fossero integrati!

Giorno e notte sono anch’essi integrati.

Come il giorno e la notte, tutti i poli opposti si alternano tra loro, trasformandosi l’uno nell’altro, in momenti e tempi diversi. 

E come si fa a ritenere spregiativa la defecazione che completa il processo della nutrizione ed è fondamentale per la nostra stessa salute e sopravvivenza?

Tutti i processi vitali e non vitali sono duali, cioè opposti e complementari.

La dualità del mondo psichico è la diretta conseguenza della dualità del mondo fisico: afelio e perielio, sistole e diastole, forza centrifuga e forza centripeta, estate e inverno, mezzanotte e mezzogiorno, luce e buio, caldo e freddo, positrone ed elettrone, onda e particella, e anche emisfero destro e emisfero sinistro.

ANCHE GLI ANIMALI HANNO UNA COSCIENZA?

Gli animali domestici sono sempre a contatto con l’uomo e perciò hanno sicuramente un rudimento di coscienza!

Per diventare domestici hanno dovuto essere addomesticati!

Ma tutti gli animali ricevono istruzioni vitali da chi li mette al mondo.

L’INCONSCIO PUÒ DIVENTARE CONSAPEVOLE COME LA COSCIENZA? 

Abbiamo visto che dopo la nascita, l’emisfero sinistro diventa consapevole perché si trasforma nella coscienza grazie al lungo processo cognitivo.

Ma l’emisfero destro non può diventare consapevole! 

Forse “rendere cosciente l’inconscio”, una famosa citazione di Jung, significa in realtà che dobbiamo scoprire tutti i suoi segreti, compresi l’origine dell’universo, lo scopo della vita e  la presenza o meno dell’aldilà!

Scoprire i segreti del cervello emotivo! È questo il compito della co-scienza, della conoscenza, della scienza e dell’intelligenza artificiale che è soltanto all’inizio.

L’INCONSCIO RESTERÀ AUTOMATICO

Per le funzioni automatiche e istintive che svolge, l’inconscio non può diventare consapevole. Deve restare inconsapevole, irrazionale ed emotivo, altrimenti addio alle emozioni, sensazioni ed azioni dei vari organi del corpo!

L’inconscio è il contraltare della coscienza, che rappresenta la cultura e la collettività, dalla quale viene continuamente contrastato.

Infatti la coscienza è – o quantomeno dovrebbe essere – riflessiva, consapevole e razionale, cioè tutto il contrario dell’inconscio.

LA COSCIENZA DEVE ESSERE RIMODELLATA

Per l’inconscio, infatti, non esiste distinzione tra bene e male, oppure tra positivo e negativo. L’inconscio agisce per istinto e non si chiede se quello che fa è giusto o sbagliato.

Il subconscio è irrazionale e automatico, cioè inconsapevole e istintivo: insomma non sa riflettere e ragionare come fa la coscienza!

I poli in ombra, cioè rimossi nell’inconscio, ci fanno ripetere sempre gli stessi errori limitando il nostro potenziale. Spesso ci bloccano e ci fanno sentire impotenti di fronte ai cambiamenti, perciò devono essere recuperati dalla coscienza in modo da essere integrati con il loro opposto.

Attraverso l’integrazione dei poli opposti si raggiunge l’equilibrio e la moderazione che è anche completezza, consapevolezza e serenità.

Purtroppo il concetto di ombra è quasi del tutto sconosciuto alle masse ed è un difetto universale della “coscienza individuale e collettiva”, perché è proprio la cultura imperante che rimuove o reprime i poli considerati, più a torto che a ragione, negativi o pericolosi!

IL NOSTRO LATO OSCURO

I poli rimossi dal campo della coscienza vanno a far parte dell’ombra dell’inconscio, e siccome non sono integrati, possono fare soltanto guai.

L’ombra si manifesta come resistenze, problemi ricorrenti, stanchezza mentale, somatizzazioni ed emozioni congelate che continuano a riaffiorare condizionando le nostre relazioni e le nostre scelte.

La rimozione di un polo negativo è dannosa sopratutto perché causa l’eccesso del polo opposto rimasto nel campo della coscienza, rendendo impossibile la loro integrazione, e cioè l’equilibrio e la moderazione.

Il troppo di qualsiasi cosa è sempre negativo perché è l’eccesso positivo, e ugualmente il troppo poco che rappresenta l’eccesso negativo.

La mancanza di equilibrio e moderazione nel mondo, è la causa principale della sofferenza e di tutti i guai che affliggono l’umanità!

LA CRONICIZZAZIONE DELLE MALATTIE

La specializzazione della medicina in tante branche quante sono gli organi del corpo, ha complicato la cura delle persone, anziché migliorarla.

Non si può essere luminari in cardiologia, per esempio, ed essere ignoranti in fatto di emozioni!

“L’attuale sistema sanitario cronicizza la malattia, trasforma le persone in soggetti sempre malati, consumatori a vita di farmaci e di strutture sanitarie”. (Prof. Luigi Rossi su LinkedIn)

IL TROPPO E IL TROPPO POCO STORPIANO E SQUILIBRANO 

È risaputo che i genitori troppo amorosi rovinano i figli, esattamente come i genitori troppo severi.

Come abbiamo già accennato, il troppo di qualsiasi cosa, cioè l’eccesso positivo, storpia, cioè crea squilibrio, come pure il troppo poco della stessa cosa che è l’eccesso negativo!

Questo è vero anche e soprattutto per il denaro!

Il ceto medio è equilibrato e vive, o piuttosto viveva, meglio dei poveri e dei ricchi!

L’equilibrio tra due poli opposti, per esempio amore e odio, si riflette positivamente su ogni aspetto della nostra vita.

PREGI E DIFETTI DELL’INCONSCIO E DELLA COSCIENZA

“La coscienza, nel caos del mondo, è una piccola luce, preziosa ma fragile”. (Louis-Ferdinand Celine: Il dottor Semmelweis)

L’inconscio è l’oscurità, mentre la coscienza sembra essere la nostra luce.

In realtà, sono entrambi incompleti e imperfetti, ma entrambi necessari, e soltanto la loro integrazione che avviene o dovrebbe avvenire con la maturità, ci assicura la consapevolezza, l’equilibrio, l’ordine, la fiducia e la serenità.

Purtroppo, fino a quando non si raggiunge la maturità, cioè abbastanza consapevolezza, l’inconscio ci fa fare tutto ciò che vuole perché la coscienza è ancora debole e insicura e non è in grado di contrastarlo.

a) INCONSCIO O SUBCONSCIO

La mente inconscia o inconscio, è inconsapevole e irrazionale, “ignora i principi morali e civili” e privilegia il piacere immediato.

L’inconscio è anche suggestionabile, geloso, permaloso e possessivo e soffre di simpatie e antipatie. Non accetta i rifiuti e le imposizioni, perciò viene anche chiamato “mente reattiva”.

Il subconscio è altresì disordinato e diffidente e si lascia conquistare soltanto dalla gentilezza, dall’amore e da una voce suggestiva come quella della madre, oppure dalla voce autoritaria di un ipnotizzatore o di un prestigiatore.

È proprio il nostro inconscio che ci fa innamorare di questo e non di un partner qualsiasi, a volte anche perdutamente. Anzi l’inconscio s’innamora spesso, perché ben presto perde l’attrazione fisica per il proprio partner.

L’INCONSCIO SUBISCE E CAUSA MOLTI DISPIACERI

Per l’inconscio, il mio è mio e il tuo è anche mio. Come dire, comando io e tu non sei nessuno! Forse vi viene in mente qualcuno? 

Fortunatamente, grazie alla singolarità della coscienza, non siamo tutti uguali.

È evidente che l’inconscio non è idoneo a vivere in una società civile, basata  cioè sull’ordine e il rispetto reciproco, e perciò subisce e “somatizza” tanti dispiaceri. Quindi fa male a sé stesso e agli altri!

I guai o malanni per il nostro inconscio, che gestisce autonomamente il nostro corpo,  provengono dalle regole morali e civili “necessariamente” imposte alla collettività, dalla coscienza e/o dalla società.

TUTTO COSPIRA CONTRO L’INCONSCIO!

Tutto sembra cospirare contro l’inconscio che è il derivato del cervello primordiale. 

L’inconscio però è il cervello emotivo, ed essendo automatico, è assai più potente e più veloce della coscienza.

Infatti, gestisce fisiologicamente il nostro corpo ed è anche dotato dell’istinto di sopravvivenza, identico per tutte le persone.

b) LA COSCIENZA

Al contrario dell’inconscio, la coscienza (e cioè il cervello cognitivo) varia da individuo a individuo per il modo stesso in cui si forma, come pure l’auto immagine.

La coscienza o mente consapevole, a differenza dell’inconscio, è razionale e cosciente delle conseguenze delle nostre azioni.

Viene chiamata, infatti, anche mente analitica e mente funzionale. 

IO ED EGO

La coscienza rappresenta in sostanza il nostro io che pensa, ascolta, legge, impara, ragiona e trova soluzioni efficaci per assicurare il nostro benessere presente e futuro.

L’io, dunque, è sinonimo della coscienza e si oppone all’ego, sinonimo dell’inconscio.

L’ego/inconscio è più forte negli uomini, mentre l’io/coscienza è più forte nelle donne, ma ovviamente sono presenti entrambi.

Infatti, le mamme che hanno le mammelle per allattare, si occupano quotidianamente di tutte le esigenze dei bambini.

Una parola ripetuta più volte dalle mamme ai bambini, si scolpisce indelebilmente nella loro memoria o coscienza! A volte una parola eletta diventa un destino per un intero popolo…

La coscienza è vocata per l’apprendimento, la riflessione, l’ordine e il senso del dovere morale e civile ed è quindi, come già detto, l’antitesi dell’inconscio.

IL COMPITO PRINCIPALE DELLA COSCIENZA

Oltre a pensare e a riflettere sul da farsi, il compito principale della coscienza è controllare e addomesticare l’inconscio, per renderlo meno irrazionale e più equilibrato e responsabile.

Ciò perché i comportamenti irrazionali, essendo incivili, sono condannati dalla società! Infatti, le prigioni di tutto il mondo sono strapiene di individui irrazionali e inconsapevoli, cioè non equilibrati e immaturi.

Illuminante, a tale proposito, è la seguente citazione di C. G. Jung:

Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”.

Tuttavia l’inconscio, come già dicevo, essendo emotivo, non può diventare consapevole e razionale, anche perché svolge funzioni automatiche come l’istinto di sopravvivenza e gestisce autonomamente gli organi del corpo tramite il SNA e gli ormoni.

L’inconscio si può soltanto integrare, contrastare e moderare come fa appunto la coscienza individuale e collettiva. La polizia che arresta i ladri e i delinquenti, simbolizza la coscienza sociale o collettiva.

Come già accennato, sarà la coscienza a evolvere così tanto da diventare automatica e veloce quanto l’inconscio! L’intelligenza artificiale è appunto una coscienza molto veloce, ma siamo soltanto all’inizio: non abbiamo ancora una coscienza che sa tutto.  

I CONFLITTI INTERIORI

Gli adolescenti passano molti guai e hanno tanti conflitti interiori proprio perché, in genere, non sono ancora completamente consapevoli e razionali.

Crescendo, i ragazzi scoprono tanti divieti e ingiustizie che li disorientano e li angosciano. A volte non si fidano più degli stessi genitori.

Ovviamente le situazioni cambiano da individuo a individuo. Ci sono anche ragazzi equilibrati e maturi già in giovane età, ma sono rarissimi.

I conflitti sono detti interiori proprio perché avvengono tra la nostra coscienza e il nostro inconscio, ovvero tra i due emisferi cerebrali.

La cosa più brutta che ci potrebbe capitare è una lotta continua tra il proprio inconscio e la propria coscienza. E la cosa più bella è essere in pace con sé stessi!

Accettarsi, approvarsi e amarsi è la regola liberatrice delle tre “a”.

  COME FANNO LE PERCEZIONI DEGLI STIMOLI E LE ESPERIENZE DI VITA A FORMARE LA COSCIENZA?

Potremmo anche chiederci, come fa la materia a trasformarsi in mente?

La coscienza o mente conscia si forma, come già detto, gradualmente, grazie al processo di educazione e apprendimento reiterato.

Come è noto, tutte le cose nuove che i bambini e gli adulti apprendono e imparano a fare, generano sinapsi e poi reti o circuiti neurali biologici che collegano l’emisfero sinistro a quello destro rendendoli più armonici ed efficienti.

La percezione di uno stimolo, come pure l’esperienza qualitativa che lo accompagna (i famosi qualia), sono diverse da persona a persona come la coscienza stessa, e si traducono appunto nella formazione di sinapsi e poi in circuiti neurali sempre più intricati che integrano sempre meglio i due emisferi cerebrali.

LA COSCIENZA CHE CI GUIDA

A differenza dell’emisfero destro che resta inconscio, l’emisfero sinistro, grazie alle esperienze coscienti che ciascuno di noi fa nel corso della vita, diventa la mente consapevole e razionale, ossia la coscienza che ci guida, ci fa pensare e ricordare, nonché riflettere e ragionare dando un significato alle nostre esperienze.

Con il passare di secoli e millenni, grazie all’accumulo di miliardi di sinapsi e reti neurali, la coscienza o conoscenza è diventata sempre più evoluta.

Prima di civilizzarsi, l’uomo è stato rozzo, incivile e disorganizzato. Le nazioni che si sono  organizzate per prima hanno conquistato il mondo.

I CIRCUITI SINAPTICI

Aumentando i circuiti neurologici, diventiamo più consapevoli, responsabili e collaborativi, e anche più abili e performanti.

In breve, i nostri due emisferi cerebrali, man mano che diventiamo adulti e maturi, diventano più equilibrati. In questo modo aumenta anche la consapevolezza.

“Più circuiti neurali abbiamo, più siamo in grado di svolgere compiti complessi”. (Giorgio Nardone)

COME REALIZZARE DESIDERI E OBIETTIVI 

Anche la realizzazione dei nostri obbiettivi e desideri, compreso il raggiungimento dell’eccellenza in un dato campo, comporta l’aumento dei circuiti neurali.

Si tratta, infatti, di acquisire le abilità necessarie, magari grazie all’aiuto di un coach, uno psicoterapeuta, un medico o altro professionista.

Nessuno va a bussare alla porta dell’universo! Eppure tutti hanno in bocca questa parola! Prima era Dio. Quindi Dio è l’universo.

Se non facciamo esperienza e impariamo dai nostri errori, non vinceremo mai!

I fallimenti e gli errori sono dovuti alla inevitabile mancanza iniziale di circuiti neurali, cioè di esperienze.

PERCHÉ SIAMO ASSALITI DAI DUBBI?

Gli uomini sono in guerra tra loro perché ogni uomo è in guerra con sé stesso”. (Francis Meehan)

Le nostre due menti, cioè i due emisferi cerebrali, avendo linguaggi e compiti opposti, desiderano cose diverse e sono per molti anni quasi sempre in disaccordo.

A volte ci scappa letteralmente di fare una telefonata e ci apprestiamo freneticamente ad annullarla. È il nostro inconscio che sentiva il desiderio di parlare con quella “persona”, ma la coscienza vigile e moralista gli ha imposto l’altolà!

L’INCONSCIO CI FA FARE TANTE COSE BRUTTE

Se l’inconscio prevale troppo sulla coscienza, e cioè la coscienza è ancora debole, ci capita di fare anche cose brutte contro la  volontà cosciente, come abbuffarci e ubriacarci, e peggio ancora fumare e drogarci, giocare d’azzardo e frequentare cattive compagnie.

Il subconscio è impulsivo e non sa ragionare o riflettere: non ha neanche il senso della misura! Funziona sempre in automatico.

L’INCONSCIO È TUTT’ALTRO CHE PRUDENTE!

Alcuni esperti sono convinti che a volte l’inconscio ci boicotta a nostro vantaggio per non farci commettere imprudenze. Magari fosse così!

Senza una coscienza ben formata, nessuno si salverebbe dai pericoli perché l’inconscio non è né riflessivo, né giudizioso!

L’inconscio è un ego smisurato, spericolato, arrogante, prepotente e dittatore. E soprattutto è inconsapevole e irrazionale! Non è cosciente dei pericoli. Ecco perché i campioni di Formula 1 sono molto giovani!

Ed ecco anche Napoleone e Hitler, con il loro ego reso gigantesco dalle tante vittorie, che credono di poter conquistare velocemente la Russia!

L’eccessiva sicurezza diventa spericolatezza ed è un altro grave difetto dell’inconscio.

Chi ci blocca a fin di bene è soltanto la coscienza, ovviamente quando è ben formata.

Invece l’inconscio non cambia quasi per niente. Si dice che il lupo perde il pelo ma non il vizio! Ovviamente ci sono le eccezioni.

Se non siamo tutti uguali come vorrebbe l’inconscio, lo dobbiamo proprio alla coscienza che varia da una persona all’altra.

IL TROPPO E IL TROPPO POCO DI OGNI COSA 

Il subconscio corrisponde al troppo, per esempio all’avidità smisurata dei ricchi e dei potenti in generale, mentre la coscienza – che non smette mai di imparare – corrisponde al troppo poco, cioè alla povertà.

I poveri sono carenti in tutto, non soltanto in fatto di abilità, ma anche quanto alla capacità di pensare e trovare soluzioni.

Più impariamo, più ci rendiamo conto di non sapere!

COS’È IN PRATICA LA COSCIENZA?

La co-scienza è scienza condivisa, conoscenza, cultura: infatti, non si conosce mai abbastanza.

I miliardari abbinano un inconscio insaziabile a una coscienza molto bene istruita e allenata a trovare soluzioni, da qui il loro grande intuito e successo materiale.

Ma mi sembra ovvio che anch’essi vanno soggetti, come tutti gli esseri umani, a sbalzi di umore, a errori e giornate buie, ma sanno riprendersi subito.

Come abbiamo visto, dal punto di vista funzionale e biologico, le cose che apprendiamo s’incrementano nel nostro organismo sotto forma di sinapsi e circuiti neurali. Questo vale anche per le percezioni.

Quanto alla moralità o meno della coscienza, essa dipende dal tipo di educazione ricevuta individualmente.

Inconscio e coscienza, singolarmente presi, non sono equilibrati perché in genere la coscienza è ancora poca cosa rispetto all’inconscio che custodisce tutti i segreti dell’universo e funziona in maniera automatica e velocissima.

La coscienza evolve proprio scoprendo i segreti dell’inconscio che è la rappresentazione vivente dell’universo.

Anche la nostra consapevolezza, che deriva dall’integrazione tra la coscienza e l’inconscio, è ancora carente.

Gurdjieff diceva: “La saggezza è la risultante della conoscenza (coscienza) e dell’essere (inconscio).

Ritorneremo ancora sulla consapevolezza, ma diciamo subito che non è un sinonimo della coscienza anche perché quest’ultima potrebbe avere tanti difetti. 

I CONTRASTI TRA FIGLI E GENITORI


Spesso ci succede
di essere in disaccordo con i nostri interlocutori e gli stessi genitori. 

Il mio entusiasmo per l’arrampicata era tanto grande quanto erano grandi le preoccupazioni dei miei genitori per il mio futuro”. (Reinhold Messner)

Il contrasto tra genitori e figli adolescenti, è dovuto al fatto che i ragazzi sono attratti più dal gioco e dalle sfide, spesso pericolose, con gli amici, che dallo studio. E soprattutto perché non sono completamente consapevoli e responsabili delle conseguenze delle proprie azioni.

Molte volte i ragazzi agiscono di nascosto dai genitori, pensando di fare cose giuste, e si ritrovano a combattere contro le ingiustizie della società, influenzati e spesso raggirati da persone poco raccomandabili! (Black bloc, brigate rosse, kamikaze, ecc.).

LE CATTIVERIE DEGLI ESSERI UMANI

L’inconscio è molto più veloce e più potente della coscienza che viene spesso messa a tacere.

Ciò accade di fronte ai pericoli e quando la coscienza è debole a causa del fallimento del processo educativo, situazione questa piuttosto frequente.

Il fallimento dell’educazione porta a una identità nevrotica, ribelle o fuorilegge, come nel caso del fenomeno del bullismo e delle baby gang cittadine. Spesso i genitori stessi non sono un buon esempio.

In ogni caso la coscienza, per circa la metà della nostra vita, non è abbastanza efficiente e all’altezza della situazione, perché sa ancora poco e non è in grado di opporsi alla preponderanza dell’inconscio che agisce come un pilota automatico.

La coscienza dell’umanità è ancora grezza!

Gli organismi internazionali sono spesso deviati e comunque senza potere esecutivo. 

Naturalmente anche la nostra auto immagine, cioè il modo come ci vediamo e valutiamo, lascia spesso a desiderare per un periodo più o meno lungo.

MATRIMONI IN CRISI 


L’irrazionalità e automaticità dell’inconscio, e la sua natura poligama (e persino incestuosa), causano le tentazioni e la debolezza per il sesso e contrasti con la coscienza, che invece ha in genere una vocazione morale, sociale, legale e monogama.

Lo sfacelo dell’istituzione del matrimonio, è causato proprio dalla natura poligama dell’inconscio, liberalizzata e facilitata dall’introduzione legale del divorzio.

Tuttavia, anche il fatto che oggi le coppie in maggioranza arrivano all’altare, o davanti al sindaco, già sature di sesso, porta alla loro inevitabile separazione, favorita comunque dalla facilità del divorzio.

Le coppie di una volta evolvevano spiritualmente perché duravano per tutta la vita, attraversando e superando mille contrasti e conflitti interiori.

Voglio dire che le vecchie generazioni, che non erano ancora pronte per divorziare, vivevano ugualmente le loro storie segrete di amori e tradimenti, a conferma della poligamia irresistibile dell’inconscio sia degli uomini che delle donne!

E chi gli resisteva, non stava meglio di chi lo assecondava! Anzi spesso finiva (e finisce tuttora) per ammalarsi.

L’inconscio, infatti, non sopporta a lungo le privazioni!

QUANDO IL TUO INCONSCIO TI TENTA…

Se ti capita di pensare continuamente alla persona con cui avresti voluto avere una storia segreta, sappi che è il tuo inconscio che ti tenta!

Quando hai paura di fare qualcosa, ringrazia la tua coscienza, ma fai anche attenzione: l’inconscio è il cervello emotivo e gestisce il tuo corpo, e potrebbe ammalarsi se il tuo desiderio è forte!

QUANDO IL CUORE VIENE STRAPPATO IN DUE

Il guaio non è tanto la separazione dei due partner, ma il dolore insanabile causato ai figli pre-adolescenti che assistono impotenti a liti furibonde tra i genitori senza comprenderne la ragione.

E non sono soltanto i ragazzi a pagare il prezzo della separazione dei giovani genitori, ma anche i nonni che somatizzano il dolore dei nipoti e dei figli.

L’INCONSAPEVOLEZZA DELL’INCONSCIO

La forte inconsapevolezza dell’inconscio, spesso non moderata dalla coscienza a causa del fallimento del processo educativo, spiega come già accennato, le contraddizioni, i vizi e le cattiverie degli esseri umani, e la difficoltà a correggere le personalità disturbate.

Pensiamo ai fanatici, alle persone spietate, false e senza scrupoli, e agli adolescenti inesperti e ribelli.

Costoro non riflettono perché spesso agiscono in maniera automatica e istintiva sotto il comando di una sola mente, quella reattiva: la mente inconscia!

LA VIA DI MEZZO: L’EQUILIBRIO TRA I DUE POLI OPPOSTI

La disarmonia tra le nostre due menti, dunque, è la causa dei contrasti sia interiori, sia tra le persone, e genera molta sofferenza.

I contrasti interiori tra la coscienza e l’inconscio si superano gradualmente crescendo con la maturità in fatto di consapevolezza.

In pratica, occorre imparare a non passare continuamente da un eccesso all’altro e abituarsi a privilegiare la via di mezzo.

La via di mezzo rappresenta il bene, cioè l’equilibrio e la virtù.


Invece, il troppo e il troppo poco di qualsiasi cosa, trattandosi rispettivamente dell’eccesso positivo e negativo
, rappresentano il male.

Ed infatti i sinonimi di troppo sono eccessivo, esagerato, sovrabbondante, superfluo, soverchio!

Il male è l’assenza di equilibrio e di virtù.

L’UMANITÀ È ANCORA ACERBA!

Purtroppo, l’umanità è ancora immatura perché non ha ancora compreso che la locuzione latina “In medio stat virtus”, rappresenta il principio universale della natura, o principio del bene e del male!

La prova più convincente di questa intuizione è che per stare bene in salute, i valori delle analisi del sangue e della pressione arteriosa, non devono essere né alti e né bassi!

I valori sani stanno sempre al centro!

Al centro c’è sempre il bene, la virtù, la moderazione, che sono l’effetto dell’equilibrio tra i due poli opposti, il troppo e il troppo poco della stessa cosa che rappresentano l’eccesso positivo e negativo, ossia il male!

Quindi il bene è in mezzo al male: il bene è la media tra il troppo e il troppo poco, come il ceto medio è la media tra ricchi e poveri!

TUTTO DEV’ESSERE EQUILIBRATO

I forti contrasti tra i partiti conservatori e democratici, sono dovuti al fatto che i primi sono TROPPO conservatori e i secondi TROPPO progressisti! Come sempre è il troppo che storpia.

Cosicché, ogni nuova amministrazione è costretta per prima cosa a correggere gli eccessi di quella precedente, e incappa nei propri!

Entrambe le amministrazioni favoriscono l’aumento del numero dei miliardari con occulte e continue agevolazioni fiscali e sovvenzioni.

La presenza dei miliardari crea forti disuguaglianze sociali. Anche la loro visione del mondo  spesso stravolge il quieto vivere.

Purtroppo la massa di denaro in circolazione non è infinita, e se una gran parte viene fagocitata dai miliardari, è ovvio che ne resta ben poco per il ceto medio e per lo stesso Stato!

È paradossale che la nazione con il maggior numero di miliardari, abbia accumulato un debito pubblico di oltre 37 trilioni di dollari!


EQUILIBRIO E SAGGEZZA

Oltre a renderci equilibrati, la via di mezzo, così cara al Buddha, ci rende flessibili nella giusta misura. La via di mezzo è equilibrio e saggezza!

Infatti, l’inconscio è troppo irrazionale, irriflessivo, rigido, automatico, caotico, istintivo e prepotente, mentre la coscienza lo è troppo poco.

Al contrario, la coscienza è troppo pensierosa, riflessiva, flessibile, prudente, ordinata, paurosa e rispettosa, mentre l’inconscio lo è troppo poco.

L’integrazione graduale tra i due emisferi cerebrali, cioè tra la coscienza e l’inconscio, che avviene con la maturità, genera la consapevolezza che interessa ogni coppia di poli opposti.

Fatta eccezione per gli “inconsci” incorreggibili, avidi, egoisti e perversi che si ritengono i padroni del mondo, l’integrazione tra l’inconscio e la coscienza ci rende consapevoli, rispettosi degli altri, produttivi, collaborativi e saggi.

 ANCHE L’INCONSAPEVOLEZZA È NECESSARIA 

Tutto ciò che esiste ha una funzione ambivalente ed equilibratrice, come abbiamo visto a proposito del male, della falsità e dell’odio.

Anche l’inconsapevolezza è necessaria! Non se ne può fare assolutamente a meno!

Infatti, senza l’inconsapevolezza, cioè l’irrazionalità e automaticità del subconscio, non ci sarebbe il coraggio che deriva dall’incoscienza e sottovalutazione dei pericoli.

E non avremmo le emozioni e l’impegno passionale che ci consentono di acquisire le competenze e le abilità necessarie per conseguire il benessere materiale e il progresso dell’umanità.

I fattori inconsci ci spingono ad affrontare sfide e competizioni di ogni genere, non di rado anche pericolose, specialmente durante l’adolescenza.

È proprio l’irrazionalità, che ha una forte connotazione “emotiva”, a mandare in visibilio i tifosi di calcio ai gol della propria squadra, e causa invece una collera frustante e reattiva ai gol della squadra avversaria.

IL BISOGNO DI PRIMEGGIARE DELL’INCONSCIO 

Senza l’inconsapevolezza dell’inconscio, che ci porta a misurarci con gli altri allo scopo di primeggiare, lo sport in generale non sarebbe così aggregante e catalizzante!

Insomma, l’inconscio va pazzo per il gioco e il divertimento, così come per il cibo e per il sesso. 

Infatti i bambini, che sono molto inconsapevoli, non vorrebbero mai smettere di giocare. Essi imparano facilmente proprio attraverso i giochi, come ben sanno le mamme e le maestre d’asilo.

Penso che il multitasking sia una netta proprietà dell’inconscio e anche l’intuito.

Molti imprenditori di successo odiano i libri e si affidano al loro intuito e alla propria esperienza. 

L’INCONSCIO È LA TUA IMMAGINE ALLO SPECCHIO

Quando ti guardi allo specchio come ti comporti? Sei compiaciuto o disgustato? Lo sai che l’immagine del tuo corpo rappresenta il tuo inconscio?

Se ti guardi di sfuggita, o di mala voglia, perché non sei contento o contenta dei risultati raggiunti, è come se ti vergognassi di te stesso o te stessa.

L’inconscio, che è il cervello emotivo, se ne accorge subito, si deprime e ti fa stare male causando scariche di cortisolo nel sangue.

COME GENERARE IL BUON UMORE!

Lo specchio deve diventare il tuo trigger per caricarti, per esempio ripetendo un mantra o una credenza potenziante.

Fai un bel sorriso e mandati baci allo specchio: se ti metti in stato di relax, si attiva il sistema nervoso parasimpatico con i suoi ormoni della felicità che generano il buonumore. Provare per credere!

Ricordati sempre che il viso rivela il tuo stato d’animo alla perfezione, anche quando non sei davanti allo specchio! 

L’INCONSCIO È PRIVO DI EQUILIBRIO

Il subconscio passa facilmente dal superallenamento alla stasi, dalle abbuffate al digiuno, dal fervore al torpore e dall’entusiasmo all’apatia.

E va soggetto, a tutte le età, a crisi di scoraggiamento, ad angoscia e a frustrazione. Non meravigliamoci: l’inconscio è molto soggetto alle emozioni perché corrisponde al cervello emotivo! 

L’inconscio va in tilt facilmente perché è troppo emotivo e non sopporta le difficoltà e gli ostacoli. Gradisce soltanto le cose facili e veloci e non gli piace studiare e stare fermo.

Ecco perché i genitori faticano a motivare i figli allo studio che è essenziale per crescere in consapevolezza ed emergere nella società.

I ragazzi che hanno difficoltà a scuola si possono abituare a studiare attraverso il doposcuola.

 TEORIA E PRATICA 

Le difficoltà mandano in crisi l’inconscio che non è paziente per niente, a differenza della coscienza! 

Noi siamo abilissimi soltanto nelle cose che facciamo ogni giorno in automatico e siamo andicappati quando si tratta della prima volta.

Quando facciamo qualcosa per la prima volta, siamo preoccupati e quindi emozionati, cioè sotto il dominio dell’inconscio. Pertanto, perdiamo l’attenzione facilmente che richiede concentrazione e sbagliamo spesso.

Per apprendere una nuova abitudine, l’inconscio ha bisogno di ripetere molte volte lo stesso gesto o movimento che deve essere letteralmente incorporato per diventare automatico.

Spesso, di fronte alle difficoltà dei primi giorni, l’inconscio si arrende e rinuncia.

L’inconscio impara facilmente, come già detto, attraverso i giochi e le sfide con gli amici. Invece, la coscienza impara facilmente a memoria ed è abilissima a comandare.

Insomma l’inconscio è per la pratica, mentre la coscienza è per la teoria.

FANTASIA E REALTÀ

La coscienza dispone anche dell’immaginazione e può trovarsi in un istante in qualsiasi luogo, mentre l’inconscio è costretto ad andarci fisicamente.

L’inconscio non sa distinguere la realtà dalla fantasia perché non riflette.

Per l’inconscio esiste solo la realtà: considera reali anche i sogni notturni, i film e le telenovele, perciò si commuove facilmente. Ricordiamoci che l’emotività è una caratteristica dell’inconscio, mentre la stabilità emotiva appartiene alla coscienza!

Quindi possiamo far credere all’inconscio qualunque cosa… come vedremo in seguito.

L’INTEGRAZIONE TRA COSCIENZA E INCONSCIO 

Coscienza e inconscio, come a dire riflessioni e abitudini, sono due poli opposti e devono integrarsi tra loro per funzionare bene. Ciò avviene, come già accennato, con il progredire delle esperienze e della maturità.

La nostra vita, come è noto, si basa soprattutto sulle abitudini che ci guidano in maniera veloce e pratica per il 90-95% circa del tempo, proprio perché sono inconsce e automatiche.

Tuttavia, è bene sapere che il grado di consapevolezza che si raggiunge con la maturità, anche nel migliore dei casi, non riesce a equilibrare l’inconsapevolezza o automaticità congenita!


SENZA EMOZIONI LA VITA APPASSIREBBE 

È bene che sia così. Troppa razionalità farebbe sparire la spontaneità e impedirebbe l’insorgere delle emozioni.

Se non ci fossero le emozioni, nessuno andrebbe più allo stadio, al cinema e a teatro! E neanche al circolo a giocare a carte con gli amici.

Senza emozioni non ci sarebbe neanche l’innamoramento, ma soltanto istinto riproduttivo come negli animali.

IL CUORE E LE EMOZIONI 

È giunto il momento di vedere che cosa sono le emozioni, a cosa servono, quanto e quando sono utili e necessarie e soprattutto come e dove si formano.

Le emozioni sono sempre utili, sia quando sono positive, sia quando sono negative o neutre.

Purtroppo, molti medici ritengono che il cuore sia soltanto una pompa. (a)

Chi l’avrebbe detto che un laureato in scienze agrarie, paragonando i pensieri ai semi delle piante, avrebbe compreso il meccanismo delle emozioni? Ecco il potere della passione e dell’istruzione ad ampio raggio!

IL CUORE PUÒ AGITARSI E CALMARSI, COME PURE ECCITARSI E DEPRIMERSI

Proprio perché funziona come una pompa, sotto l’effetto di “specifici” ormoni attivati dai nostri pensieri in sinergia con il SNA, il cuore può agitarsi o calmarsi, come pure eccitarsi o deprimersi!

Il cuore è l’organo in cui si manifestano le emozioni della gioia e della tristezza e tutte le altre. Quest’organo presiede dunque, oltre che alla vita, anche al piacere e al dolore, che sono l’effetto delle emozioni rispettivamente positive e negative.

A partire da Aristotele, i grandi pensatori hanno sempre sostenuto che i pensieri sono già azioni. In realtà, si dovrebbe dire che i pensieri sono già emozioni, sensazioni e azioni.

2.SVELATO IL MECCANISMO DELLE EMOZIONI, SENSAZIONI E AZIONI

Si potrebbe giustamente obbiettare: se siamo così malmessi a causa dei continui contrasti tra la coscienza e l’inconscio, come fa la mente conscia a coordinarsi con la mente inconscia, ossia con il nostro corpo?

Ed invece c’è una perfetta sintonia tra i nostri pensieri e il sistema nervoso autonomo (SNA) che coordina il sistema endocrino.

Infatti, se è vero che i battiti del cuore e la gittata aumentano a causa dei nostri pensieri di paura e rabbia, possiamo anche farli diminuire e regolarizzarli rallentando il respiro con pensieri giocosi e tranquillizzanti!

Fatto è che una volta innescati anche involontariamente i nostri pensieri, tutto procede in automatico. Quando ci arrabbiamo e quando abbiamo paura, il cuore si agita immediatamente.

La mente conscia o coscienza, che elabora i pensieri, è dunque in stretta relazione con il sistema nervoso autonomo che immette gli ormoni nel flusso sanguigno.

LE EMOZIONI SONO CAUSATE DAGLI ORMONI ATTIVATI DAI NOSTRI PENSIERI

Come pensiamo, così ci sentiamo!

Il compito dei pensieri è quello di attivare il SNA e quindi gli ormoni: sono gli ormoni che generano le emozioni modificando lo stato fisiologico del cuore.

Come conferma la risposta “Attacca o Fuggi”, sono gli ormoni che causano la risposta fisiologica del cuore, ossia l’emozione, seguita dalla sensazione e dall’azione.

Per esempio, a causa della paura si verifica l’agitazione del cuore (cioè l’emozione) per cui affluisce più sangue, cioè più energie, alle gambe (ecco la sensazione), e siamo in grado di correre (ecco l’azione) a tutta velocità per sfuggire ai pericoli. 

Senza ormoni non ci sono emozioni, e neanche sensazioni e azioni!

Ogni ormone è “specifico” per un dato tipo di pensiero o di emozione.

QUATTRO RISPOSTE FISIOLOGICHE DIVERSE O MODI DI EMOZIONARSI

A seconda del contesto ambientale e quindi del tipo di ormone attivato dai nostri pensieri, il cuore si agita o si calma, oppure si eccita o si deprime.

Il cuore si agita semplicemente per darci più sangue e cioè più energie per affrontare la situazione di pericolo.

Oppure si eccita per fare affluire più sangue nei corpi cavernosi del pene e metterlo in condizione di penetrare nella vagina.

Invece si calma, cioè smette di pompare sangue quando il pericolo è cessato.

Infine si deprime, cioè pompa il sangue lentamente quando ci succedono cose brutte.

Quindi l’emozione è la risposta fisiologica del cuore ai nostri pensieri!

COSA DETERMINA LA SENSAZIONE?

La sensazione è causata dall’afflusso di un “surplus provvisorio” di sangue carico di ormone, dal cuore alla parte del corpo interessata dai nostri pensieri, per esempio, alle gambe, alle braccia e ai corpi cavernosi del pene, oppure al viso, come presto vedremo.

l sangue è salute ed energia e viene inviato provvisoriamente in più là dove è necessario.

Le sensazioni ci ricordano le infiammazioni.

COSA HANNO IN COMUNE I PENSIERI E I SEMI?

I semi hanno al loro interno l’embrione che è l’abbozzo della pianta in miniatura, e cioè i semi si possono considerare già piante.

Ugualmente i pensieri si possono ritenere già emozioni perché agiscono in sinergia con il SNA che gestisce le ghiandole endocrine e i relativi  ormoni.

Gli ormoni sono specifici rispetto ai nostri pensieri, proprio come gli embrioni dei semi sono specifici, cioè diversi per ogni specie di pianta.

Da un embrione di ghianda può nasce soltanto una quercia. Analogamente l’adrenalina agita il cuore.

Approfondiamo la conoscenza delle emozioni più importanti.

L’EMOZIONE DELLA PAURA

L’amigdala, la sentinella del cervello presente in entrambi gli emisferi cerebrali, controlla lo stato di sicurezza dell’organismo. (Qualche volta si sbaglia persino per un eccesso di prudenza).

In caso di pericolo, l’amigdala dà l’allarme! Suscita cioè pensieri di paura o di pericolo nella mente conscia e allo stesso tempo allerta il sistema nervoso simpatico.

Il SNS a sua volta attiva le ghiandole surrenali che scaricano adrenalina, o adrenalina e cortisolo, nel sangue. Ed ecco che il cuore entra in agitazione, il che fa agitare anche il respiro.

In questo caso, l’emozione è la paura che si manifesta con l’agitazione del cuore causata dall’adrenalina.

QUAL È LO SCOPO FISIOLOGICO DELL’AGITAZIONE DEL CUORE?

L’agitazione del cuore aumenta la gittata e la frequenza dei battiti, e così affluisce alle gambe un surplus provvisorio di sangue carico di adrenalina, vale a dire più energie. In tal modo l’animale o la persona può fuggire a tutta la velocità e mettersi in salvo.

È evidente che se non arrivasse agli arti inferiori, per opera del SNS, il surplus provvisorio di sangue contenente l’ormone, non avremmo le energie necessarie per scappare o affrontare i pericoli.

Insomma con le forze ordinarie non ce la faremmo ad affrontare i pericoli! Ecco a cosa serve l’agitazione del cuore e cioè l’emozione della paura!

L’adrenalina, nei casi di emergenza, mette letteralmente le ali ai piedi e/o conferisce una forza sovrumana.

L’ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA

Appare evidente che i muscoli volontari sono tali soltanto in condizioni ordinarie, ma in situazioni di pericolo si comportano come muscoli lisci gestiti dal sistema nervoso autonomo.

Anzi, in caso di grave pericolo, la mente conscia viene bypassata dal subconscio che attiva direttamente l’istinto di sopravvivenza.

L’animale, se non è in grado di combattere o di fuggire, finge istintivamente di essere morto (minimizzando il respiro), mentre l’essere umano che viene a trovarsi nelle stesse situazioni di pericolo, sviene oppure va in coma.

A differenza degli esseri umani, gli animali si riprendono appena cessato il pericolo.

LE EMOZIONI PRENDONO LO STESSO NOME DEI PENSIERI DA CUI HANNO ORIGINE 

I pensieri di paura o di pericolo causano l’emozione della paura. Le emozioni, infatti, prendono lo stesso nome dei pensieri da cui hanno origine.

TRISTEZZA E GIOIA

La tristezza è dovuta ai pensieri tristi che causano un eccesso di cortisolo e una forte carenza di serotonina. Invece la gioa è dovuta ai pensieri allegri che attivano gli ormoni della felicità: dopamina, serotonina, ossitocina ed endorfine.

Alla cospicua varietà di pensieri, corrisponde la cospicua varietà di emozioni omonime, anche semplicemente variando la dose di ormone!

Noi siamo perennemente emozionati, ma ci siamo talmente abituati che ce ne accorgiamo solo in casi eclatanti. D’altra parte anche la calma è una emozione, precisamente una emozione neutra. 

L’EMOZIONE DELLA RABBIA

Il mistero delle sensazioni di dolore

E cosa succede se il surplus provvisorio di sangue ricco di adrenalina viene diretto alle braccia, anziché alle gambe? Diventiamo furiosi e maneschi: ecco la rabbia.

Ecco i sinonimi della rabbia che ci indicano la sua natura istantanea e incontenibile: collera, ira, furia, indignazione, sdegno, irritazione.

La rabbia annienta totalmente l’autocontrollo e ci rende simili alle bestie!

Pensiamo alle liti in cui si dicono le peggiori ingiurie; pensiamo ai raptus di follia!

In genere, l’emozione della rabbia è causata da offese reali o presunte, specialmente se inattese, o da ingiustizie e rifiuti inaspettati e imperdonabili, ed anche da errori personali madornali, oppure dal trovarsi in forti difficoltà. Ma le persone che si arrabbiano facilmente sono aggressive e hanno scarso rispetto per il proprio interlocutore.

La rabbia , dunque, è l’effetto di “pensieri rabbiosi” che causano una scarica nel sangue di cortisolo e adrenalina dal surrene.

I PENSIERI RABBIOSI

I due ormoni, ed in particolare l’adrenalina, mettono il cuore in forte agitazione come nel caso della paura.

La sfuriata manesca, anzi animalesca, invece, che mette a tacere la coscienza ed è a volte persino sanguinaria, corrisponde alla sensazione e all’azione che completano l’effetto dei due ormoni.

La rabbia finisce per travolgere entrambi i contendenti. Per evitare di essere travolti dalla rabbia di qualcuno, per esempio del partner, occorre non rispondere alle sue contumelie, e meglio ancora sparire subito dalla sua vista.

Replicare per non dargliela vinta come dicono le donne, è completamente sbagliato perché chi è in preda alla rabbia non è in grado di intendere e di volere ed è persino pericoloso.

Si tratta infatti di una persona aggressiva che ha rimosso a suo tempo senza esserne cosciente la moderazione e il rispetto del prossimo. In genere ciò succede quando si ha un genitore aggressivo che va facilmente in collera.

E cosa succede se non è possibile sfogare la propria rabbia? L’agitazione non si placa perché gli ormoni non si consumano subito e il cuore, a lungo andare, si ammala!

QUANDO IL CUORE TORNA ALLA NORMALITÀ

Emozione, sensazione e azione si succedono automaticamente. La sensazione conduce all’azione come la fuga o la lotta, e al consumo degli ormoni scaricati nel sangue.

Consumato l’ormone o gli ormoni, finisce il loro effetto endocrino e il cuore torna a battere normalmente, e anche il respiro si acquieta. 

Se però non si consuma tutta l’adrenalina attraverso lo sfogo di rabbia, si resta nervosi e non si riesce a prendere sonno. Anzi, quando non è possibile  sfogare la rabbia – per esempio, non si può dare un pugno al proprio capoufficio – gli ormoni scaricati nel sangue non si consumano per niente e rimuginiamo per tutta la giornata e anche nei giorni successivi.

Come già detto, quando non è possibile sfogare la propria rabbia, gli ormoni presenti nel sangue continuano ad agitare il cuore che finisce per ammalarsi.

Forse non arrabbiarsi mai è la cosa peggiore che possiamo fare! Tuttavia chi si arrabbia spesso dovrebbe fare un corso di assertività per imparare ad esprimere i propri pensieri e sentimenti senza essere né aggressivo, né passivo.

L’ECCITAZIONE EROTICA

Il mistero delle sensazioni di dolore

Un altro esempio molto esplicativo di emozione/sensazione è l’eccitazione sessuale causata da stimoli visivi, contatti fisici e pensieri erotici.

In questi casi i pensieri attivano il testosterone che fa eccitare il cuore. Il testosterone è un ormone androgeno parasimpatico, ma è presente in quantità minore anche nelle donne.

L’eccitazione del cuore (che è diversa dall’agitazione), fa affluire un surplus provvisorio di sangue ai corpi cavernosi del pene che così diventa duro.

In tal modo il fallo è in condizione di compiere la penetrazione della vagina, fino all’orgasmo.

Nelle donne l’eccitazione sessuale genera la lubrificazione della vagina.

PERCHÉ IL FALLO NON OBBEDISCE ALLA NOSTRA VOLONTÀ?

Se l’eccitazione è debole a causa di un basso livello di testosterone, come accade agli anziani, e non solo, il fallo resta moscio perché riceve poco sangue.

L’antagonista del testosterone è il cortisolo, l’ormone dello stress, ma anche la mancanza di attività fisica.

Attenzione però alla famigerata pillola blu, perché a una certa età il cuore non è più in grado di reggere alle forti contrazioni muscolari e all’aumento della frequenza cardiaca e respiratoria causate dall’orgasmo!

Se invece l’eccitazione è troppo forte a causa di un alto livello di testosterone, come accade a tanti giovani, il desiderio sessuale diventa incontrollabile e può causare aggressività, tradimenti e stupri.

L’ERITROFOBIA O TIMIDEZZA 

L’eritrofobia è causata da un senso di inadeguatezza personale che crea una situazione di pericolo in presenza di persone autoritarie.

Anche in questo caso si verifica l’agitazione del cuore dovuta a una scarica di adrenalina.

Il surplus provvisorio di sangue viene inviato ai capillari del viso che diventa paonazzo.

Esistono anche timidezze senza rossore.

“LE EMOZIONI SONO LA REAZIONE DEL CUORE AI NOSTRI PENSIERI” 


Dunque, i nostri pensieri mettono in collegamento la mente conscia o coscienza con la mente inconscia, cioè i vari organi del corpo, facendo emozionare il nostro cuore grazie ad ormoni “specifici” gestiti dal SNA.

All’emozione segue la sensazione e l’azione della parte del corpo interessata dai nostri pensieri.

Ecco perché “Le emozioni sono la reazione del cuore ai nostri pensieri.” (b)

PER CAMBIARE LE EMOZIONI BISOGNA CAMBIARE I PENSIERI!

Credo che sia abbastanza chiaro che i pensieri non si trasformano materialmente in emozioni.

I nostri pensieri attivano soltanto il SNA che immette gli ormoni nel circolo sanguigno.

Sono gli ormoni che causano l’emozione, cioè il cambiamento di stato del cuore!

Cosa importantissima: è ovvio che se cambiamo i nostri pensieri consapevolmente, cambiano anche gli ormoni immessi in circolo e le relative emozioni!

Quindi i pensieri di fallimento generano l’emozione del fallimento e i pensieri di successo generano l’emozione del successo.

Pensieri tristi generano tristezza e pensieri allegri generano l’allegria.

Il che significa che l’atteggiamento mentale gioca il ruolo più importante.

È vero che i pensieri vengono da soli, ma noi abbiamo il potere di rifiutare quelli negativi e anche di cambiarli con pensieri positivi.

BUONUMORE E MALUMORE

Abbiamo visto che nel caso della paura e della rabbia, il cuore si agita aumentando la sua gittata per metterci in grado di affrontare le minacce, mentre si eccita a causa di pensieri erotici.

Nel caso di pensieri allegri, il cuore si “euforizza” grazie alla serotonina e alla dopamina, e pompa il sangue alacremente.

Invece, nel caso di pensieri tristi o angoscianti che causano scariche di cortisolo, il cuore si “deprime” e pompa il sangue più lentamente rispetto al suo ritmo normale.

Il buonumore è collegato ai pensieri allegri e ai quattro ormoni della felicità già citati. Invece il malumore è causato dai pensieri tristi e in generale dai dispiaceri e dalle conseguenti scariche di cortisolo.

ATTACCO DI PANICO O DI GELOSIA?

Ovviamente, l’organo più colpito dai dispiaceri e dalle emozioni negative è il cuore.

Infatti, è nel cuore che si manifestano tutte le emozioni, compreso l’attacco di panico. Ecco perché le malattie cardiache sono le più diffuse e le più pericolose.

Il mistero delle sensazioni di dolore

La tachicardia causata da un attacco di panico, comporta una sensazione terribile – paura di soffocare, di impazzire, di perdere il controllo – generata da una fortissima scarica di adrenalina.

Questo ormone disattiva il nervo vago, per cui il cuore smette di battere regolarmente a 60-80 battiti al minuto e si agita all’impazzata.

L’EMOZIONE PIÙ SUBDOLA: LA GELOSIA!

Nel caso della gelosia, trattandosi spesso di una afflizione d’amore complicata e segreta, che scatena un “attacco” di panico, molto comune nell’adolescenza (a causa della scarsa consapevolezza), l’organo bersaglio della sensazione (o sfogo del cuore) in questo caso sono i polmoni.

Infatti, ai polmoni arriva attraverso l’arteria polmonare, un surplus provvisorio di sangue proveniente dal ventricolo destro.

L’intasamento dei polmoni causata da troppo sangue, spiega la percezione o sensazione di soffocamento causata dalla tachicardia. 

(Per attenuare la tachicardia occorre bere subito un bicchiere d’acqua fresca)!

La gelosia è l’emozione negativa più subdola perché è fatta di amore e odio. Essa infierisce fin dall’infanzia.

Si manifesta soprattutto in famiglia tra fratelli e/o tra sorelle e cugini, e persino tra madre e figlia e padre e figlio, e cioè tra le persone che si frequentano tutti i giorni.

FREUD AVEVA VISTO GIUSTO!


Ecco il complesso di Edipo e il complesso di Elettra, sempre all’opera, di cui gli addetti ai lavori non sempre se ne ricordano.

Non c’è da meravigliarsi che il bambino s’innamori della madre e sia geloso del padre, e la bambina s’innamora del padre e odia la madre di cui è anche apertamente gelosa.

Tali sentimenti, infatti, si manifestano in soggetti molto inconsapevoli.

DIFFERENZA TRA SENTIMENTI ED EMOZIONI 

Amore e odio sono sentimenti atavici precostituiti, presenti già nel neonato sotto forma di circuiti neurali. 

La differenza sta nel fatto che le emozioni sono generate dagli ormoni momento per momento.

IL SENSO DI COLPA

Nella gelosia assistiamo a una lotta tremenda tra l’inconscio e la coscienza di individui non ancora consapevoli.

L’inconscio odia perché è assai geloso e sensibile. Non a caso corrisponde al cervello emotivo.

Tutti i bambini, infatti, vorrebbero essere i beniamini assoluti dei propri genitori e soffrono a causa della loro gelosia inconsapevole per il fratello o la sorella che a loro sembra nelle grazie del padre e/o della madre. Ogni volta che la bambina vede il genitore che accarezza la sorella o il fratello, scatta un scarica di adrenalina più o meno forte e si verifica l’agitazione del cuore più o meno forte.
È la
coscienza in formazione che genera il senso di colpa!

È indubbio che i genitori abbiano le loro preferenze segrete per i figli che danno più soddisfazioni.

La gelosia tra i figli li stimola a impegnarsi di più per meritare maggiori attenzioni dai genitori.

ALCUNI CASI ECLATANTI

La cronaca riporta i casi di tanti ragazzi, rei confessi, che uccidono il padre perché era troppo violento con la madre.

È anche il caso della giovane che s’innamora del marito della sorella più grande e va soggetta per un certo periodo ad attacchi di tachicardia apparentemente inspiegabili.

Tali attacchi sono causati dalla gelosia, perché la poveretta ha il cuore a pezzi, essendo intrappolata da sentimenti contrastanti e senza sbocco. Perciò è molto confusa e combattuta e non sa cosa fare.

In famiglia nessuno capisce la causa della tachicardia che viene attribuita a qualche malattia. La stessa diretta interessata non ci capisce niente.

Da qui la sensazione di impazzire e di perdere il controllo.

GLI ORMONI EVOCANO GLI ANTICHI DEI GRECI

Potremmo dire che gli ormoni si comportano come gli antichi dei dell’Olimpo determinando cambiamenti continui del nostro umore.

Ma è bene rendersi conto che “Tutto dipende dalla qualità dei tuoi pensieri”. (c)

COME CALMARE IL CUORE

Fai sempre attenzione alle cose che pensi!

La causa “prima” che ci fa stare male non sono gli ormoni e neanche le emozioni, ma ciò che sta più a monte, cioè i pensieri collegati al contesto quotidiano.

Infatti, sappiamo che i nostri pensieri sono già emozioni, sensazioni e azioni.

Ribadisco: sono i pensieri negativi e i dispiaceri in generale che, attraverso gli ormoni gestiti dal sistema nervoso simpatico, causano le emozioni e sensazioni negative, le malattie psicosomatiche e le malattie vere e proprie.

I PENSIERI CHE DEVASTANO IL CUORE

Forse i due pensieri e parole più devastanti, che diventano vere e proprie credenze limitanti che inondano il sangue con tempeste continue di cortisolo, sono: “Io non valgo più niente”, e Nessuno mi vuole bene”!

Mai avere questi micidiali pensieri! Perché essi vengono interpretati dall’inconscio già depresso come un invito all’autopunizione e all’apatia!

Occorre dirsi invece, anche ad alta voce: “Io sono ancora necessario per i miei figli e i  miei nipoti”. E anche ripetersi spesso: “Tutto si aggiusta”!

Ma se non si fa abbastanza attività fisica, l’apatia e la procrastinazione prendono il sopravvento e anche la mancanza di igiene personale.

IL RESPIRO LENTO E PROFONDO

Per contrastare i dispiaceri, le preoccupazioni e l’ansia che ne consegue, occorre respirare in maniera lenta e profonda ripetendosi mentalmente la parola “calma”.

L’inspirazione deve avvenire con il naso e non con la bocca.

Il respiro profondo o di pancia, serve ad attivare il diaframma che ci consente di introdurre molta aria e quindi molto ossigeno nei polmoni e nel sangue.

Il respiro deve essere anche lento, come quando dormiamo, per attivare il sistema nervoso parasimpatico.

NON SI PUÒ ESSERE SEMPRE SERENI

Ma bisogna anche capire una buona volta e per sempre che non possiamo essere sempre sereni!

Purtroppo capitano tante cose spiacevoli durante la giornata!

Saremmo degli idioti se festeggiassimo alla morte di una persona cara o di un vicino di casa!

QUANDO SI SCATENANO I BRUTTI PENSIERI 

Troppi pensieri impediscono di passare all’azione.

Soltanto passando all’azione si mettono a tacere i pensieri.

In genere, quando lavoriamo i pensieri non ci disturbano. I brutti pensieri si scatenano quando stiamo senza fare niente!

Le risate e il pianto, assieme alla buona compagnia e alle distrazioni, sono gli antidoti naturali contro il cortisolo in eccesso nel sangue.

Ma è l’attività fisica che fa miracoli, perché mette in sintonia, cioè in equilibrio, mente e corpo e i due rami del SNA, quindi anche gli ormoni.

L’esercizio fisico anche in età avanzata è essenziale per mantenere l’equilibrio cardiovascolare ottimale.

IL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO E GLI ORMONI

Il processo emotivo mette in comunicazione le due menti, che come dicevo all’inizio, hanno linguaggi differenti.

Tale processo avviene grazie al SNA che è parte integrante del cervello emotivo, già conosciuto col nome di sistema limbico.

Ritengo perciò che la teoria dei tre cervelli di MacLean (1962), debba essere rivista.

Il cervello è unico ed è diviso in “due” emisferi con funzioni opposte e complementari.

Insomma, le funzioni che MacLean ha attribuito al cervello rettiliano, in realtà sono assolte dal SNA.

Il sistema nervoso autonomo controlla, tramite gli ormoni, le funzioni degli organi interni e i muscoli lisci.

La comunicazione tra i due emisferi cerebrali, a seconda del tipo di ormone messo in circolo dal SNA, genera emozioni, sensazioni ed azioni che possono essere positive, negative o neutre.

LA RISPOSTA ATTACCA O FUGGI

COSA FANNO I PENSIERI NEGATIVI? 

Il mistero delle sensazioni di dolore

I pensieri negativi come quelli di paura e di pericolo in generale, attivano il ramo simpatico che ha una funzione catabolica e dà luogo alla famosa risposta attacca o fuggi. (d)

Gli ormoni gestiti dal sistema simpatico sono l’adrenalina, la noradrenalina e il cortisolo prodotti dalle ghiandole surrenali.

Il cortisolo è l’ormone dello stress, e proprio perché ci mette in grado di affrontare lo stress, è assai importante. Coordina, infatti, diverse funzioni del nostro organismo, come il controllo del metabolismo e la risposta infiammatoria aumentando la disponibilità di energia, cioè di glucosio e grassi nel sangue.

L’adrenalina, a sua volta, aumenta la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna velocizzando il flusso di sangue verso i muscoli e verso il cervello, togliendolo agli organi non interessati dall’azione combatti o fuggi. 

COSA FANNO I PENSIERI POSITIVI?

I pensieri positivi attivano il ramo parasimpatico che ha una funzione anabolica, cioè di conservazione e ripristino.

I suoi ormoni principali sono gli ormoni della felicità già citati.

Va da sé che i pensieri negativi, attivando il ramo simpatico, danno luogo alle emozioni negative, mentre i pensieri positivi che attivano il ramo parasimpatico, generano le emozioni positive.

Ma ci sono anche i pensieri neutri che generano le emozioni omonime!

“Se sei depresso stai vivendo nel passato. Se sei ansioso stai vivendo nel futuro. Se sei in pace stai vivendo nel presente”. (Lao Tzu)

3.I PREGI SCONOSCIUTI DEL QUI E ORA

Vuoi la felicità? Eccola! Meccanismo di tutte le emozioni.
COSA FANNO I PENSIERI NEUTRI?

“Se sei depresso stai vivendo nel passato. Se sei ansioso stai vivendo nel futuro. Se sei in pace stai vivendo nel presente”. (Lao Tzu)

Come l’acqua tiepida che non è né calda, né fredda, così i pensieri neutri non sono né negativi, né positivi. Sono i pensieri di pace, calma, serenità, armonia, pazienza, eccetera, che ho estrapolati da quelli positivi (P. Foglia, 2022). La pace è appunto una emozione neutra.

I pensieri neutri sono generati dall’attenzione o presenza consapevole, cioè il famoso qui e ora, che è così speciale perché genera l’equilibrio tra i due rami del SNA, e non solo!

Ovviamente le emozioni neutre sono generate dai pensieri neutri. Esse sono le più gradite al cuore in quanto non alterano le pulsazioni e la gittata.

Le emozioni neutre come la pace e la calma, infatti, rendono regolare il flusso sanguigno, cioè senza extrasistoli, che sono causate invece dalle emozioni negative e anche da quelle positive molto eccitanti.

COERENZA TRA CUORE E MENTE

È proprio grazie ai pensieri neutri e alle conseguenti emozioni omonime, che si crea la desiderata coerenza tra la mente conscia ed il cuore.

La coerenza è una condizione di generale “equilibrio” del corpo intero e produce benefici di natura fisiologica, emotiva, cognitiva, mentale e spirituale. Insomma ci fa sentire magnificamente.

In pratica, la coerenza è dovuta alla normalizzazione dei livelli ormonali nel sangue e soprattutto del livello di cortisolo.

In questi casi, panche l’autostima è sana, cioè né bassa né alta.

L’ATTENZIONE, ABILITÀ REGINA!

Come è noto, l’attenzione è l’abilità regina: senza attenzione si è inconsapevoli e distratti e non si combina niente di buono.

L’attenzione o presenza consapevole o qui e ora, infatti, dà luogo all’integrazione tra i nostri due emisferi cerebrali, cioè mette abilmente in sintonia ed equilibrio la mente conscia e quella inconscia.

In tal modo siamo perfettamente concentrati su ciò che stiamo facendo!

Quando ascoltiamo una conferenza, per comprendere dobbiamo essere attenti, cioè concentrati. Pertanto, sono coinvolti entrambi gli emisferi cerebrali che per funzionare alla perfezione, devono essere in sintonia tra di loro.

(Ed è proprio la mancanza di sintonia tra il cervello cognitivo e quello emotivo che scatena, secondo me, le malattie neurologiche).

LE INTUIZIONI NOTTURNE

La sintonia tra il cervello cognitivo e quello emotivo, avviene soprattutto quando dormiamo, grazie al rilassamento notturno che è l’opposto della concentrazione diurna.

Ed è durante la notte soprattutto che si verificano le intuizioni, cioè la formazione spontanea di nuove sinapsi e nuovi circuiti neurali, a partire da conoscenze disparate e separate.

In pratica, più i circuiti neurali diventano intricati per l’inclusione di nuove conoscenze e/o esperienze, più aumenta la nostra capacità intuitiva, immaginativa e creativa e cresce la nostra consapevolezza.

LA CONSAPEVOLEZZA NASCE DALL’INTEGRAZIONE TRA INCONSCIO E COSCIENZA! 

Sono le nuove inclusioni automatiche notturne del vissuto diurno che creano, secondo me, le intuizioni che precedono e favoriscono le scoperte, le invenzioni e la creatività in generale.

Voglio dire che le intuizioni nascono dall’integrazione tra l’inconscio e la coscienza che col tempo diventano più affiatati. La coscienza evolve con l’età e anche di generazione in generazione.

La consapevolezza, dunque, non è una qualità specifica della coscienza e neanche un suo sinonimo, ma molto di più.

È l’effetto dell’integrazione sempre più proficua e vantaggiosa tra la coscienza e l’inconscio, cioè tra i due emisferi cerebrali, o i due cervelli.

GLI EFFETTI DELL’INTEGRAZIONE DEI DUE EMISFERI CEREBRALI

L’integrazione tra i due emisferi o i due cervelli, il cognitivo e l’emotivo, che avviene grazie ai circuiti neurologici, ci rende sempre più consapevoli, intuitivi, intelligenti, pronti, attenti, abili, creativi e risolutivi.

Come già accennato, la co-scienza è scienza condivisa, cioè cultura e conoscenza a disposizione di tutti.

È grazie alla coscienza che impariamo tante cose nuove e smettiamo di essere inconsapevoli, cioè ignoranti, stupidì e rozzi!

D’altra parte, diventa tutto ovvio ricordandoci che la coscienza corrisponde al cervello cognitivo o ‘conoscitivo’.

Ripeto: la consapevolezza è l’effetto dell’integrazione tra i due emisferi cerebrali e non un sinonimo della coscienza!

Potremmo anche dire che l’attenzione, mettendo a fuoco i due emisferi cerebrali, ci rende più consapevoli e abili.

FACENDO ATTENZIONE SI VA ALLA GRANDE!

Grazie all’attenzione – per migliorare la quale viene consigliata la meditazione – avviene allo stesso tempo l’integrazione tra i due emisferi cerebrali e tra i due rami del SNA, e si normalizza il livello del cortisolo.

Ecco perché facendo attenzione si va alla grande.

L’attenzione ci consente di evitare gli errori e gli eccessi e genera la via di mezzo già citata, cioè equilibrio e moderazione. 

Gli studenti diligenti si distraggono raramente. I leader e i dirigenti sono attenti e concentrati.

L’attenzione dunque ci rende consapevoli, concentrati ed equilibrati, nonché intuitivi, razionali, abili ed efficienti al massimo.

Non solo, l’attenzione rallenta il respiro genera la calma.

PREOCCUPAZIONI E ANSIA 

Il contrario dell’attenzione, ovviamente, è la distrazione o disattenzione causata dalle preoccupazioni, dalla noia e dalla fretta, dovute a mancanza di fiducia e sicurezza in sé stessi.

Le preoccupazioni generano l’ansia e non si vive più nel presente, ma nell’incertezza del futuro.

Per combattere l’ansia occorre coltivare pensieri di calma, respirando in maniera lenta e profonda e accettando la realtà che non si può cambiare e anche i propri limiti.

Occorre altresì volersi bene, come suggerisce la regola delle tre “A” riportata anche da Google: accettarsi, approvarsi e amarsi. (La felicità a portata di mano. P. Foglia, 2008).

L’ESAGERAZIONE È SEMPRE DANNOSA

Ricordiamoci però che non bisogna esagerare neanche in fatto di attenzione!

L’attenzione protratta, infatti, stanca terribilmente e si trasforma da eustress in distress! Si passa cioè dallo stress positivo a quello negativo, come dire dalle emozioni positive a quelle negative.

Occorre privilegiare sempre la via di mezzo, cioè l’equilibrio, evitando gli eccessi.

Per essere equilibrati occorre tenere l’inconscio sotto controllo!

LE RIPETIZIONI SONO LA CHIAVE DELL’ATTENZIONE E DELLE ABITUDINI

C’è da precisare che non solo con la meditazione concentrata sul respiro, ma anche facendo e ripetendo le cose, si sviluppa l’attenzione e la memoria perché siamo portati a farle bene.

Infatti, attraverso le ripetizioni si acquisiscono le abitudini e le abilità.

A seguito delle ripetizioni aumentano i circuiti sinaptici che, come sappiamo, sono la corrispondenza fisiologica delle conoscenze, delle esperienze, delle abitudini e delle abilità.

I circuiti neurali uniscono letteralmente i due emisferi cerebrali e li fanno funzionare sempre meglio man mano che aumentano.

Infatti, grazie alla maturità, cresce l’attenzione, la resilienza e la stabilità emotiva e avviene “l’integrazione” tra i due emisferi cerebrali che, come abbiamo visto, sono in lotta tra loro nella prima metà della vita.

L’ATTIVITÀ FISICA PREVIENE LE MALATTIE NEURODEGENERATIVE 

Se non facciamo nulla, perdiamo sia l’attenzione, sia la memoria, perché i circuiti sinaptici che collegano l’emisfero sinistro a quello destro, cominciano gradualmente a disgregarsi. 

Infatti, se l’emisfero sinistro, cioè la coscienza, non è agganciato a quello destro tramite i circuiti neurologici, non funziona più bene.

Ecco le proverbiali dimenticanze tipiche delle malattie neurodegenerative dei pensionati e degli anziani che non hanno interessi, stanno quasi sempre seduti, e fanno poco o niente dalla mattina alla sera.

È risaputo che gli anziani, in maggioranza, stanno quasi sempre seduti. E quando ci si muove pochissimo, i due cervelli non comunicano più bene tra di loro e la memoria breve va a farsi benedire! 

Il drenaggio glinfatico che elimina le scorie proteiche del metabolismo del cervello, è dovuto proprio al movimento fisico del corpo e in particolare del diaframma.

Un anziano o un’anziana, senza più interessi, diventa un bambino inconsapevole e molto distratto perché perde la memoria breve, e ha bisogno di una coscienza suppletiva, cioè di una nuova mamma che gli “ricorda” le cose giuste da fare, come prendere le pillole in orario, lavarsi, eccetera: la badante!

GUAI A STARE FERMI!

Per tenere in forma il cervello cognitivo, cioè la coscienza, occorre favorire la formazione di nuove sinapsi grazie a letture, conoscenze, esperienze, contatti umani e distrazioni utili.

È bene anche potenziare i vecchi hobby, almeno quando è possibile.

Ma soprattutto è necessario non trascurare il movimento fisico per assicurare la circolazione del sangue e l’ossigenazione di tutte le parti del corpo, il cervello soprattutto, che consuma molto ossigeno.

L’attività fisica, soprattutto la camminata, è miracolosa perché coordina i movimenti degli arti, potenzia l’attenzione, tiene alto il morale grazie alla produzione di endorfine e assicura la forma fisica. E soprattutto favorisce il drenaggio glinfatico del cervello.

Le coppie anziane che vanno a ballare il sabato sera si mantengono bene in salute. Invece i soggetti che smettono di ballare e di muoversi, rischiano di farsi sotto come quand’erano bambini.

Insomma, chi sta fermo è perduto!

COME DIVENTARE CENTENARI 

Purtroppo gli anziani, fatte le dovute eccezioni, diventano molto pigri e si muovono pochissimo. L’apatia, la pigrizia e la procrastinazione, sono concause delle malattie neurodegenerative.

L’esercizio fisico, oltre a produrre endorfine e buonumore, “sintonizza” alla perfezione i due emisferi cerebrali, cioè la coscienza e l’inconscio, dal cui disaccordo o squilibrio derivano lo stress soprattutto nella prima metà della vita e tutti i contrasti possibili e immaginabili!

Insomma, se stiamo troppo tempo fermi, l’inconscio capisce che siamo vecchi… e si adegua.

Ma si adegua anche se ci muoviamo e siamo attivi!

L’inconscio nel secondo caso ha la percezione che siamo ancora giovani e forti e accresce la vitalità, cioè allunga istintivamente la durata della nostra vita. 


4.LA SOMATIZZAZIONE DEI DISPIACERI

I DISTURBI ORGANICI

Attraverso le sensazioni che fanno seguito alle emozioni, possiamo comprendere come fanno i dispiaceri a somatizzarsi e a generare i disturbi organici.

Ho la percezione che le somatizzazioni siano punizioni che ci infliggiamo noi stessi inconsciamente quando, a causa di dispiaceri e frustrazioni, smettiamo di volerci bene.

Quando abbiamo un dispiacere e/o un calo di sicurezza e autostima, e soprattutto se ci sentiamo in pericolo, aumenta la paura e andiamo incontro a scariche di cortisolo.

Il cortisolo, come sappiamo, è l’ormone dello stress e se il suo valore nel sangue diventa alto, deprime il sistema immunitario e indebolisce il corpo. Spesso smettiamo anche di volerci bene e ci ammaliamo.

I dispiaceri, che sono pensieri/emozioni/sensazioni piuttosto frequenti, a furia di ripetersi, si somatizzano trasformandosi in somatizzazioni dolorose, cioè in disturbi organici cronici, localizzati in determinate parti del corpo, oppure causano malattie vere e proprie.

OGNUNO HA IL SUO DISTURBO ORGANICO 

I pensieri negativi come i dispiaceri, che sono per tutti all’ordine del giorno, generano un senso di scontentezza cronica e sono in grado di farci ammalare o deprimere generando emozioni negative e sensazioni organiche dolorose ricorrenti.

Ognuno ha il suo disturbo organico ricorrente, detto anche malattia psicosomatica, perché tutto ciò che interessa il corpo parte sempre dalla mente conscia o coscienza, quindi da ciò che pensiamo.

La coscienza o mente consapevole elabora sia pensieri positivi, sia negativi, come il bosco in cui troviamo sia funghi commestibili, sia non commestibili, e anche funghi velenosi come certi pensieri. 

Ecco i disturbi organici più comuni: mal di testa, mal di schiena, male alla spalla, cervicale, mal di stomaco, reflusso gastro-esofageo, prurito ed eruzioni cutanee, onicofagia, tricotillomania, ulcere, allergie, eritrofobia, e molti altri ancora.

NON SMETTERE MAI DI VOLERTI BENE

Le preoccupazioni quotidiane sono micidiali perché provocano improvvise cascate di cortisolo e quindi stress e stanchezza.

Ed è proprio quando smettiamo di volerci bene a causa di brutte notizie e dispiaceri vari, che si riattivano i dolori organici cronici.

Prova ne è che lo svago come la gita fuori porta in comitiva, oppure un invito a pranzo o a cena, o a una festa, fanno sparire magicamente i dolori cronici.

La buona compagnia fa dimenticare i dolori perché le distrazioni e le risate consumano il cortisolo ed eliminano stress e tristezza.

I BLOCCHI EMOTIVI E L’AUTOSABOTAGGIO

Come abbiamo visto, gli eventi emotivi non compresi e non accettati dalla coscienza, fluttuano nell’inconscio e distorcono la realtà causando l’auto sabotaggio. Ne abbiamo parlato a proposito delle rimozioni.

Le emozioni negative, spesso rigettate e dimenticate, si trasformano in sentimenti ostili o blocchi emotivi che restano imprigionati nel corpo, come forza dolorosa vagante.

I blocchi emotivi si comportano come programmazioni inconsce negative. Rappresentano la cosiddetta ombra, cioè quelle parti di noi che abbiamo “rimosse” e che ancora non conosciamo, perciò agiscono a nostro insaputa e a nostro danno quando meno ce lo aspettiamo.

“Le impressioni reattive si frappongono tra l’essere cosciente e gli oggetti della sua esperienza sensoriale, emozionale e mentale deformandoli proprio come una lente distorce la realtà”.
(Silvano Brunelli: La mente reattiva).

Forse la pericolosità o animalità dell’inconscio è dovuta proprio ai poli non integrati con i loro opposti.

 

5.L’AMBIVALENZA

QUALSIASI EVENTO È AMBIVALENTE

L’ambivalenza è l’effetto della dualità che, come abbiamo visto, dipende a sua volta dalla formazione della coscienza come contraltare dell’inconscio.

Il mondo è ambivalente perché è in continuo cambiamento, come il bel tempo e il cattivo tempo: tutto rispecchia in sostanza il giorno e la notte.

Ma noi lo vorremmo immutabile: non vorremmo perdere i vantaggi acquisiti. E siamo così poco lungimiranti che all’inizio vediamo soltanto i pregi che ci incoraggiano, o soltanto i difetti che ci scoraggiano.

Il colonialismo è una dimostrazione pratica dell’ambivalenza: i furbi globalisti che hanno promosso le delocalizzazioni industriali per sfruttare la manodopera a bassissimo prezzo dei Paesi poveri, hanno causato senza volerlo il decadimento economico delle loro nazioni!

I globalisti si sono arricchiti e le loro nazioni si sono impoverite! USA docet!

 LE PAROLE HANNO PREGI E DIFETTI 

Ogni parola è ambivalente, cioè ha pregi e difetti sempre il suo contrario che ben presto presenta il conto, oppure ci consola!

Anche ogni azione è ambivalente, cioè ha pregi e difetti, ossia ogni parola ha sempre il suo contrario che ben presto presenta il conto oppure ci consola.

Tutte le azioni sono ambivalenti e cioè rappresentano sia il bene sia il male, sia i pregi sia i difetti, sia i vantaggi sia gli svantaggi, che si manifestano in tempi successivi.

Ambivalente è anche l’amore: magico quando va tutto bene, odioso quando finisce. Così è per tutte le cose.

Il sudore dà fastidio, ma abbassa la temperatura del corpo quando fa caldo ed elimina le tossine.

I dolci piacciono a tutti, ma fanno male alla salute se ne abusiamo.

Ogni teoria ha i suoi punti di forza e di debolezza.

Gli errori ci angosciano, ma impariamo bene proprio grazie agli errori.

Si dice anche che il fallimento non è l’opposto del successo, ma il suo trampolino di lancio. Infatti, si fallisce perché all’inizio manca l’esperienza e quindi anche le relative corrispondenze biologiche, cioè le sinapsi e i circuiti neurali.

La cosa più ambivalente sono i pacchetti di sanzioni economiche comminate dai potenti alle nazioni non allineate, che sono un boomerang e favoriscono anche le stesse nazioni che subiscono le sanzioni.

Infatti, essendo costrette dalla necessità, si riorganizzano meglio grazie a nuove alleanze e diventano sempre più autonome.

TUTTO CAMBIA

L’ambivalenza fa sì che se in un primo tempo l’evento è favorevole, in un secondo tempo riserva sgradite sorprese. Se invece l’evento è sfavorevole, si rivelerà utile nel medio lungo periodo.

La vittoria politica, per esempio, che esalta il leader vincente, è in realtà anche una sconfitta per i tanti e spiacevoli imprevisti che comporta. Lo notiamo ogni giorno sui media.

Una nuova disposizione burocratica danneggia alcuni e favorisce altri, come pure la pioggia estiva che accontenta i contadini, ma scontenta i gitanti.

La falsità può ingannare quanto vuole, ma prima o poi farà i conti con la verità!

Insomma ogni cosa deve vedersela con il suo contrario… perché tutto cambia, tutto corre veloce come i pianeti intorno al Sole e intorno al proprio asse.

I DUE MOVIMENTI DELLA TERRA

Il pianeta su cui viviamo gira a folle velocità intorno al proprio asse (1600 km/h) e a velocità molto maggiore intorno al Sole (107.000 km/h), seguendo un’orbita ellittica, e tuttavia a noi appare ferma e stabile grazie alla forza di gravità.

La vita animale e vegetale sul nostro pianeta rispecchia i movimenti di rotazione intorno al proprio asse e di rivoluzione intorno al Sole: luce e buio, estate e inverno, caldo e freddo e bel tempo e cattivo tempo.

I cicli delle varie colture erbacee ed arboree dipendono dalle stagioni.

La scuola si chiude durante il periodo estivo!

L’alternarsi “perenne” del giorno e della notte connota la nostra vita fatta di luce e buio anche in senso figurato.

Il perielio è l’afelio sono dentro ogni essere vivente.

SMETTIAMOLA DI AFFLIGGERCI

A causa dei movimenti di rotazione e di rivoluzione della Terra, tutto cambia in continuazione. Ecco perché gli eventi e le circostanze cambiano, i poli opposti si alternano, ed ecco che i problemi di oggi diventano le occasioni di domani e viceversa.

Lo sanno bene i globalisti che hanno sfruttato a lungo i Paesi poveri, trasformandoli senza rendersene conto in Paesi emergenti, e cioè nei nuovi padroni del mondo con cui ora l’0ccidente deve fare i conti!

L’ambivalenza ci suggerisce che non dobbiamo affliggerci quando facciamo errori e quando le cose si mettono male, perché tutto è provvisorio e ingiuriandoci non facciamo altro che ingigantire i problemi.

LA CREAZIONE È PERFETTA

La creazione è a dir poco perfetta: punisce proprio quando meno se lo aspettano i prepotenti e i malfattori!

Ma noi siamo ancora molto ingenui. Non abbiamo ancora capito che ogni cosa è ambivalente ed impermanente. E cioè alla luce segue sempre il buio e viceversa!

Insomma chi si accontenta gode, a differenza di chi vuole sempre di più!

 “ACCETTA LA REALTÀ” E SARAI FELICE PER SEMPRE  

L’accettazione delle cose che non si possono cambiare, è assai potente e risolutiva perché elimina l’attaccamento, accoglie il cambiamento e riduce la paura dell’ignoto.

Ciò crea uno stato di coerenza cerebrale magico che produce continue intuizioni notturne.

Accettando la realtà si mette pace tra la coscienza e l’inconscio che sono quasi sempre in disaccordo, ed ecco finalmente la serenità tanto desiderata!

EVITARE IL TROPPO  

Attenzione a non esagerare! Occorre evitare possibilmente il troppo di qualsiasi cosa, e anche il troppo poco.

La cosa più difficile da accettare e comprendere è che non solo il troppo poco, ma anche il troppo di ogni cosa, a cominciare dal denaro, non rappresentano il bene, ma il male assoluto perché ci impediscono di essere sani, equilibrati e sereni.

Ma dobbiamo fare i conti con l’avidità insaziabile del nostro inconscio!

Il denaro non appaga e non rende felici, sia quando manca, sia quando abbonda!

Del resto, anche l’autostima per essere sana, non deve essere né alta, né bassa. Infatti, se è bassa si ha paura di affrontare le situazioni difficili, mentre se è alta si rischia di diventare arroganti e si fanno molti nemici.

MAI STARE SENZA FARE NULLA 

Per stare bene bisogna avere sempre qualcosa da fare.

Quando stiamo senza fare niente, la mente conscia si scatena con pensieri auto svalutanti relativi ai dispiaceri e ai desideri insoddisfatti.

Non solo, se stiamo senza fare nulla, come già detto, andiamo inesorabilmente soggetti alle malattie neurodegenerative!

La coscienza o evolve o si disgrega!

COME STARE BENE CON SÉ STESSI E CON GLI ALTRI

Anziché essere i principali giudici di noi stessi, dobbiamo imparare ad essere gentili, generosi e compassionevoli con noi stessi e anche con i nostri vicini!

Ciò perché nel corso della vita, soprattutto nella prima parte, chi più e chi meno, viviamo tante situazioni al di sopra della nostra capacità di comprensione, sopportazione e accettazione.

L’EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA NON FINISCE MAI! 

Teniamo presente che l’evoluzione della coscienza e/o della conoscenza non finisce mai. La coscienza attuale dell’umanità, come già detto, è ancora imperfetta e inaffidabile. Ma sta per fare un salto in avanti prodigioso…

Godiamoci intanto l’enciclopedia magica di voci e dati (smartphone) che piccoli e grandi ci ritroviamo tra le mani a tutte le ore, e che contrariamente a quanto si dice, ci istruisce e informa velocemente e ci allena anche all’attenzione.

Le ricerche su Google hanno eliminato completamente il fastidioso e pesante vocabolario e sono diventate molto più frequenti!

Certo, anche lo smartphone è ambivalente: ha pregi e difetti, come tutte le cose!

SMETTIAMOLA DI VEDERE SEMPRE E SOLTANTO IL LATO NEGATIVO 

 Ogni cosa è ambivalente: non soffermiamoci soltanto sul lato negativo, cerchiamo anche la positività!

Pensare negativo comporta emozioni negative a ripetizione! E siamo sempre stressati!

Dovremmo avere compassione per noi stessi e anche per gli altri, compresi chi ci ha feriti, anziché inviare maledizioni che sono un autentico boomerang! Ovviamente è difficile. Ma se inviassimo benedizioni, ritornerebbero a noi!

Intimamente, perdoniamo gli altri e anche noi stessi! Facciamo sempre noi il primo passo.

 RESTIAMO SEMPRE CON I PIEDI PER TERRA

Noi soffriamo perché siamo troppo precipitosi e ci agitiamo facilmente quando ci capita qualcosa di brutto.

Spesso le decisioni sbagliate si fanno proprio in situazioni difficili perché le emozioni negative come la rabbia non ci fanno ragionare: ci fanno diventare stupidi, anzi incapaci di intendere e di volere.

L’agitazione fa male al cuore che predilige la calma e la serenità.

Ci agitiamo facilmente e ci comportiamo come se la cosa negativa che ci è capitata fosse per sempre! Invece niente è per sempre: tutto cambia, tutto è ambivalente e/o impermanente!

Tutto rispecchia il giorno e la notte che viviamo in maniera perenne.

Ogni cosa negativa è destinata a diventare in qualche modo positiva prima o poi, anche a distanza di anni, e viceversa per le situazioni positive.

Quindi dobbiamo stare con i piedi per terra e cioè non inebriarci e perdere la testa, neanche quando ci capita qualcosa stupenda.

Ed invece ci esaltiamo a fare feste a più non posso. È bello e anche giusto festeggiare un evento fortunato, ma non bisogna mai esagerare perché l’esagerazione accelera il cambiamento e avvicina le brutte sorprese.

NOTE

(a) L’intelligenza artificiale si sbaglia, anche se la scoperta del meccanismo delle emozioni non ha ancora avuto il riconoscimento ufficiale.

(b) Ho trattato il meccanismo delle emozioni e sensazioni in due saggi. Il primo, pubblicato su Amazon Kindle nel 2020, ha il titolo: “LE EMOZIONI SONO LA REAZIONE DEL CUORE AI NOSTRI PENSIERI – Benessere e consapevolezza a portata di mano”. (Nella foto: una fan ha portato con sé il libro in giro per il mondo: grazie ancora)!

Il secondo saggio (in cui ho introdotto, tra l’altro, le emozioni neutre e il principio universale della natura), nonché il grave problema delle rimozioni, ha il titolo “VUOI LA FELICITÀ? ECCOLA! – Un autore italiano svela il meccanismo di tutte le emozioni” – Edizione AUREA NOX, 2022.

 (c) “Tutto dipende dalla qualità dei tuoi pensieri”, è il sottotitolo del mio primo saggio dal titolo: LA FELICITÀ A PORTATA DI MANO – Tutto dipende dalla qualità dei tuoi pensieri. Ed. Boopen, 2008.

(d) Ho compreso il meccanismo delle emozioni, grazie alla risposta “attacca o fuggi” generata dagli ormoni, e grazie al fatto che ho paragonato i pensieri ai semi.

La conferma della mia intuizione è venuta dalle infiammazioni, che sono analoghe alle sensazioni, nonché dall’eccitazione erotica e dai corpi cavernosi del pene che si riempiono di sangue soltanto per un tempo limitato.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • Mind Science academy – Editoriale “Cos’è la coscienza?” di Federico Faggin- 30-12-2023.
  •  Limes – Il bluf globale, 4/2023.
  •  F. Faggin – Irriducibile – Mondadori, 2022.
  •  F. Faggin – Silicio – Mondadori, 2019.
  •  Joe Dispenza – Evolvi il tuo cervello – Macroedizioni, 2008.
  • Joe Dispenza – Cambia l’abitudine di essere te stesso, Mylife, 2012.
  • Joe Dispenza – Placebo effect – Mylife, 2015.
  • Joe Dispenza – Diventa supernatural – Mylife, 2018.
  •  R. O: Young – Il miracolo del pH alcalino – Sapio Bis, 2014.
  • Michael A. Singer – Un’anima sconfinata – Mondadori, 2021.
  • Thich Nhat Hanh – Fare pace con se stessi – Terra Nuova, 2011.
  •  B. H. Lipton – La biologia delle credenze – Macro Edizioni, 2007.
  • S. Brunelli – La mente reattiva, 2013.
  • P. Foglia – Le emozioni sono la reazione del cuore ai nostri pensieri – Benessere e consapevolezza a portata di mano -Amazon Kindle, 2020.
  • P. Foglia – Vuoi la felicità? Eccola! Un autore italiano svela il meccanismo di tutte le emozioni. Aurea Nox, 2022.
  • P. Foglia – Come accrescere velocemente l’autostima – Amazon Kindle, 2021.

10 commenti su “IL MISTERO DELLE SENSAZIONI DI DOLORE CAUSATE DAI DISPIACERI”

  1. Salve,
    Sono Vanessa, responsabile commerciale di ClientiUp, agenzia specializzata nell’aiutare attività come la Sua a trovare nuovi clienti in modo efficace. Ho provato a contattarLa telefonicamente, senza riscontro. Certa del Suo interesse, Le anticipo qualche dettaglio.
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  2. Analisi puntuale e molto interessante, mi ha aperto la mente circa aspetti personali che nella normalità sono relegati alla sfera intima
    – grazie –

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  3. Analisi puntuale e di elevata importanza e utilità per comprendere al fine di meglio gestire il funzionamento delle nostre emozioni e degli effetti da esse prodotti. Grazie per le tue ricerche e per il tuo apporto, dott. Pasquale Foglia. Luisa Casserino

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  4. Ecco perché quando si hanno dispiaceri fa male il cuore e non solo, cambia il tono della voce, i battiti cardiaci aumentano, il respiro diventa più corto, si diventa più tristi…

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