ACCETTA LA REALTÀ E SARAI SERENO PER SEMPRE!
TU NON-HAI SCAMPO: O ACCETTI LA REALTÀ, OPPURE SEI IN GUERRA CON TE STESSO E CON IL MONDO
L’accettazione non conduce alla resa o alla rinuncia, ma all’integrazione degli opposti e alla pace interiore.
Accetta la realtà
Si ha paura perché c’è confusione nella propria testa!
Proviamo ansia perché crediamo troppo ai nostri pensieri, ci attacchiamo ad essi e vogliamo avere sempre ragione.
E ci crediamo a tal punto da “pretendere” di voler cambiare le persone intorno a noi e persino il governo, il tempo e la realtà!
Tutto ci sembra andar male: ecco la nostra follia!
Occorre non dare valore ai nostri pensieri negativi, è necessario non dare potere alle idee che ci angustiano!
Ma cosa sono i pensieri?
Le nubi producono pioggia senza il nostro permesso, il sole sorge e tramonta senza chiedere permesso, e l’inverno arriva inesorabile con venti freddi, neve e gelo, e noi non possiamo farci niente, possiamo solo proteggerci.
1. OGNI ORGANO FUNZIONA IN MANIERA AUTOMATICA
Accetta la realtà
La cistifellea funziona senza il nostro permesso, il cuore pulsa senza il nostro permesso, il diaframma ci fa respirare senza il nostro permesso, e la mente… produce ininterrottamente pensieri senza il nostro permesso. Tutto è parte della natura.
E la natura rappresenta la realtà, ciò che vediamo, ciò che è presente intorno a noi, ciò che è vero, ciò che succede, ciò di cui non possiamo negare l’esistenza.
Come non possiamo cambiare le stagioni o il tempo e l’epoca di fioritura delle piante, così non possiamo cambiare i nostri pensieri spontanei che sono prodotti dal cervello che è parte integrante della natura come il mare agitato, le nubi temporalesche e il vento impetuoso.
È la corteccia cerebrale che produce i pensieri automatici, così come la cistifellea produce la bile che serve a digerire i grassi.
E dunque i pensieri spontanei, anche se sono nostri, in realtà non siamo noi a produrli: sono automatici.
I pensieri spontanei sono un prodotto della natura, come l’erba infestante che fa ammazzare di fatica i contadini e i funghi velenosi come l’Amanita phalloides.
I pensieri affollano la mente, come i semi abbondano nella terra e le spore dei funghi nel bosco.
2. ASCOLTA CON CONSAPEVOLEZZA LE VOCI E SCEGLI QUALI SEGUIRE
Accetta la realtà
Non raccogliere i funghi velenosi e non bloccare la tua voce interiore. Ci sono tante cose velenose nella vita, oltre i brutti pensieri, da non toccare e lasciare andare: le provocazioni, le pretese, i giudizi, la sedentarietà, le abbuffate, i piaceri immediati e gli eccessi, gli eccessi arbitrari e liberticidi dei politici e tanto altro…
Insomma, la digestione avviene da sola ad opera dello stomaco, la circolazione del sangue avviene da sola ad opera del cuore, e il pensare avviene da solo ad opera della mente.
Non possiamo bloccare i nostri pensieri, ma possiamo ascoltarli con consapevolezza, curiosità, senza paura e senza giudizio.
Se rifiutiamo le nostre vocine, esse diventano più forti e fastidiose. I nostri pensieri meritano di essere ascoltati tutti. Però non possiamo seguire ciecamente ogni vocina, ma solo quelle con le quali siamo d’accordo.
3. CAMBIA TE STESSO PERCHÉ NON PUOI CAMBIARE GLI ALTRI
Accetta la realtà
La mente razionale e consapevole è attiva appena per il 5% circa del tempo, ma ci consente di pensare, ricordare, ragionare e analizzare gli eventi e quindi crescere e migliorare in continuazione.
Ma noi cosa facciamo? Crediamo così tanto ai pensieri che ci arrivano spontaneamente, pensiamo che siamo noi a produrli e pretendiamo di cambiare coloro che hanno pensieri diversi dai nostri che, a loro volta, vorrebbero cambiare noi…
Ecco la follia degli esseri umani!
E siccome non riusciamo a cambiare il comportamento degli altri, a ridurli come noi vorremmo, a fargli fare ciò che piacerebbe a noi, ci sentiamo imperfetti, impotenti, frustrati, incapaci, tristi e proviamo immediatamente paura, ansia, rabbia, risentimento, mal di testa, mal di schiena e tanto stress.
Non dobbiamo provare a cambiare gli altri: cambiando noi stessi, la realtà ci apparirà diversa! Quando cambi il tuo modo di guardare le cose o di pensare, cambiano anche le cose che guardi! Accettare la realtà significa appunto cambiare le cose che guardi.

Focalizzandoci sui nostri problemi, sulle nostre sventure, sui nostri malanni attiriamo altri problemi, altre sventure e altri malanni! Ingiuriandoci, feriamo mortalmente la nostra mente inconscia, cioè il nostro corpo, e attiriamo altri guai.
4. CONSAPEVOLEZZA E ACCETTAZIONE PER ARMONIZZARE LA TUA VITA!
Accetta la realtà
Per alleviare la sensazione d’impotenza, proiettiamo i nostri sentimenti e le nostre inadeguatezze sugli altri, a cominciare da chi ci sta più vicino, le persone più care!
Ogni volta che pensiamo agli affari degli altri anziché ai nostri, quando ce la prendiamo con Dio, con i genitori, con il partner, con il capo ufficio, con i colleghi, con i politici corrotti e opportunisti al massimo e con l’inclemenza del tempo… ci comportiamo in maniera irresponsabile e ci procuriamo ansia, frustrazione, contrazioni dolorose e malattie.
Metaforicamente parlando, raccogliamo funghi velenosi anziché quelli mangerecci; e innaffiamo le erbacce, anziché le piante coltivate.
Se ritieni che qualcuno sia responsabile dei tuoi fallimenti o della tua sofferenza, sei messo male perché ti comporti come una vittima.
I pensieri negativi, ossessivi e assurdi sono lo specchio del tuo contesto ambientale e sono favoriti dalle preoccupazioni, dai problemi, dallo stress, dall’esaurimento psico-fisico!
Se non ci fossero preoccupazioni di alcun genere, forse non ci sarebbe neanche l’ombra di pensieri negativi!
Tutti i problemi esistenziali derivano dall’interazione non sempre perfetta tra il cervello cognitivo o coscienza, rappresentato dall’emisfero sinistro del cervello, e il cervello emotivo rappresentato dall’emisfero destro.

Per vivere in armonia e serenità è necessario l’allineamento o simbiosi tra i due emisferi cerebrali che sono l’uno il contraltare dell’altro. La consapevolezza, o fiducia in sé stessi, è l’effetto della perfetta unione o integrazione dei due emisferi cerebrali.
5. I RICORDI RIVOLTANO IL COLTELLO NELLA FERITA
Accetta la realtà
Il nostro cervello emotivo non è in grado di distinguere fra un evento reale ed un evento immaginato.
È per tale motivo che ci emozioniamo vedendo un film: pur sapendo che si tratta di una finzione, viviamo intensamente i comportamenti e le vicende dei personaggi prendendo posizione a favore o contro.
Ogni volta che ricordiamo un triste evento, abbiamo i medesimi pensieri di allora e riproduciamo la stessa emozione/sensazione provata a suo tempo. Perciò quando ricordiamo un brutto evento, rivoltiamo il coltello nella ferita perché i pensieri riattivano le emozioni e/o sensazioni irrisolte, cioè i blocchi emotivi.
6. ACCETTA LA REALTÀ PER TENERE I PENSIERI SOTTO CONTROLLO
Accetta la realtà
Non appena immaginiamo qualcosa di brutto che potrebbe succedere a noi o ai nostri cari, scatta l’ansia e la paura e a volte addirittura il panico perché viviamo il fatto immaginato come se fosse vero e imminente.
I pensieri provenienti dai due emisferi cerebrali, e le emozioni generate dal cervello emotivo, sono un connubio inseparabile e consequenziale. Dobbiamo tenere i pensieri sotto controllo perché si trasformano in emozioni e le emozioni danno vita a sensazioni, azioni e risultati.
Quindi se vuoi sentirti bene ed avere emozioni positive, non devi pensare a cose brutte o tristi e devi smettere di lamentarti o farlo il meno possibile! Non devi pensare male di te stesso! Non ti devi ingiuriare! Se ti lamenti e ti disperi soffri di più e non migliori mai.
Prendi coscienza del potere immenso del tuo auto-dialogo perché i pensieri sono un’arma a doppio taglio. La mente può portarti rapidamente sulle vette o nei burroni!
7. L’INCONSAPEVOLEZZA CAUSA CRITICISMO E AZIONI IMPULSIVE
Accetta la realtà
Non è ciò che ci succede che ci fa stare male, ma il nostro giudizio su ciò che è successo. (Epitteto)
Sono sempre i nostri pensieri o giudizi sugli eventi e sulle persone, cioè le nostre interpretazioni, che scatenano le reazioni emotive! La realtà dipende dalla nostra interpretazione e perciò cambia da persona a persona. Essere pessimisti e negativi è micidiale perché ci rende impossibile trovare la soluzione dei nostri problemi.
Eliminando il criticismo, pratichiamo l’accettazione e la non resistenza che ci aprono alla fiducia ed entriamo nel flusso cosmico.
I pensieri in cui crediamo e che ripetiamo più spesso creano la nostra realtà perché, trasformandosi in emozioni, diventano sinapsi e ricordi a lungo termine, convinzioni ed abitudini anche obsolete in base alle quali agiamo e ci comportiamo.
Comprendere il potere della nostra mente e quindi dei nostri pensieri, è fondamentale per avere il controllo della nostra vita.
La quasi totalità delle persone è letteralmente invasa dai pensieri spontanei, automatici e involontari perché pensa in maniera inconsapevole ed è facile preda dei propri impulsi.
8. L’ANTITESI ALL’INCONSAPEVOLEZZA
Accetta la realtà
Gli esseri umani sono governati, chi più e chi meno, per il 95% circa del tempo dall’inconscio, agiscono cioè col pilota automatico grazie alle vecchie abitudini, e sono consapevoli appena per il 5% del tempo. È un fatto costituzionale da tenere a mente.
Questo significa che il nostro Io dorme quasi sempre… e quando si sveglia, interpreta la realtà a modo suo, in base alle proprie regole e alle proprie pretese e soprattutto in base alle sue scarse informazioni.
Purtroppo tantissime persone, avendo pensieri ossessivi e assurdi, e a volte anche amorali, vanno in panico e sono costrette a correre dallo psichiatra.
Io non risolvo i miei problemi, cambio i miei pensieri e i problemi si risolvono da soli. (Louise Hay)
Per avere il controllo della propria vita occorre controllare la propria mente prestando “attenzione” a cosa pensiamo in ogni momento. Le emozioni non si possono né scegliere, né controllare, ma i pensieri sì.
I guai succedono non appena ci distraiamo. E lo facciamo, chi più e chi meno, molto spesso!
Facendo attenzione a cosa pensiamo e facciamo, siamo consapevoli e smettiamo di funzionare col pilota automatico.
9. ACCETTA LA REALTÀ ANCHE SE NON-TI PIACE
La consapevolezza induce distensione, gioia e un meditato impiego di forze
e di energie prima non disponibili. (R. Dahlke – C. Hornik)
Grazie alla consapevolezza possiamo osservare tutto da un punto di vista sicuro e comportarci in maniera responsabile.
Essere responsabili vuol dire accettare la realtà e agire di conseguenza. Accettare la realtà significa rispettare gli altri. Rispettare gli altri significa essere flessibili e disponibili nei loro confronti, cioè ammettere che essi abbiano pensieri e desideri diversi dai nostri.
Potresti chiedermi: “Se la realtà è brutta, sbagliata o ingiusta e comunque non mi piace, devo accettarla lo stesso”?
È sempre necessario accettare la realtà anche se non ti piace perché almeno in quel momento non puoi cambiarla!
La realtà è ciò che è, è neutra e sempre vera. Sono i nostri pensieri e i nostri giudizi che non sono veri perché sono soggettivi e di parte.
10. LA RABBIA CI RENDE SIMILI ALLE BESTIE
Accetta la realtà
La realtà è bella o brutta a seconda di come la interpretiamo. Ma anche la realtà più brutta ha sempre una via d’uscita. C’è sempre rimedio a tutto.
Ricordati che niente è per sempre. È sbagliato disperarsi! Tutto cambia continuamente quando meno te lo aspetti.
L’infelicità è causata dal bisogno ossessivo di voler cambiare
le cose che non ci piacciono! (Eckhart Tolle)
Dunque, devi indagare e cambiare i tuoi pensieri. E puoi farlo soltanto accettando la realtà, non resistendo o lottando contro di essa.
Accettare la realtà significa che devi smettere di litigare con gli altri e con te stesso.
Lottando contro la realtà diventi cieco, rigido, contratto, rabbioso, invidioso, geloso, poco giudizioso, e non sai che cosa fai, non sai cosa combini. Credi di fare la cosa giusta ed invece ti stai complicando l’esistenza!
Quando non accetti la realtà, o non ti accetti, sei nel passato che è la fucina dei brutti ricordi e delle brutte esperienze, cioè dei pensieri negativi e delle brutte emozioni.
Le emozioni negative annientano la nostra capacità di ragionare in maniera lucida e sensata anche perché ci fanno respirare male.
Il cervello emotivo spegne il cervello cognitivo!
La rabbia annienta totalmente il controllo e ci rende simili alle bestie! Pensa alle liti in cui si dicono le peggiori ingiurie! Pensa ai raptus di gelosia e di follia!
11. INTEGRA I POLI OPPOSTI
Accetta la realtà
Accettare la realtà in realtà significa che devi smettere di lamentarti, di soffrire e di comportarti come una vittima.
Soltanto smettendo di lamentarci, ci liberiamo dei pensieri e delle sensazioni negative e recuperiamo la lucidità mentale, la calma e il senso di responsabilità. L’accettazione mette fine alle contrazioni muscolari e crea espansione, apertura, crescita e fioritura.
Solo accettando la realtà, cioè comprendendo come stanno le cose e cambiandone il giudizio, emerge la soluzione dei nostri problemi perché recuperiamo la lucidità e mettiamo da parte la rigidità e il risentimento, e siamo disponibili ad ascoltare gli altri.
Accettare la realtà, quindi, non vuol dire arrendersi agli eventi, ma significa integrare la propria ombra, accettare ciò che non ci piace di noi, integrare gli opposti entrambi presenti dentro di noi e acquisire consapevolezza. Solo così si ottiene la pace!
12. ACCETTANDO LA REALTÀ SI DIVENTA FLESSIBILI E TOLLERANTI
Accetta la realtà
Accettando la realtà si diventa flessibili e tolleranti e si trasformano le emozioni negative in emozioni neutre come la serenità e la pace interiore che rendono coerenti il cuore e la mente.
Le lamentele ci mettono in uno stato di prostrazione, d’impotenza e di incapacità impedendoci di prendere qualsiasi decisione.
Se accetti la realtà, non c’è bisogno che le persone cambino atteggiamento nei tuoi confronti. Non c’è bisogno che le situazioni cambino. Non c’è bisogno di realizzare i tuoi sogni per essere felice: appunto, non c’è bisogno che cambi la realtà perché accettandola smette di essere brutta!
Accettando la realtà non ti allarmi più e non fai passi falsi: scompare la tua iper vigilanza o stato di allerta e aumenta la tua lucidità e consapevolezza.
Se accetti la realtà, acquisisci automaticamente una visione completa e chiara perché ti liberi della tua rigidità e dei tuoi risentimenti e diventi flessibile e tollerante! Pertanto, accettando la realtà emerge anche la soluzione dei tuoi problemi!
13. ACCETTARE LA REALTÀ NON È RESTARE PASSIVI
Accetta la realtà
Accettare la realtà non è mai una sconfitta o una resa alle ingiustizie del mondo e agli eccessi degli altri, e neanche un suicidio.
Accettando la realtà metti in atto la consapevolezza, l’autocontrollo, la centratura, l’umiltà, il coraggio e la maturità.
L’unico modo per disfarti dei mostri è accettare la loro esistenza. (Dalai Lama)
Ciò che rifiuti, ti perseguita; ciò che accogli non ti tocca.
L’accettazione della realtà ti fa acquisire potere sulla realtà stessa. Accettando qualcosa che ti procura sofferenza, acquisisci potere su quella cosa e ti liberi dal disagio.
L’impegno non è contrapposto all’accettazione di ciò che è. Tutt’altro. Accettare la nostra condizione attuale è proprio quell’atto interiore che permette di impegnarsi nel modo ottimale per raggiungere una posizione migliore. (Agostino Famlonga)
Accettare la realtà, dunque, non comporta la rinuncia ai desideri e non ci obbliga a restare passivi o inattivi. Ma significa che non devi attaccarti ai tuoi pensieri in maniera morbosa, altrimenti crederai che non ci sia nulla di meglio della lotta o della resistenza e ti metterai in guai peggiori.
Accettare la realtà non vuol dire rassegnarsi, ma semplicemente non perdere energia dietro a situazioni che non puoi cambiare,
remando contro alla serenità della tua giornata.
(Dalai Lama)
14. IL BELLO E IL BRUTTO
Accetta la realtà
Tutti gli esseri umani amano le cose belle e odiano quelle brutte! Tutti amiamo il bel tempo e odiamo il cattivo tempo. Gli esseri umani devono capire una buona volta che è proprio ciò che non accettiamo la nostra salvezza! Il sole è magnifico, ma senza le nuvole ci brucerebbe! La pioggia è la nostra salvezza. Se non piove a sufficienza, seccano tutte le campagne e non abbiamo più nulla da mangiare. Se non piove abbastanza, seccano tutte le sorgenti e non c’è acqua da bere!
E quando capiremo che è proprio ciò che non ci piace, come per esempio l’aglio, il rimedio per la nostra salute?
15. TU NON-HAI SCAMPO: ACCETTA LA REALTÀ E SARAI E SERENO CALMO PER SEMPRE!
Accetta la realtà
L’accettazione della realtà facilita la realizzazione dei tuoi sogni perché comprendi finalmente come stanno le cose, apri il cuore che tenevi chiuso e ascolti i consigli di chi ti vuole bene.
Accettare l’incertezza dell’esistenza spegne la paura e permette di vivere con maggior pienezza tutto ciò che la vita ha da offrire. (Filippo Ongaro)
Accetta la realtà e ti liberi della prigione interiore causata dalla tua rigidità di pensiero, cioè dalla paura.
La lotta contro la realtà rafforza l’insoddisfazione e l’infelicità.
La negatività impedisce l’emergere della lucidità di pensiero, della consapevolezza, dell’intuito e della creatività.
Potete augurarvi che il futuro sia diverso, ma in questo momento dovete accettare la situazione così com’è. (Deepak Chopra)
Insomma, tu non hai scampo: o accetti la realtà e riacquisti la calma e la chiarezza mentale, oppure continui ad agitarti e a essere in guerra con te stesso e con il mondo! Accettando la realtà sfuggirai al crollo emotivo e alla disperazione.
16. L’ACCETTAZIONE È AMORE DI SÉ E FLESSIBILITÀ!
Accetta la realtà
L’accettazione è la nostra risorsa personale più potente in assoluto: infatti è il top della crescita personale e madre della stessa consapevolezza. Accettando la realtà che non ci piace o quanto di brutto ci è capitato, recuperiamo immediatamente l’amor proprio ferito (amore di sé o autostima sana), che conferisce fiducia in sé stessi, motivazione ed entusiasmo e gioia di vivere.
L’accettazione è dunque amore di sé e ci libera da tutte le angosce e costrizioni, ci libera dai dispiaceri e ci rende fluidi e adattabili come l’acqua.
Quando accettiamo la realtà che non possiamo cambiare smettiamo di contrarre i nostri muscoli e ricominciamo a espanderci e a vivere degnamente. Non si può vivere senza accettazione.
L’accettazione infine è il modo più potente e immediato per recuperare un polo rimosso che causa i nostri problemi e ci consente di effettuare l’integrazione e quindi centrarci ed equilibrarci immediatamente.
17. COME RECUPERARE LE CAPACITÀ COGNITIVE PERDUTE!
Accetta la realtà
Accettando la realtà si recupera subito l’attenzione, l’abilità regina! Recuperando l’attenzione con l’aiuto di una persona cara, si recupera anche la fiducia in sé stessi, che era stata perduta a seguito di un dispiacere inaccettabile.
Recuperando la fiducia in sé stessi, si riattiva la simbiosi tra i due emisferi cerebrali (cioè tra il cervello emotivo e quello cognitivo).
In questo modo si può recuperare la memoria breve perduta (Alzheimer) e altre capacità cognitive, grazie anche al supporto della vitamina B12!
Segue poesia sull’accettazione
(Poesia bellissima sull’accettazione di Gialal ad-Din Rumi, il più grande poeta mistico persiano, fondatore della confraternita sufi dei dervisci).
LA LOCANDA
L’essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.
Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.
Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che devasta violenta la casa
spogliandola di tutto il mobilio,
lo stesso tratta ogni ospite con onore:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in via di nuovi piaceri.
Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali ad entrare.
Sii grato per tutto quel che arriva,
perché ogni cosa è stata mandata
come guida dell’aldilà.



Vedo che si accettano le critiche. Complimenti…
Che pena
Quanta compassione, pazienza e accettazione ci vuole nella vita!
È proprio vero. Purtroppo chi se ne accorge è dovuto passare necessariamente attraverso un periodo di sofferenza, ma non tutti coloro che hanno sofferto e che soffrono sono in grado di fare ciò. Un
abbraccio.Franco
Grazie Franco
Molto, molto facile così. In sostanza l’infelice è responsabile della propria infelicità, il povero della propria fame, lo storpio della pietà sufficiente degli altri…
Pretendere di dare un aiuto diffondendo la visione patetica che chiunque possa essere felice in ogni momento e condizione significa relativizzare qualunque problema e contenuto ma, con buona pace di Lao Tze, ci sono fattori oggettivi che creano infelicità e insoddisfazione, e non vi si può sfuggire “accettando i pensieri”. Anzi, trovo che questo faccia sentire ancora peggio: colpevolizza il sofferente perché “non è un Buddah” e, ahimè, si lascia sfuggire un rantolo mentre dovrebbe sedere sorridente sotto un Fico.
Per favore, se proprio avete la pretesa di aiutare qualcuno, per prima cosa lavate via la degnazione, la spocchia e le facilonerie new(old)age, e siate disposti innanzitutto a una reale compassione. Vivere È soffrire, ma soffrire insieme fa un po’ meno male, tutto qui. Il resto son sciocchezze che nascondono una profonda violenza e se uno ci casca finisce per vivere in un mondo parallelo in cui se la racconta a piacere. Si possono fare due cose: accettare o reagire. Per entrambe si può aver bisogno di aiuto, ma un aiuto pratico, con obiettivi chiari e definiti, non chiacchiere da guru dove poi alla fine, se uno sta ancora male, è perché “non riesce ad accettare”, o “non è abbastanza consapevole”. Ricorda un po’ la Nuova Medicina Germanica di Hamer, dove se qualcuno dopo mesi di “terapia” aveva un tumore grosso come un cactus semplicemente non era riuscito a “risolvere i propri complessi”. Ma per favore.
Caro Gino,
Fai presto a criticare senza aver compreso l’autore.
Pertanto ti invito a leggere questo nuovo post e se sarai capace di trovare qualcosa che non condividi e spieghi il tuo perché, ti sarò infinitamente grato.
Ecco il link: https://pasqualefoglia.com/blog/la-verita-e-inaffidabile/
Intanto grazie per il commento.
Pasquale
Dr.Foglia lei é un mito e un’ispirazione, tutti desidererebbero avere anche solo il 10% delle sue conoscenze riguardo questo vastissimo argomento. Sappi che al di fuori di tutte le critiche infondate ci sono persone che la stimano tanto anche solo per aver letto il suo splendido articolo.
Grazie mille!
Pasquale
Salve Dottore,
il suo articolo è meraviglioso e mi ha dato un po’ la forza di combattere.
Ho sempre cercato l’uomo giusto ed una famiglia tutta mia .
Ho sempre fallito .Poi fallito meglio .
Ovvero ,ho cercato l’uomo anche con la ragione ,cercando di farmelo andare bene anche quando invece l’amore fosse tutta un’altra cosa ,qualcosa che quando arriva non va più via .
Ho sempre cercato l’amore con tutto ciò che avevo a disposizione ma le storie non sono mai andate poiché non c’erano le stesse aspettative di vita .
Ora ho 42 anni ,sono sola e a volte mi sembra di morire ..al limite anche per avere un figlio .
L’unica cosa che però posso fare è accettare la condizione della mia esistenza ,la vita è troppo corta per essere sprecata .
Credo che il dolore più grande sia la morte di un genitore ,qualcosa che ho provato sulla mia pelle che lascia un vuoto incolmabile.
La solitudine non è paragonabile a ciò .
È un male che può logorarti dentro ma solo se i pensieri sono negativi e vengono rafforzati da brutti ricordi ,come dice lei nell’articolo.
Credo molto in Dio e spero che ci dia le risposte giuste ,poiché solo lui riesce a vedere nel cuore di ognuno
Grazie 🙏
Grazie mille per la testimonianza.
Cordialmente
Pasquale
Le sue osservazioni mi sembrano lucide e mirano tutte a farci ricordare un concetto preciso: amiamoci di più noi stessi per riuscire ad amare di più la realtà. In effetti, e non mi chiamo fuori da questo discorso coinvolgendomi anzi io per primo in esso, troppi di noi sono prigioneri di una loro visione della realtà e la racchiudono entro il perimetro dei desideri e delle aspirazioni del proprio “ego”. Strada facendo ho maturato una consapevolezza che magari è banale ma che ho deciso di portare con me e di cercare di applicare con tutti i limiti di persona che mi porto dietro: dovremmo riuscire tutti a viverci non come uomini particolari prigionieri dei nostri soli progetti e delle nostre sole aspettative ma come uomini universali, riuscendo cioè a portarci dentro tutti gli altri uomini, sia a noi conosciuti sia a noi sconosciuti. Questo ci porrebbe nella condizione di identificarci tutti in un unico , grande destino e in un’unica grande missione che è quella di renderci felici e di mettere in comune i nostri pensieri e la nostra operosità non per rendere questo mondo perfetto, ma certamente per farlo diventare migliore. La ringrazio per le sue preziose riflessioni cui mi sono permesso di aggiungere queste suggestioni. Cordialità.
Grazie per le tue riflessioni. Ti consiglio di leggere il mio ultimo articolo “Verità e Falsità: niente di assoluto” in cui espongo tra l’altro, anche ulteriori importantissime riflessioni sull’accettazione.
Ecco il link:
https://pasqualefoglia.com/blog/verita-e-falsita/
Pasquale
Spiegazione super , ho imparato tante cose di cui nemmeno conoscevo l’esistenza … io ho un problema diverso… cerco di accettare la realtà in modo tale da liberarmi da questo pensiero ossessivo . Il mio problema si chiama COCAINA , di cui faccio uso tutti i giorni ( minimo 0.5gr a 1.5gr massimo ) … accetto la realtà , mi impegno tantissimo, ma questo pensiero non muore mai !!! Anche contro voglia , conoscendo effetti negativi, sono consapevole che giorno dopo giorno questa roba mi stroncherà… ma non riesco , non riesco a invertire la marcia …
Dopo questa lettura spero di riuscire ad accettare la realtà , ora sono più consapevole che mi sto ammazzando … mi hai fatto pensare a mia moglie , il mio lavoro , i mie tre figli … ho tutto , non manca nulla … anzi no …
Persisto, non mollo … sperando che i pensieri ossessivi compulsivi svaniranno !
Accettazione … ora sono più consapevole … spero basti per uscire da questo inferno …. Faccio uso da circa un15 anni … ora ho 40 anni … e ci provo da circa 4 anni … questa guida è un aiuto davvero importante ,, la coda in più che mancava … spero che questo nuovo modo di pensare riuscirà a guarire questa malattia !!!
CHE BRUTTA COSA IL CERVELLO 😩
Caro Ciro,
grazie per la testimonianza.
Pasquale
Completo ed esaustivo l’accettare una situazione o vivere il quotidiano senza lotta ti prepara a gioie future
Semplicemente grazie!

Buongiorno Pasquale.
Sto dal 2006 in un posto di lavoro e negli ultimi anni mi sento malissimo. Non mi trovo bene con molti dei colleghi.
Non riesco ad accettare la situazione. Ci penso sempre.
Non so come comportarmi.
Il rimuginarci sempre e il parlarne con chi ho vicino vedo che non risolve . Sto cercando un altro lavoro ma ho forte paura di ritrovarmi circondata da stesse persone o comunque simili. E io so di non avere imparato ad accettare . Mi sento sbagliata
Ho letto tutto con attenzione e concentrazione , la mia opinione e’ che sia nello scritto che nelle risposte e’ tutto è solo filosofia. Quando la realtà comporta obiettivamente una serie di avvenimenti particolarmente negativi a 360 gradi la realtà non si può e non si deve accettare. Bisogna pensare , riflettere , cercare di essere obiettivi e trovare delle soluzioni. Certo , entro in guerra con me stesso e con il mondo intero , ma senza peccare di superbia sono convinto che si può trovare una soluzione . Occorre tempo, concentrazione , dedizione , e decisone nel percorrere la strada per la quale si e’ deciso. AVANTI TUTTA , c’è la di può fare , si può “ vincere “ e uscire dalle sabbie mobili che ci circondano. Firmato : Bernardo
Caro Bernardo,
Certo che si deve trovare la soluzione ai propri problemi, ma la prima cosa da fare per venirne a capo è comprendere e accettare la situazione in cui ti trovi. Se non accetti per prima cosa la realtà, non ti liberi delle emozioni negative causate dalla realtà stessa, cioè dai problemi e resti confuso e arrabbiato ed incapace di rimboccarti le maniche.
Io nn mi arrendo ho delle convinzioni e andrò a fondo.anche se e pericoloso nn mi ferma nessuno.
Caro Bernardo o Federico, mi fa piacere che sei così deciso e determinato. Ti faccio però presente che per raggiungere gli obiettivi occorre anche la pianificazione per ridurre al massimo i pericoli e i fallimenti ed evitare le frustrazioni. Buona gita!
Pasquale
Ho letto tutto ciò, mi ha regalato un po’ di calma. Sto vivendo un periodo storico dove il mondo è manipolato andando contro ogni concetto di logica e buon senso.
Passo molte ore a informarmi su ciò che accade, questa propaganda continua mi annienta il cervello a causa del menefreghismo e dell’indifferenza della gente. Non posso cambiare la realtà ma non riesco neanche ad accettare questa società. Non posso sperare che qualcosa cambi dall’oggi al domani se nessuno fa nulla.
Mi annienta la situazione ma se continuo a farmene una malattia ci rimetto solamente io, cosa dovrei fare?
Ciao Francesco, la questione dell’accettazione sta in questi termini: se riesci ad accettare il marcio non lo senti più tale. Ma la difficoltà è enorme. Neanche io capisco più questo mondo impazzito e fatico ad accettarlo. Chi accetta tutto non si dovrà scontrare con le bizze buffonesche e spavalde del capo del governo. Chi invece si ribella, per esempio chi saggiamente non si è vaccinato, deve subire le angherie di questo governo di merda.
Credo di aver compreso perché il mondo è andato sottosopra: il deep state ha messo uomini fidati nei posti di comando di tutto il mondo. Ora che succede? Dall’alto al basso tutti sono comandati a bacchetta, sono tutti esecutori di ordini! Ecco perché sono fanatici e non tollerano il dissenso. Eseguono anche gli ordini più assurdi in maniera sprezzante e sfacciata perché si sentono al sicuro. Sennonché ben presto, come del resto già è avvenuto, i vaccini miracolosi si sono rivelati portatori di morti improvvise e di miocarditi è ormai chi non si è fatta ancora la terza dose, quella più pericolosa, si guarda bene dal farla. La gente si sta svegliando. Anche i magistrati più coraggiosi sì sono messi in moto. Il tribunale penale di Pisa con una sentenza storica ha dichiarato fuori legge il primo dpcm del governo Conte e tutti i successivi. Sono fiducioso che con la fine dello stato di emergenza COVID, cioè dal primo aprile in poi, succederà il finimondo! Grazie del commento.
Pasquale
Salve, ho letto il suo articolo e per un po’, durante la lettura, mi sono sentita meglio, dopo aver avuto fino a ieri pensieri al quanto brutti e negativi. Cercare disperatamente una soluzione a ciò che mi sta accadendo è di fatto un modo per non accettare la realtà dei fatti. Credo di ritrovarmi in un periodo di cambiamento dove neanche io riesco a riconoscermi, essendo cresciuta con delle convinzioni, con la paura di dover fare sempre tutto bene e di non dover lasciare spazio ad alcun errore. Sono consapevole del fatto che bisognerebbe saper accogliere ogni emozione, perfino il dolore. Ma come si accetta la realtà quando di mezzo c’è la paura di perdere la persona con cui credevi di poter essere felice per tutta la vita?
La confusione più totale, l’indecisione, il non sapere cosa fare.. mi accompagnano ormai da mesi e più mi sforzo di trovare una soluzione, più questa mi sembra allontanarsi…
Cara Michela,
Hai ragione, non è per niente facile accettare la realtà. Ma è anche vero che l’errore sta nel pensare al peggio, nell’immaginare scenari tenebrosi che il più delle volte non si verificano mai. Insomma le paure immaginare sono molto più terribili della realtà.
Quando non si sa cosa fare non si deve fare nulla. Coltiva però pensieri di fiducia, speranza, serenità. L’errore più grande è pensare al peggio.
Buona fortuna.
Pasquale
Ciao Irene,
Indubbiamente se non riesci ad accettare neanche un collega, non è sicuramente colpa degli altri.
In questi casi non è facile consigliarti. Forse sei troppo rigida. Ma il fatto che te ne sei resa conto è già abbastanza. Ciò che ti manca secondo me è la compassione per gli altri e soprattutto per te stessa. Non è tanto gli altri che devi accettare: devi accettare prima di tutti te stessa! Impara a perdonarti e a perdonare gli altri.
Cari saluti
Pasquale
Lei fa soltanto sciacallaggio, vendendo consigli che lei stesso non metterebbe mai in pratica. Soecula sul dolore e le difficoltà altrui ma scommetto che non sarebbe tanto zen se ad esempio non le arrivassero i soldi che ricava da sofferenze altrui che non ha evidentemente mai provato. Se propprio ha questo slancio per MOTIVARE il dolore (degli altri) dia consigli gratis. L’indotto del dolore, come l’indotto delle guerre, guadagnare soldi autoproclamandosi guaritori o pacifisti. Un tanto al chilo
Ciao Ottovolante,
avrei potuto depositare nello spam il suo messaggio del tutto infondato, ma lo pubblico per farti ricordare della sua pochezza.
Le auguro comunque il meglio dalla vita, come faccio con tutte le persone del suo calibro!
Buonasera! Ho avuto una psicosi un paio di mesi fa e la mia vita e letteralmente cambiata, prima ero la persona più solare di questo pianeta, diciamo non sono mai stata la ragazza che frequenta locali o discoteca, avevo poche amicizie ma comunque mi facevano sentire bene ed apprezzata.. Ora percepisco che nessuno mi vuole più sono rigida quando cammino e quando tento di parlare con qualcuno quest ultimo fa finta di niente e si gira dall altra parte..Come faccio a superare tutto questo ed imparare a trasformare i pensieri negativi in positivi senza rimuginare?
Ciao Sara,
per non avere pensieri negativi bisogna stare bene con sé stessi, cioè avere una buona opinione di sé, una buona autostima. Lamentarsi non serve a nulla, anzi ostacola qualsiasi miglioramento o cambiamento. Devi uscire dalla tua zona di sicurezza e affrontare le sfide della vita. Soltanto quando ti abitui ad affrontare le sfide e i pericoli, che poi non sono mai così preoccupanti, aumenta la sicurezza e la fiducia in te stessa e anche l’ottimismo e l’entusiasmo.
In poche parole, sei in crisi di identità perché hai sempre evitato finora di affrontare le sfide che la vita ci presenta e perciò non hai acquisito resilienza e fiducia in te stessa. E i nodi sono venuti al pettine.
Puoi trovare sicuramente aiuto nel libro “Come accrescere velocemente l’autostima”.
Cordiali saluti.
Questo articolo mi ha fatto sentire inconsciamente meglio anche se vorrei sapere se è normale, per così dire, pensare a una persona che non fa parte della tua vita e che magari odi oppure pensare di essere cambiata, mettendo in dubbio certezze che mai sono state messe in dubbio, perché si è parlato con questa persona che magari non condivide le tue stesse opinioni e inizi “ un circolo distruttivo” che non termina mai e questi pensieri mi mettono addosso angoscia e mi deconcentrano. Soluzioni? Che problema mi afligge?
Gentile Marta, è il rapporto con te stessa che con funziona.
Hai un auto-dialogo negativo e auto-limitante. Cambi i tuoi pensieri da negativi a positivi e sarai felice per sempre.
Come fare? Non stai allenando il tuo cervello nella maniera giusta. Finora tu non hai fatto altro che allenarlo malissimo! Cosa credi che fanno i tuoi pensieri disfattisti e autodistruttivi? Allenano il tuo cervello a farti soffrire…!
Tanti auguri!
Ciao Pasquale
ho trovato il tuo articolo molto interessante e se oggi sono qui è perché sto attraversando l’ennesimo periodo difficile della mia vita.
Il mio malessere è iniziato un anno fa con la scoperta di un tradimento. Sono sempre stato un tipo molto orgoglioso (forse questo è uno dei miei mali peggiori) ma nonostante ciò ho ritenuto opportuno proseguire la nostra storia per tutelare i nostri figli.
Adesso, a distanza di un anno, sono riuscito ad accettare il misfatto ma credo di non essere ancora riuscito a perdonare (tra perdono ed accettazione c’è una enorme differenza ! ).
La cosa peggiore, in tutto questo, è che sento di essere diventata la parte debole della coppia. Prima ero io a doverla consolare per il suo mal di vivere e questo mi faceva sentire forte. Adesso, invece, sono io ad aver bisogno del suo continuo aiuto e delle sue consolazioni ( alcune volte mi faccio schifo per quanto debole mi senta; dovrei piuttosto tirare fuori gli attributi ma non ci riesco…).
La situazione precedente mi faceva sentire forte e sicuro e sentivo che la mia missione era quella di aiutarla in tutto e per tutto; essere sempre al suo fianco (ho sempre provato enorme benessere nell’aiutare gli altri).
Come se non bastasse, due mesi fa, ho perso il lavoro. Un’attività in cui avevo creduto e per cui ho speso anima e cuore negli ultimi dieci anni. Anche in questo caso mi sono sentito “TRADITO” in quanto sono stato messo spalle al muro dal mio socio.
Oramai è da un anno che vivo di pensieri negativi e cosa ancor peggiore è che non ho ne la forza ne la voglia di ripartire. Qualsiasi cosa io pensi di poter fare genera in me un senso di pesantezza e nausea. Sento di essere in uno stato di apatia totale e di non avere più alcuna forza vitale.
Se riesco ad andare avanti (soprattutto economicamente parlando) è solamente grazie all’aiuto dei miei genitori che si sono spesi, per una vita intera, per me. Mi hanno fatto studiare, dato tutto l’amore e l’aiuto possibile, in ogni situazione, per vedermi felice e realizzato ed io non sono stato in grado di ripagarli. Mi sento un parassita, mi sento un fallito in tutto e per tutto ed il solo pensiero che i miei genitori possano venire a mancare mi pone in uno stato di panico totale.
Probabilmente non sono stato in grado di fare il grande passo: diventare maturo, responsabile…UOMO.
Credo che la condizione in cui mi trovo sia solo responsabilità mia e ovunque io volga lo sguardo trovo solo rimproveri per me stesso.
Vivo perennemente con la sensazione del “Avrei potuto fare di più” per qualsiasi cosa.
Nel tuo articolo ci spieghi che dobbiamo imparare a governare i nostri pensieri ma nel mio caso sono loro a governare me.
Sono rari, anzi rarissimi, i momenti in cui riesco a settare il mio cervello sulla modalità + e quando ci riesco provo una sensazione di gioia e benessere indescrivibile.
Il problema è che questi sono degli attimi fugaci; dei veri e propri istanti !
In quei momenti sento nuovamente la carica e la forza per ripartire ma dopo pochi secondi ecco tornare nuovamente la mia parte peggiore, quella che mi allontana da tutto e che mi oscura la vista.
Non so cosa darei per poter fermare il tempo in quegli attimi di vitalità !
Da dove partire?
Ti saluto dicendoti che ti ammiro e ti stimo perché quello che fai è un lavoro prezioso. Fai una delle cose più belle che una persona possa fare: cercare di aiutare gli altri.
Ti ringrazio ed auguro a te e a tutti i lettori un felice Natale.
Grazie buon natale anche a te!! Se ti posso dare un mio modesto consiglio…ho letto la tua storia..fregatene di tutto lascia andare scivolare via tutti i problemi…vivi la tua vita felicemente…abbandona i pensieri negativi
..la vita e Bella comunque dipende tutto da te.. come la vuoi vivere…ciao antimo
ERRORE “Le pretese sono (L’OSTACOLO ALLA )-il lasciapassare per la- nostra felicità. Niente pretese, niente emozioni negative, niente sofferenza”. (Giacomo Papasidero)
Marco sono d’accordo. Ma ho copiato la citazione dell’autore e non posso cambiarla. La seconda parte della citazione però è molto chiara e chiarisce il concetto.
Grazie.

salve grazie per la lettura e l ospitalita, ecco il mio contributo: non e’ che se uno pensa a cose non belle per forza debba avere la depressione, intesa in senso medico, io ho tentato di tutto ma ho fatto fiasco sempre e comunque e sono stanco, non ho piu voglia di uscire di casa perche visto che 100000000 tentativi che ho fatto ci sono sempre rimasto male deluso dalle persone, solo un idiota puo continuare per la 10000000001 volta, ho studiato e fatto tante ricerche, ho capito che e’ mio inconscio a trasmettere negativita nelle persone che mi incontrano, il risultato e’ che io posso essere la persona piu simpatica del mondo ma quello che mi dimostra la gente e’ sempre antipatia ho fatto anche esperimenti nei negozi se mi metto in coda alle casse del negozio state certi che tra tutte le persone che mi precedono a me danno sempre meno tempo e non mi salutano e se mi salutano lo fanno guardando dall altra parte, le ragazze per strada appena intuiscono che sto per incrociarle guardano dall altra parte della strada fa niente se io vesto firmato sono pulito ho un bel fisico alto snello asciutto e davanti a me sono passate 100 extracomunitari la reazione che suscito io e’ sempre la peggiore, tutte le prs mi evitano e nessuno mi cerca mai, e’ assurdo quello che mi capita xche ho notato che anche le prs peggiori del mondo per strada le vedi con amici o donne al fianco, e’ chiaro che l energia che emano e’ …… e io di rimanere male sempre e comunque non ce la faccio piu, potrei an che prendermi antidepressivi ma la sostanza resta quindi posso solo definire questa la realtà e se poi bevo o prendo sostanze e sorrido, ecco quello e’ il Me fuori di testa, io ragiono benissimo e sono lucidissimo e miei pensieri negativi sono reali il mio emisfero intuitivo destro non c’entra nulla, e se penso ad altro e mi vedo un film comico certo rido ma la sostanza non cambia, solo resto e rimango
Come ti capisco…
Ciao Marco, forse il tuo problema è più semplice di quanto pensi: cancella le tue convinzioni negative e pessimiste su te stesso!
Le tue convinzioni negative sono profezie auto-avveranti, purtroppo!
Si certo Pasquale, ormai il discorso sulle convinzioni si sa ed è vero!! Il problema è uno solo… cambia le tue convinzioni,sì giustissimo, ma… COME???
Ciao Cristina,
l’errore che hanno fatto i divulgatori sulle convinzioni o credenze è stato quello di considerarle inconsce e misteriose avvolgendole di un velo di impenetrabilità.
Ed invece le convinzioni non sono altro che le opinioni che abbiamo su noi stessi. Infatti, Marco dice: “io posso essere la persona più simpatica del mondo, ma quello che mi dimostra la gente è sempre antipatia”.
Ecco, Marco pensa di se stesso di essere antipatico alla gente: questa è la sua convinzione e ovviamente è una convinzione errata!
Di conseguenza si comporta, senza accorgersene, in maniera antipatica col prossimo proiettando su di loro la propria errata convinzione.
Cioè per Marco, è la gente che lo crede antipatico, mentre in realtà è lui che pensa di essere antipatico alla gente. E pertanto si comporta in maniera antipatica con tutti e ovviamente la gente gli restituisce la sua impressione negativa confermandogli la sua idea sbagliata che in tal modo si rafforza.
Quindi cosa deve fare Marco? Deve capire che se lui si avvicinasse al prossimo col sorriso e senza pregiudizi, la gente si comporterebbe con lui in maniera simpatica e lui si sentirebbe molto meglio.
Marco ha un pessimismo cronico ed è sempre di cattivo umore. Probabilmente è anche depresso e ansioso.
Marco, per sbloccarsi, dovrebbe seguire un corso pratico di risatologia, ossia deve imparare a ridere, ridere, ridere; e cioè deve fare pace con la vita e con se stesso!
Sono Marco, son passati altri 6 anni mi ero dimenticato di aver scritto quel mess e oggi giorno peggiore degli ultimi anni me lo rileggo…con stupore xche l esperimento del supermercato non credevo possibile l avesse fatto anche un altra persona…. 😱🥶 scoprire che era scritto proprio dal Me stesso del 2016… fa venire i brividi…. Ho fatto di tutto ma questi 6 anni sono passati uguali e venerdi pomeriggio mi è capitato l ennesimo brutto colpo, aspettavo mi ritelefonasse e non l ha fatto, ero pronto a parlarle x ore con entusiasmo e ironia ( ho un grande umorismo Pasquale, non è qst il punto) sono 12 anni che non esco a fare una passeggiata con una donna ed è la cosa a cui tengo di piu in assoluto. Sono uguale a 20 anni fa ma mio terrore del rifiuto crea sconquassi e situaz fantascientifiche il risultato è qst… solitudine totale e non posso accettare di essere l unico a Milano a restar sempre da solo…. E qnd sono in coda alle casse ormai mi sono rassegnato: mi adeguo e cerco di non farmi rattristare, a volte saluto con ironia a volte non saluto io
Sono Marco, son passati altri 6 anni mi ero dimenticato di aver scritto quel mess e oggi giorno peggiore degli ultimi anni me lo rileggo…con stupore xche l esperimento del supermercato non credevo possibile l avesse fatto anche un altra persona…. 😱🥶 scoprire che era scritto proprio dal Me stesso del 2016… fa venire i brividi…. Ho fatto di tutto ma questi 6 anni sono passati uguali e venerdi pomeriggio mi è capitato l ennesimo brutto colpo, aspettavo mi ritelefonasse e non l ha fatto, ero pronto a parlarle x ore con entusiasmo e ironia ( ho un grande umorismo Pasquale, non è qst il punto) sono 12 anni che non esco a fare una passeggiata con una donna ed è la cosa a cui tengo di piu in assoluto. Sono uguale a 20 anni fa ma mio terrore del rifiuto crea sconquassi e situaz fantascientifiche il risultato è qst… solitudine totale e non posso accettare di essere l unico a Milano a restar sempre da solo…. E qnd sono in coda alle casse ormai mi sono rassegnato: mi adeguo e cerco di non farmi rattristare, a volte saluto con ironia a volte non saluto io…. Non so piu che fare le ho provate tutte🥺
Marco, dici che il tuo terrore del rifiuto crea sconquassi e situazioni fantascientifiche.
Secondo te che succede se ricevi il rifiuto?
Sai che ti dico? Se non ti alleni a ricevere i rifiuti, non te ne liberi mai. Per qualsiasi cosa dobbiamo allenarci. Se non ti alleni resterai un imbranato per tutta la vita.
E ti dico anche che il tuo primo rifiuto sarà la tua liberazione.
Pasquale
Che succede?! Semplice che continuo ad essere l unico uomo a milano che nonostante le mille qualita resta l unico senza un amico o un’amica sfido chiunque a prendersela meno di me. Fino a 12 anni fa facevo un sacco di incontri reali partendo dai vari siti chat su internet adesso con stesse foto stesse descrizioni e presentazioni zero…. Ovvio che tutte le varie sfere dell esistenza vadano a rotoli…a qst punto anche fare meditazioni diventa impossibile 12 anni sono duri da far dimenticare a qls inconscio medio… il mio è invincibile pensa Pasquale che 4 anni fa ho collezionato 12 bidoni di fila con 12 motivazioni diverse da 12 prs che non si conoscevano…. Poche ore prima dell appuntamento davano forfait, mio inconscio a saputo creare trasferimenti lutti ritorni dell ex influenze incidenti etc etc 😂adesso ci rido xche ormai son passato oltre, a prendere appuntamenti non ci arrivò piu , l unico che potrebbe aiutarmi è un ipnoterapista… non è facile anche perche mia mente super razionale è difficilmente superabile( provato un paio di volte) e pensare che mi basterebbe una spalla x uscire nei locali per conoscere…. e dove lo trovo?! 🙇🏻♂️🥺ho provato con qlc ma nonostante basso livello li ho persi cmq
Caro Marco, se non impari a piangere, non riderai mai. Se non impari ad accettare il rifiuto, non riuscirai neanche a varcare l’uscio di casa. Se non impari ad accettare il dolore, non godrai dei piaceri della vita.
Non si può avere nulla gratis, caro Marco. Non si può desiderare di vivere eternamente nella bambagia!
Se hai paura del rifiuto, sei sconfitto in partenza! Più rifiuti accetti, più diventi esperto e vincente!
E sappi una cosa: ci siamo passati tutti! Tu sei l’eccezione e te ne vanti persino! Così non va bene! Fai un bel cambio di identità o di autoimmagine: ne hai tantissimo bisogno! Fatti aiutare da uno psicoterapeuta.
Cordialmente
Pasquale
perdonami Marco, leggevo questa pagina per caso e sono capitata sotto il tuo commento. Il primo lo condividevo e mi ci rispecchiavo. Mano a mano che leggevo i successivi, però, non ho potuto fare a meno di notare che giudichi gli altri inferiori a te. Ti definisci fantastico umorista e fisicamente bello. Probabilmente è per questo che le persone ti evitano. A nessuno piace stare con chi definisce gli altri di “basso livello” (come quelli che hai perso nell’ultimo commento) o dice che le persone evitano il tuo sguardo nonostante prima di te siano passati 100 extracomunitari, come se l’extracomunitario sia meno degno di te di ricevere un sorriso. Questo tuo modo di sentirti superiore ti allontana dalle persone. Lavora sull’umiltà. Anche la persona più povera del mondo ha la tua stessa dignità. Magari ha più cuore. Ecco, tira fuori il cuore anziché pensare a mostrare i muscoli e a rimorchiare donne a Milano.
ciao grazie ma non e’ come dici tu daii hai frainteso, cmq io sono un cabarettista nato non ha senso con siglijarfmi di ridere come mi ha scritto anni fa Pasquale, ho provato in questi anni a trovare ipnologi con telepata ma non e’ cambiato nulla, anche perche e’ cambiata la gente , nei social trovare una donna capace di osstenere una bella conversazione brillante e’ sempre piu raro, mentre io invece sono pronto come lo ero 20 anni fa anzi, su tinder in 13 mesi zero incontri e mai ho scritto meno della mia intwrlocutrice o sbagliando i vari test che mandano anzi sono loro che falliscono sempre i miei test, con 8 stavo per uscirci e tutte e 8 mezz ora prima si sono ammalate…..non posso scrivere un libro qui era solo per far capire quanto e’ potente il mio subcosciente (tanto nessuno capisce questi discorsi ci sono abituato infatti non ne parlo con nessuno otterrei solo il risultato di farli spaventare)e per quanto riguarda il test al supermercato ne ho fatti altri mille quando sono in vena faccio ridere le cassiere ma regolarmente la volta successiva fingono di non riconoscermi e non salutano :-))) non e’ normale lo sapete anche voi, ma infatti la risposta non e’ logica ma riguarda le energie sottili e mio subcosciente che e’ davvero impressionante, se solo rijuscissi ad addomesticarlo diventerei……….. tralascio pòer modestia. e Valentina il discorso degli extracomunitari lo hai totalmente frainteso :-)) intendevo dirfe che se davanti a una 15enne passa uno di quelli che “fa paura col coltello in mano sanguinante vestito sporco e stracciato alto 195cm per 130kili (cosi mi capisci?)” e tutti capiamo cosa vuol dire e poi passa un milanese distinto ben vestito magrolino sorridente con gli occhiali che guarda il suo cell e’ stranormale che una ragazzina si impaurisca incontrando il 1°, e non il 2°!!!!!! se invece vuoi metterla sul ridere e usare parossismi allora vedrai cosa sarò capace di risponderti la prossima volta :-))per aiutarti a comprendere ovviamente
Caro Marco,
hai parlato due volte di subcosciente! Bene. Allora ti consiglio paternamente di leggerti subito questo nuovo articolo che parla non solo di inconscio, ma anche del suo opposto, la coscienza. Non solo, parla anche di emozioni, sensazioni, malattie psicosomatiche e qui e ora. Se lo leggi attentamente rinasci a nuova vita! Questo invito vale anche per Valentina.
Un abbraccio
Pasquale
Buonasera Pasquale,
non può immaginare quanto mi rassereni leggere i suoi articoli, soprattutto nel periodo difficile in cui mi trovo. Non ho una situazione familiare serena (i miei sono divorziati da anni ormai, mio padre non si è più fatto vivo con me nonostante avessimo in passato un bellissimo rapporto, con mia madre è difficile conviverci per il suo perenne pessimismo che inevitabilmente mi trasmette e con mia sorella sto recuperando solo ora il rapporto che per 30 anni -la mia età- non abbiamo mai avuto a causa di tante incomprensioni, gelosie e segreti per colpa dei nostri genitori), mi sono laureata in psicologia da poco con estremi sacrifici ma non sono riuscita a godermi il momento perchè già penso che non troverò lavoro (lo so che sono pensieri negativi che mi condizionano e non dovrei avere). Paragono (sbagliando lo so) spesso la mia vita con quella degli altri finendo per definire la mia catastrofica rispetto alla loro, Inoltre sono single da più di sei anni e da due mesi frequento un ragazzo che mi piace davvero tanto (non mi accadeva da tanto tempo) con il quale pensavo di avere instaurato un rapporto equilibrato, di interesse reciproco, senza pressioni o cose del genere ma che imporvvisamente si sta facendo sempre più scostante. Nonostante sappia di non aver creato io questo suo comportamento, tutto questo mi fa stare male perchè mi sento rifiutata, sminuita, delusa e la considero come l’ennesima cosa che non va bene nella mia vita. Non lo sto cercando e sono intenzionata a distaccarmi se dovesse farsi vivo e pensare che se ha un reale interesse farà qualcosa di concreto per rimediare perchè non sono disposta a subire presenze intermittenti nella mia vita o a perdere tempo. Fortunatamente riesco a fare la cosa giusta in questo senso ma ci soffro tanto perchè non riesco a non pensarci, a farmene una ragione (andava tutto bene e mi viene difficile accettarlo per questo motivo) o comunque so che me la farò ma vorrei tanto accorciare i tempi per non soffrire e perdere tempo per una cosa che mi rendo conto non sia grave ma che comunque mi ferisce e mi rende insicura. Mi stamperò il suo articolo perchè leggendolo mi trasmette tanta rassicurazione e conforto e mi fa vedere le cose in maniera più positiva e consapevole..a furia di leggerlo magari i tempi per uscire da questo brutto periodo si accorceranno 🙂 Grazie ancora!
Grazie infinite, cara Veronica.
Lei ha bisogno di una forte iniezione di ottimismo! Io al suo posto mi direi subito: i mali non vengono mai per nuocere, ma per farci crescere! Anche se per un po’ non potrebbe non rimuginare sulla situazione.
E se questa affermazione positiva non dovesse bastare a tirarle su il morale che, badi bene, è molto più importante e immediato rispetto all’autostima, sarei ancora più deciso e le direi: la sfortuna è la sua fortuna!
Si ricordi di quanto sto per dirle: Niente è impossibile quando c’è il buoumore!
E se ancora non è avvenuto un cambiamento radicale nel suo atteggiamento mentale, le consiglio la lettura di quest’altro articolo (che fa parte di una serie di cinque articoli): Dal male nasce il bene e viceversa!
Signor Pasquale io credo veramente in certi momenti di avere guerra in testa, sono sempre alla ricerca del perché del per come del come mai …..non trovo mai un equilibrio se non per sporadici momenti e per breve periodo,le confesso che mi sono imbattuto nel articolo proprio in un momento che mi sentivo partivolatmente molto sottono.Be…. le dico la verità non so se la sua teoria funzioni davvero ma da quando ho letto questo breve articolo incosciamente mi sono sentito un po’meglio quindi volevo complimentarmi con lei per questo articolo.Dato questo piccolo risultato,credo mi abbia fornito spiegazione molto plausibile a quello che io avevo sintetizzato come una guerra in testa….
Le ripeto non so se funzionerà sulla mia personalità ma credo che ne valga la pena di provarci.Grazie e complimenti per ĺ articolo è molto interessante
Gentile Manuele,
le sono infinitamente grato per questa sua testimonianza e le dico una cosa molto importante. Lei scrive di avere la guerra in testa, bellissima espressione per indicare che spesso è in guerra con se stesso ( i suoi due emisferi cerebrali non vanno per niente d’accordo).
Bene, io penso che questa condizione, chi più e chi meno, sia universale. Quindi può stare tranquillo! Impari a ridere di più, a non prendere la vita troppo sul serio, anzi impari a ridere della sua testa quando fa i capricci…
Buona pace.
Dopo tanto tempo mi sono fidata di un ragazzo, lui… mi ha illusa portandomi a casa dei suoi, chiedendomi di vivere insieme e dicendomi di essere innamorato. poi un giorno mi chiama e mi lascia. Non mi ha voluta incontrare nonostante viviamo a poche centinaia di metri l’uno dall’altra… da prima ho fatto la forte, dopo tutto, avevo affrontato cose peggiori.. e invece poi sono esplosa, disperata, l’ho implorato di vederci almeno per lasciarci guardandoci negli occhi ma si è rifiutato prima scusandosi poi stremato lo ha fatto con tanti punti esclamativi che la metà bastavano… sono trascorsi due mesi, lui neanche si ricorda che esisto, io penso ogni giorno a come farmi fuori… e ogni giorno penso che il coraggio di farlo sia sempre più concreto… non ho più luce, non ho vita dentro di me, non esisto più……….
Ciao Valentina, le storie d’amore finite male sono le più angoscianti e inaccettabili… Ci siamo passati tutti.
Io sono convinto di una cosa: i mali non vengono mai soltanto per nuocere, ma anche e soprattutto per farci crescere.
Magari scoprirai fra qualche tempo che sei stata fortunata a liberarti di lui…
Il tempo è galantuomo!
aveva ragione… dopo 9 anni rileggo il mio post. Lei aveva assolutamente ragione. Un caro saluto
salve sono una ragazza di 16 anni da due anni sto con un ragazzo ma purtroppo da molti mesi ho pensieri intrusivi che sembrano essere simili al doc da relazione , sto entrando in depressione no voglio uscire con le amiche e passo le giornate a controbattere i miei stessi pensieri intrusivi generati dal semplice fatto che malgrado la sua assenza di un giorno intero non ne sento la mancanza . non so più cosa fare passo da periodi di tranquillità all’ansia che mi procura in grande bisogno di notizie e articoli che mi convincano sul suo amore . eppure in sua presenza sono felice veramente e tutti questi problemi svaniscono . inoltre in questi due anni gran part delle persone di cui mi fidavo si son rivelate molto bugiarde mentre in famiglia vivo una situazione priva di dialogo e molto frustrante. Il mio è un periodo di forte stress da settimane non dormo più di tre ore . sento il bisogno di parlarne con qualcuno di esterno che dunque non mi dia consigli per il tornaconto personale . ringrazio in anticipo per la disponibilità
Gentilissima Ileana,
è proprio la situazione di “forte stress” che sta vivendo, la causa dei suoi pensieri intrusivi e negativi. Per eliminare i pensieri negativi occorre eliminare lo stress.
Ne parlo diffusamente nel mio nuovo ebook: “Il segreto del vincente doc!”
Cerchi di migliorare il suo rapporto in famiglia e le sue relazioni con l’esterno. Impari ad accettare le situazioni quando non le si può cambiare. Accetti le persone con i loro pregi e i loro difetti.
Tanti auguri
Ciao Pasquale, sono Mario … E sono figlio di una persona molto famosa. E’ la prima volta che leggo i tuoi articoli, prima non ti conoscevo. Vivo una vita molto confusa con tanta mancanza di concentrazione, tanta ansia e depressione. Ho avuto un infanzia con abusi violenti sia corporali sia orali e anche sessuale. Un padre padrone dove il suo ego contava più di ogni cosa. A 15 anni pesavo 115 chili. E ancora oggi mi ritrovo o mi sento abusato e inconsiderato sia da lui che da mio fratello. Ho quasi 59 anni, da 40 vivo in Asia e, in passato ho abusato droghe anche abbastanza pesanti. Seguito da psichiatri, prosac, sereupin ansiolitici e schifezze che mi hanno procurato soventi movimenti spastici dei muscoli specie nel momento in cui mi addormentavo. ,Fino a due mesi fa marijuana come piovesse finché non ho cominciato a fare meditazione. Ma non mi risolve molto, l’ansia, le paure, la negatività, la depressione e i sensi di colpa mi stanno mangiando vivo. Il tuo articolo mi ha molto inspirato, forse tu mi puoi aiutare veramente. Vorrei capire se puoi seguirmi, aiutare e se ciò ha un costo.Oltre la tua mail, mi potresti seguire con Skype? Vorrei essere felice per rendere felice la mia famiglia.
Mario.
Ciao Mario, certo che sono in grado di aiutarti. E grazie per la fiducia.
E per cominciare subito, sai cos’è la felicità?
La felicità’, credo sia lo stare bene con te stesso.
Ciao Mario, forse hai trovato una definizione originale ed esatta.
La felicità è provare soprattutto emozioni positive e quindi stare bene con se stessi e con gli altri!
E bellissimo questo articolo che hai scritto complimenti mi ha lfatto davvero vedere le cose in modo limpido e come dici tu ho accettato la realta ancora complimenti!
Grazie Anamaria, il tuo commento mi era sfuggito. Scusami se non ti ho ringraziato subito.
Unabbraccio
Salve sig dott Foglia io ho un problema di una vita che le dico in poche parole, quando metto le lenti a contatto sono diversa da quando metto gli occhiali,le mie capacità vengono meno e adesso che non tollero più le LAC non so come fare ad essere la stessa persona portando gli occhiali.Ci provo ma il mio atteggiamento cambia automaticamente e non riesco ad uscirne .Mi aiuti la prego mi dia un consiglio !!
Ciao Valentina,
devi applicare la visualizzazione creativa immaginando che anche con gli occhiali hai gli stessi effetti magici delle lenti a contatto.
Devi allenarti con gli occhi chiusi, senza occhiali, immaginando compiaciuta che hai gli occhiali e ci vedi benissimo. Quando poi metterai davvero gli occhiali, ci vedrai davvero benissimo proprio come con le lenti a contatto.
Salve,
il suo articolo è molto interessante, accettare la realtà una soluzione ma come la mettiamo con l’utente Daniele che dice di essere oggettivamente brutto e a cui lei risponde:
“La felicità non dipende dall’essere belli o brutti, o dall’essere ricchi o poveri, e neanche dall’avere o meno successo nella vita. La felicità è un’emozione, e come tutte le emozioni, dipende unicamente dai nostri pensieri. La felicità consiste nel far prevalere le emozioni positive su quelle negative.”
A cui giustamente segue un altro utente che avendone carpito bene il senso del messaggio risponde:
“su wikipedia e un po’ dappertutto c’è scritto che la felicità è la realizzazione dei propri desideri…cioè è legata alle proprie volontà…
invece io credo che sia più come dice lei…cioè legata ai pensieri”
Ok posso comprenderne il senso … posso capire che sia legata al fatto di far prevalere le emozioni positive da quelle negative…ma come si fa? Può spiegarmelo? Come si fa a dire ad un emozione negativa: quella è la porta per uscire la stessa da cui sei entrata oppure afferriamo l’emozione negativa per il braccio e la sbattiamo fuori a malo modo?! …Accettare noi stessi, accettare gli altri e accettare la realtà! (magari quando sei lì su sulla cima della montagna … l’eremita) Sii ok fino qui tutto vero ma come si fa in realtà? Come fa Daniele ad accettarsi quando lì’ fuori c’è un mondo che pensa solo ed esclusivamente alla “bellezza” all’esteriorità alla superficialità! Allora diciamo che il suo messaggio è un aiuto, è un punto di vista, è una specie di credo in cui possiamo nasconderci come del resto lo si fa in tutti i credo! Io sono libero perché dubito, perché posso mettere ogni cosa in discussione come lo sto facendo con questa sua tesi! Accettare la realtà vuol dire accettare la guerra? La fame nel mondo? La mafia? Accettare le lobby di partito? Accettare tutto ciò che può nuocere, anche? Accettare l’egoismo della specie? Lei lo accetta Darwin? Io lo accetto ma in fine, in fondo credo che l’amore sia più grande delle tesi di Darwin! Come fa Daniele a prendere autostima in se e a trovare l’amore se ogni qualvolta che è circondato da donne… finisce sempre allo stesso modo…due di picche. Perché Daniele dovrebbe accontentarsi di donne molte brutte, perché Daniele non potrebbe avere belle donne al suo fianco? Che realtà dovrebbe accettare Daniele? E’ la stessa che realtà che accetta un attore sex simbol? In effetti sono realtà entrambe e in definitiva sono la stessa realtà ma con risultati molto molto diversi che incidono sul morale perché sia l’attore che Daniele vivono in mezzo alla società… alla gente! E quindi forse è meglio parlare di qualità, qualità della gente! Allo stesso modo come le democrazie si fanno con la qualità della gente!!! Io sono un bel ragazzo e ho avuto fortunatamente sempre donne diciamo molto carine, sono molto sicuro di me talmente sicuro di essere assolutamente sicuro di essere insicuro perché non c’è niente per cui essere sicuri a questo mondo a parte l’imperfezione che l’uomo rappresenta! Questo è certo! Amo metter in dubbio tutto! La gente sicura, equilibrata è gente almeno in parte che vive bene in questo mondo, io no perché secondo me è un mondo di merda anzi il mondo di per se va bene è la gente che non va bene, troppo basso il livello delle persone, sotto tutti i punti di vista, la cultura è alla base dell’evoluzione e purtroppo sono poche, pochissime le donne che accetterebbero uno brutto “””solo”””” perché c’è affinità d’animo e di pensiero e così viceversa per un uomo. La dura realtà è che siamo imperfetti!Io resto sono chiacchiere! A me non piace l’imperfezione, non piacciono le guerre mi piacere un mondo in pace! Io più di accettare parlerei di consapevolezza, di rendersi conto! Ecco di rendersi conto ma non di accettazione! Quello mai! Meglio un: mi rendo conto!
Di solito quando esco con i miei amici sono sempre il ragazzo che più è guardato nel nostro gruppetto dalle ragazze ma al contrario quando esco con un altro gruppo di amici, le ragazze guardano un altro mio caro amico ed io sembro invisibile o quasi, ho sempre pensato e capito a come si sentono gli altri miei amici del primo gruppo di cui parlavo… invisibili o quasi. Se si conosce un gruppo di ragazze la più bella finisce sempre a parlare con me nel primo caso come allo stesso modo con il mio amico se la cosa accade nel secondo. Tutto questo esempio, che è può essere una grande metafora, serve appunto a capire che la sua tesi di accettare la realtà è solo un punto di vista solo un credere in qualcosa allo stesso modo come fa una religione, un ideologia, che posso rispettare ma non posso condividere… io non voglio la felicità o meglio ancora prima della felicità mi piacerebbe accedere alla verità, la risposta al perché … e credo che sia questo lo scopo della nostra specie. Oltre a essere natura sono e siamo ratio altrimenti non eravamo a scambiarci idee su questa chat.
Caro Lorenzo,
ti ringrazio per avermi spinto a fare una messa a punto sull’accettazione della realtà.
A corsa serve l’accettazione della realtà? Il rifiuto della realtà che non ti piace comporta il perdurare dello stato emotivo negativo e quindi del disagio psico-fisico e relazionale. Pensa ai depressi che non riescono ad accettare la realtà. Accettando la realtà, si dissolvono le emozioni negative e si recupera la lucidità mentale, il senso di responsabilità e anche il buon senso comune.
Tieni conto che i pensieri non sono una cosa astratta. Ad ogni pensiero corrisponde una certa emozione. I pensieri o giudizi sulla realtà determinano l’intensità dello stato emotivo che è generato in primis dal mancato soddisfacimento di un bisogno. Se hai fame e non riesci a trovare qualcosa da mangiare, diventi ansioso e irritabile; e se la fame perdura, sei anche portato a rubare e a fare altre azioni illegali. In questi casi, i tuoi pensieri o giudizi (che dipendono da tanti fattori) sul fatto che non riesci a soddisfare il tuo bisogno di sazietà determineranno l’intensità dell’emozione stessa e il tuo comportamento.
Analogamente, se sei stato rifiutato e offeso da una ragazza alla quale tenevi molto, il tuo amor proprio risulta ferito e in questo caso non sono soddisfatti né il tuo bisogno di amore/unione, né quello di importanza/autostima. Cominci a sentirti triste e il morale è a terra. I tuoi pensieri e giudizi su quello che ti è successo modulano l’intensità delle tue emozioni negative. Ma tu potresti anche fregartene, e in questo caso il rifiuto della ragazza non ha alcun effetto negativo su di te. Oppure potresti pensare che il rifiuto è solo una tattica della ragazza per farti innamorare. O ancora che hai sbagliato approccio e la prossima volta andrà meglio. Insomma puoi pensare tante cose e in base a quello che pensi cambierà anche l’intensità del tuo stato emotivo e come tu ti senti.
Tu obietti: “Accettare la realtà vuol dire accettare la guerra? La fame nel mondo? La mafia? Accettare le lobby di partito? Accettare tutto ciò che può nuocere, anche? Accettare l’egoismo della specie? Lei lo accetta Darwin”?
Accettare la realtà ti serve soltanto quando devi recuperare la lucidità mentale perduta a seguito di un evento più o meno spiacevole e doloroso! Se reagisci subito all’evento, per esempio ad un’offesa, sicuramente ti metti in una situazione critica perché sei ancora in un forte stato emotivo e reagisci in modo spropositato e irrazionale. Ti dicono niente i litigi tra le persone e i raptus? Come mai per uccidere danno 30 coltellate mentre ne basterebbero due o tre? Un raptus è un fortissimo stato emotivo negativo causato da una rabbia fortissima e incontenibile che ti “istupidisce” letteralmente e ti fa commettere azioni bestiali di cui poi, a mente fredda, ti pentirai amaramente.
Bada bene, anche quando ti frullano per la testa certi brutti pensieri sei emozionato! E quando sei emozionato non sei te stesso al 100%. Soltanto quando l’umore è alto rendi al 100%.
Solo se accetti la realtà che non gradisci, recuperi la calma e il buon senso e sei in grado di combattere con raziocinio tutte le tue nobili battaglie. I depressi sono così confusi e stupidi (emozionati) che non riescono a riprendersi tanto facilmente.
Ovviamente nessuno accetta la guerra, la fame nel mondo, le ruberie dei politici, la mafia, eccetera. La realtà la devi accettare solo quando sei coinvolto in prima persona e sei in uno stato emotivo che ti debilita e istupidisce. Quando sei sereno e lucido non c’è bisogno di accettare le ingiustizie del nostro mondo e se le vuoi combattere sei liberissimo di farlo.
Per quanto riguarda l’egoismo della specie e la legge del più forte, si tratta di un dato di fatto incontrovertibile. Non vuoi accettare “la realtà” dell’egoismo? Se non accetti l’egoismo, non accetti neanche l’altruismo perché non può esistere l’uno senza l’altro. Ugualmente, se non accetti la notte, fai sparire anche il giorno; e se non accetti i dispiaceri e l’infelicità, perdi anche i piaceri e la felicità.
Il nostro mondo si regge sui cosiddetti poli opposti – bello/brutto, alto/basso, caldo/freddo, egoista/altruista, forte/debole, estate/inverno, giorno/notte, ricco/povero… e in generale positivo e negativo. Lo sai che se elimini il filo negativo della corrente elettrica di casa tua, resti all’oscuro? POLO Positivo e POLO Negativo si completano a vicenda, e come le due facce della medaglia sono inseparabili, ossia non esiste l’uno senza l’altro. Che ti piaccia o no, o che tu lo comprenda o meno, questa è la realtà delle cose ed è da stupidi negarlo e non tenerlo nel debito conto.
Ciao e buona riflessione.
P.S:La felicità non è legata ai desideri che non finiscono mai, semmai sono i troppi desideri e le nostre pretese che ci rendono infelici.
E’ difficile far prevalere le emozioni positive su quelle negative -la vita è difficile per tutti!- ma le persone che hanno meno emozioni negative sono sicuramente più felici di quelle che ne hanno molte di più!
Gentile dott. Pasquale Foglia.
Sono Fabrizio, e ho letto molti dei suoi articoli che ho trovato molto affascinanti. Volevo chiederle qualche consiglio sulla mia situazione. Purtroppo sono invaso costantemente da pensieri intrusivi ( ossessivi), che mi tormentano, e non mi permettono di rilassarmi, generandomi ansia e panico. Ho tentato la psicoterapia, ma con pochi successi. Cosa potrebbe consigliarmi per gestire i pensieri?
Cordiali saluti
Fabrizio
Ciao Fabrizio,
intanto ti consiglio di leggere l’articolo “Le fondamenta della felicità” che risponde in qualche modo alla tua domanda. Converrai però che le notizie che fornisci sono troppo scarne per capire cosa scatena i tuoi pensieri ossessivi. Potresti anche scrivermi privatamente.
Buongiorno Pasquale, premetto che non soffro di depressione, non ho perso il lavoro e non mi ha lasciato il mio ragazzo. il mio problema in questo momento è che continuo a pensare a quanto ho paura di non essere abbastanza,non per gli altri ma per me stessa, non riesco a mettere in croce due parole, mi piace il cinema e leggo queste recensioni fatte benissimo ricche di significati e frasi che mi emozionano davvero,quando finisco di leggerle non riesco a fare a meno di paragonarmi a loro mi chiedo: ma perché non sono cosi? Perché anche io non riesco a mettere per iscritto i miei pensieri? È colpa mia? Mi sento stupida e mi vergogno vorrei solo confrontarmi con qualcuno, forse devo ancora crescere forse ho troppa fretta di crescere. grazie se risponderai .
Ciao Andrea,
se tu non pensassi di non essere abbastanza, cioè di essere inadeguata, significherebbe che sei già una persona affermata e al colmo del successo. Sentirsi inadeguati è la molla della crescita personale! Sei in ottima compagnia. Credo che il 90% e più delle persone, soprattutto giovani, non si sentano all’altezza della situazione. Dunque, la credenza (o convinzione) di non essere adeguati ad affrontare le situazioni della vita è la più diffusa in assoluto.
Ma tu vuoi sapere cosa fare per sentirti bene, per non sentirti inadeguata, per non sentirti stupida, per non vergognarti più di te stessa. Beh, è presto detto. Innanzitutto ti dico che tutto questo è normale: ci siamo passati tutti, anche i tuoi genitori e i tuoi nonni si sentivano incapaci, inadeguati, buoni a nulla. Ma poi la vita li ha costretti a darsi da fare, a impegnarsi, a studiare, a fare esperienza! Ecco a te manca l’esperienza, come manca a tutte le persone che non si sentono all’altezza della situazione. Sei ancora alle prime armi, sei ancora a digiuno. Pretendi di essere brava senza aver fatto nulla!
Noi ci comportiamo come quei ragazzi impacciati che vanno alle feste ogni morte di papa e ogni volta si sentono fuori posto, impacciati, non sanno cosa dire o fare e credono di avere chissà quale difetto. E invece è tutto normale. Se non vai spesso alle feste è naturale sentirsi impacciati. Se non guidi spesso la macchina è naturale che ti senti sempre insicura. Se non ti alleni a mettere “in croce due parole”, “a mettere per iscritto i tuoi pensieri”, come dici tu, è ovvio che non riuscirai mai a fare una recensione e crederai, a torto, di essere stupida. Nessuno nasce imparato!
Mi faccio capire ancora meglio. Tutti dicono che sono bravissimo a scrivere, ma non è che io abbia un talento speciale: lo faccio da un secolo ed è logico che scrivendo diventi sempre più bravo. Non a caso ho pubblicato già dieci saggi di crescita personale.
Ma quando si tratta di fare un discorso o di registrare un discorso a braccio, mi sento bloccato. Sai perché? Perché l’ho sempre evitato. Ho sempre letto i miei discorsi, ma leggendo gli ascoltatori non si entusiasmano, ed è un mezzo fiasco. Ora mi sto allenando e sono quasi a buon punto.
Il successo nella vita dipende soprattutto dall’allenamento. Le prime volte siamo tutti handicappati. Non può essere diversamente!

Tanti auguri!
Salve dottore, molto interessatante questo articolo soprattutto positivo. Volevo chiederle un consiglio che ne capirà meglio di me, dopo un forte stress senso di solitudine , ansia lavorativa e quasi due anni che mi assillano pensieri che non sono io realmente a pensare , mi appaiono così senza volerlo e assillo il mio ragazzo con continue battute su altri ragazzi , battute poco carine di ogni genere che non mi va di scrivere perché sarebbero infinite… Il fatto e che non sono pensieri miei non andrei mai con un altro ragazzo o non farei quello che dico, solo che devo x forza ” fare ste battute a lui x stare poi bene… E non sentirmi in colpa, ma perché? Se non sono pensieri miei reali e non farei?!?Cerco di liberarmene ma appaiono sempre? Come faccio a tornare quella di prima? Non voglio perdere il mio ragazzo lo amo troppo. Grazie mille
Cara Jessica, il suo forte stress, il senso di solitudine, l’ansia lavorativa e i pensieri assillanti esprimono un disagio causato da bisogni insoddisfatti, come per esempio il bisogno di sicurezza (sul lavoro?) e quello di importanza o autostima.
Le sue battute poco carine con le quali assilla il suo ragazzo sembrano avere lo scopo di recuperare in qualche modo il bisogno di importanza a scapito del fidanzato stesso.
Come fa a ritornare quella di prima? Sicuramente l’aiuterà questa nuova consapevolezza e comunque dovrà impegnarsi molto per migliorare il suo bisogno di importanza…
Tanti auguri.
Grazie della sua risposta.. Il lavoro inefetti mi ha inciso molto stress psicologico.. Però molte volte ho paura di essere diventata pazza io. Penso talmente delle cose assurde che il mio fidanzato lo faranno santo della pazienza che sta avendo.. ( naturalmente lui sa di questo problema) mi sta aiutando a superarlo, ma non riesco a fare a meno di ” fissarmi” su questi pensieri assurdi che non capisco perché nonostante me ne rendo conto continuo comunque a dire… Soprattutto facendolo innervosire visto che faccio anche battute su altri ragazzi ( che non penso realmente ) faccio anche fatica a descrivere bene il tutto qui.. Spero solo di uscirne e spero il problema non si che sono pazza. Comunque la ringrazio davvero tanto del tempo speso nella sua risposta. Saluti
Jessica, ribadisco che si tratta di un problema di autostima.
Grazie mille…. 🙂
Sono sempre a disposizione.
Con l’aiuto di uno psicologo risolverà meglio i suoi problemi.
Tanti auguri.
Ciao Pasquale! Complimenti per l’articolo! Da 5 mesi circa che ho pensieri ossessi sulla mia relazione e non so cosa mi stia succedendo! Amo il mio ragazzo ma ho tante domande che mi ossessionano! Sei sicura di amarlo? Se fosse solo affetto? Se avessi bisogno di altro? Io con lui sto bene ma non riesco a capire questi miei pensieri ossessivi che mi tormentano! A volte sembra di vederlo come un estraneo non so cosa sia! Io lo amo e basta ..grazie mille
Cara Gioia, molto probabilmente i tuoi pensieri ossessivi sono l’effetto della tua stanchezza nei riguardi del tuo ragazzo. Tu dici giustamente: “amo il mio ragazzo, ma ho tante domande che mi ossessionano”. Al posto della parla “domande” metti “dubbi” e tutto ti torna più chiaro!
Tu con la mente dici che lo ami, ma dentro di te provi anche tanti dubbi (pensieri dubbiosi che ti disturbano). Il che è anche normale. Se lo amassi al 100%, ossia da innamorata, non avresti né dubbi, né pensieri ossessivi!
Pensavo anche io fosse questo ma non è cosi! Non riuscirei mai a vivere senza di lui ,l’idea di vederlo con un’altra,che lui sia felice ma non con me non mi fa stare bene anzi piango e basta! Lo amo troppo non riuscirei a stare senza lui
Gioia, ora è tutto più chiaro: la tua gelosia è la causa dei pensieri negativi! Hai posto il tuo lui su un piedistallo troppo alto e perciò hai paura di perderlo.
Si è così io l’ho sempre messo al primo posto,la sua opinione conta più di tutto e tutti! A volte ho esagerato e lui stesso mi ha sempre detto non esisto solo io,in senso buono ovviamente,ci sono le amiche non solo lui. Ma questi pensieri negativi io gli ho solo quando sto da sola o lui non è accanto a me! Come posso mandarli via?
Cara Gioia, devi sorridere di più e mostrare Gioia da tutti i pori!
A parte gli scherzi, il tuo è un forte problema di autostima, aggravata dal fatto che dai troppa importanza al tuo fidanzato. Dando troppa importanza a lui, sai che succede? Che tu ti senti insignificante, per cui ti senti inferiore ad altre donne e scatta la tua gelosia.
Cosa potresti fare? Dai un calcio al piedistallo su cui hai messo il tuo uomo e fallo cadere in mille pezzi! Buona fortuna!
Ciao Pasquale, il tuo articolo mi ha colpito molto e mi è stato davvero utile quantomeno per portare alla mia attenzione gli errori e i limiti da me commessi e manifestati in questa tanto coinvolgente, quanto snervante, storia sentimentale. Ti risparmierò le descrizioni estenuanti di questa storia, ma devo inevitabilmente porti una domanda. Io sono DOMINATO da pensieri negativi circa il mio passato infantile, pensieri che mi muovono emozioni e sensazioni davvero tristi e ingestibili, ma che, nonostante anni di psicoterapia, non sono mai riuscito a centrarne in pieno le vere cause. Questa ragazza in qualche modo, riesce a muovere a sua insaputa e in modi che non sto a spiegarti, la mia rivisitazione emotiva di quelle emozioni negative del passato.. in sintesi, io pur non apprezzandola caratterialmente per la sua forte instabilità emotiva, ci resto letteralmente governato e soggiogato proprio perchè lei ha il potere inconsapevole di riportarmi a quelle emozioni negative! Ed io ci resto attratto.. ho cercato in ogni modo di governare i miei cattivi pensieri, di razionalizzare il piu possibile, di centrarmi su me stesso, di sviscerare…ma niente.. ci resto incollato su di lei e soprattutto senza un briciolo di lucidità! Lei mi lascia continuamente perche non si sente amata ed io ogni volta corro da lei.. secondo me non per amore ma in quanto attraverso di lei, rivivo e colmo al momento quei buchi sofferenti del mio passato! Ora ti chiedo gentilmente… tu parli di indagare i pensieri negativi… ma io come posso farlo da solo se ai miei, neanche dopo anni di psicoterapia sono riuscito a dargli delle spiegazioni logiche di causa ed effetto?? E poi… potresti indicarmi in pratica una tecnica per poter controllare questi pensieri negativi??
Ti ringrazio tantissimo
Caro Filippo, potresti trovare tu stesso la risposta ai tuoi quesiti leggendoti attentamente l’articolo “L’inconscio è un coglione”. Insomma è l’inconscio che ti gioca questi scherzi…
Ne riparliamo dopo che hai assimilato perché l’inconscio è un coglione.
A presto
tutto vero.. in amore vince chi fugge perche la parte impaurita e negativa del nostro inconscio non accetta l’idea del rifiuto, anche soltanto di una sola persona.. ma l’inconscio è un contenitore infinito, una parte è bambino…ma ha dei superpoteri da gigante.. dei poteri cosi grandi che riesce in un solo secondo e col minimo sforzo a spazzare via come uno tsunami ogni massimo e sudato approccio di razionalità! E cosi in un attimo… spazza via i buoni propositi, spazza via le ore di meditazione, spazza via ogni lucidità, ma soprattutto, come logica conseguenza, spazza via altra autostima… praticamente tutto! Peraltro, piu ci comportiamo correndo dietro a quelle paure e piu perdiamo la centratura di noi stessi, piu ci allontaniamo da noi e dal nostro corpo! ci perdiamo!
L’inconscio insicuro capisco che si manifesta sotto forma di pensieri negativi (“avrà un altro?”… “preferisce altri a me?”… “ecco perche ieri non mi ha risposto, stava con un lui!”….”non mi vuole piu?”..ecc…), la mia difficoltà è come poterlo fronteggiare… oggi, come tu suggerivi, ho provato a “rispondere” ai miei pensieri negativi con altrettanti pensieri positivi rivolti a me stesso, ma purtroppo è per me un lenitivo, la forza occulta è davvero troppo piu forte di me! Ti sarei grato se potessi indicarmi altre modalità di combattimento dei pensieri negativi e di rafforzamento della razionalità… non so se sto dicendo paradossi.. cerco soltanto qualcosa che mi aiuti ad uscirne. Grazie ancora!
Filippo, prova a leggere “L’inconscio è un coglione”! Prova anche a leggere: “Inconscio e forza di volontà, chi è più forte”? E ricordati anche che senza uno sforzo di volontà, vince sempre lui, il coglione!
Articolo illuminante. Sembra fatto su misura per me. Combinazione ?
Sono felice per te, caro Marco, ma tu l’hai condiviso a sufficienza con i tuoi amici e conoscenti?
Salve Signor Pasquale,
mi sono imbattuta nel suo articolo e ne sono rimasta particolarmente colpita.
Le sue parole sono fonte di serenità e calma imperturbabile.
Avrei anche io da porle una domanda, è giusto che io accetti il mio compagno, in quanto essere diverso, per essere felice pur lui non soddisfacendomi, in quanto avente una visione diversa delle cose? O sarebbe più giusto che per supplire alla mia insoddisfazione concluda i miei 5 anni di relazione?
La ringrazio moltissimo e le auguro una buona giornata.
Cara Serena, come faccio a rispondere a una domanda così delicata e con così scarse informazioni? Mi sembra però che il tuo non sia un problema di accettazione, ma di relazione, e se non ti trovi con il tuo partner, dovresti trarre le debite conclusioni…

Tanti auguri!
Caro Pasquale,
Intanto vorrei ringraziarla per la sua pronta risposta.
Sì, immagino sia un problema relazionale, tuttavia avevo pensato, sbagliando, che fosse pertinente farle una domanda simile, in quanto vedevo l’accettazione incondizionata della realtà per vivere felici, di cui parlava nell’articolo sopracitato, anche nella relazione di coppia ovvero che qualora avessi accettato il mio compagno e non avessi più riposto in lui aspettative la relazione ne avrebbe giovato e anche io ne avrei tratto benefici.
Dunque, se ora ho capito bene, l’accettazione della realtà di cui parla non fa riferimento ai rapporti interpersonali?
Quindi di fronte alla domanda: “Accettare il diverso modo di pensare del proprio compagno, il cui agire spesso è frustrante,porterebbe ad avere una relazione felice con lui?”
Lei in questa circostanza risponderebbe di no e che sarebbe piuttosto un accontentarsi?
Mi scusi se non sono chiarissima, ma quello che mi premerebbe sapere sarebbe se lei ritiene secondo il suo discorso sia inutile darmi alla ricerca del compagno ideale perchè poi qualunque esso sia, essendo una persona a sè stante, richiederebbe l’accettazione di aspetti che mi darebbero frustrazione oppure che invece dovendo essere il proprio compagno, la persona che scegliamo di avere accanto per la vita, che sia doveroso piuttosto fare dei tentativi e scegliere di accettare qualcuno le cui diversità non rappresentino una frustrazione?
La ringrazio molto per il suo aiuto.
Cara Serena, l’acettazione non è rassegnazione, vittimismo, o fedeltà a oltranza nonostante tutto gridi contro di te e il tuo masochismo. L’accettazione serve a liberare da uno stato angoscioso causato da emozioni negative scatenate da pensieri angoscianti, in modo da recuperare la lucidità mentale perduta a causa di quelle emozioni.
Ma se dovrai scontrarti tutti i giorni con una persona che la pensa in maniera diversa da te, quando spariranno le emozioni negative? Mai, secondo me. In questo caso accettazione uguale a frustrazione.
Un altro discorso è quello di rinunciare volontariamente alla ricerca del compagno ideale e fare dei tentativi, se ho capito bene, per accettare nonostante tutto il compagno attuale. Anche perché il compagno ideale non esiste. Il matrimonio, come pure la convivenza, è un compromesso tra due persone che decidono di avere un progetto di vita insieme. Compromesso, però, non vuol dire che dovrà essere sempre la stessa persona a cedere, a dire sempre si.
Se le diversità del tuo compagno attuale non ti causano frustrazioni, significa che non sono poi così gravi. Non ti pare?
Caro Pasquale,
Ho trovato le sue parole molto di aiuto e la ringrazio moltissimo per avermi dato la conferma che cercavo!
Le auguro una buona continuazione di giornata.
Serena
Grazie Serena, meriti tanta felicità!
Ciao Pasquale.
Leggo l articolo in un momento di difficoltà. Anzi in un lungo periodo di difficoltà, dovuto alla fine di una storia, la seconda della mia vita.
È stata una storia piena di difficoltà, desideri infranti, incomprensioni.
L ho iniziata in un periodo di debolezza, uscivo da una storia di tre anni. E incontro lui, dolce, senza fronzoli, ma presente. Ero molto triste e paurosa, ma sicura di quelle emozioni che sentivo, che avvertivo come un riscatto. Lui purtroppo non.era la salvezza. Ha iniziato ad esser incostante, a inibire i miei slanci. Ha disdetto viaggi assieme, poi mi ha lasciata. Poi mi ha ripresa…poi mi ha lasciata di nuovo. Io non sono mai riuscita ad esprimermi, mi sono sentita sempre in forse, sempre in difetto. Lui mi cerca nuovamente, ma stavolta gli dico di no.
Dopo ci risentiamo e nuovamente mi dice di essere confuso, di non essere pronto ad una relazione vera. Gli do un ultimatum e lui nn reagisce o quasi. Provo ad uscire con un altro ragazzo, ma va a finire male. Capisco che è lui che voglio. Ma è già fidanzato, dopo sole due settimane. E recide dopo due anni il nostro legame. Lo vedo innamorato, preso, costante. Tutti inneggiano alla nuova coppia. Lei bellissima, estroversa, lui sorridente come non mai.
Accettare la realtà. ..cosa vuol dire?
Ammettere di aver perso due anni?
Di essere stata svuotata? Di averlo permesso?
Sentirmi uno scarto?
Io non sono estroversa, sicura, piena di amici…non ho ottenuto nulla…lei ha ottenuto tutto in tre mesi. Il suo amore.
Tutti mi dicevano che mi trattava male, che era in affidabile, immaturo.
Ma lui è felice, io consumata. Non ha avuto un po di rispetto per me.
E io non ne ho avuto per me stessa.
ho 35 anni e accettare la realta’ vuol dire sapere che cosi nn vado bene. ..nn sono amabile..
sono stata brava a lamentarmi e arrabbiarmi.
è tutta colpa mia?
Cara Carla, il motivo fondamentale per cui l’essere umano soffre dipende dal fatto che ognuno di noi vorrebbe controllare gli eventi e farli andare come a noi piacerebbe. Purtroppo, questo è possibile, almeno fino a un certo punto, quando le cose dipendono unicamente da noi stessi, ma quando sono interessate nel gioco altre persone, il controllo non solo è impossibile, ma anche assurdo.
Se poi ci mettiamo anche il fatto che nelle relazioni a due spesso siamo del tutto principianti, le cose diventano ancora più amare. A tale proposito ti consiglio di leggere il mio articolo “Sono gli elettroni a farci innamorare?”. Apprenderai cose che neanche ti immagtini, almeno se leggi attentamente fino in fondo.
Accettare la realtà, anche se amara e deludente, è sempre il primo passo per liberarsi da emozioni negative che ci offuscano la mente e non ci fanno ragionare.
Accettando la realtà potresti anche capire che l’uomo che tanto desideri in realtà non ti merita neanche! Hai avuto una grande fortuna a liberartene!!!
Ciao Pasquale,
ti ringrazio per la risposta. Mi ha rasserenata.
Concordo sul fatto che voler esercitare un controllo sugli altri porti sofferenza, perché è inevitabilmente un perimetro non nostro. Tanto più quando si tratta di sentimenti (o mancanza di sentimenti). Ahimè in questi due anni non ero lucida, incapace di accettare e affrontare la realtà. E ho sviluppato dipendenza dagli umori di un’altra persona, umori da me non condizionabili. Per quanto, sbagliando, ci abbia provato! Bisognerebbe avere la forza di troncare ciò che ci fa male. E di non farsi influenzare da ideali di amore=sacrificio o lotta a tutti i costi. Quando si è coinvolti è difficile rimanere saldi e coerenti. Ecco, vorrei capire come rimanere coerente quando il cuore va da una parte e la mente dall’altra.
Mi sono molto svilita e la mia autostima è andata sempre diminuendo. Per una persona che, come giustamente suggerisci, non merita il mio dolore e la mia sofferenza.
Purtroppo certe cose, che sono chiare nei momenti di lucidità, vengono meno quando ci si sente soli, vulnerabili, quando si respira “senso di colpa”. E io ne respiro tanto. Quando le cose vanno male tutti dispensano consigli e giudizi, che minano un equilibrio già instabile.
Ho letto quello che scrivi: amarsi, accettarsi, approvarsi…anche quando le cose non vanno bene! Verissimo, parole efficaci e semplici, allo stesso tempo. Ho letto l’articolo che mi hai suggerito sull’innamoramento, che deriva e viene mantenuto vivo dal desiderio, dalla non costante disponibilità, dal fatto di voler raggiungere qualcosa che non è a portata di mano. Sono d’accordo, la dinamica è quella. E all’inizio del mio rapporto sono riuscita a simulare distacco. In seguito è stato più complicato. Tuttavia, ingenuamente, spero di poter trovare qualcuno che mi apprezzi anche se ci sono, soprattutto perché ci sono. L’amore mi piace pensarlo incondizionato. Sono troppo romantica, forse…
Ciao Carla, dici: “Quando si è coinvolti è difficile rimanere saldi e coerenti. Ecco, vorrei capire come rimanere coerente quando il cuore va da una parte e la mente dall’altra”.
Bella domanda! L’innamoramento ci destabilizza perché è una sensazione irrazionale, senza logica, proprio ciò che ci vorrebbe per restare lucidi, freddi e coerenti. Tanto irrazionale e illogico che se non siamo corrisposti ci innamoriamo ancora di più, mentre la logica suggerirebbe di mandarlo o mandarla a quel paese! E allora come possiamo restare coerenti?
Secondo me bisognerebbe sapere già in partenza queste cose, ossia prima di innamorarsi. E bisognerebbe sapere anche che non è l’amore del partner che ci farà sentire felici. L’altro ci potrà sempre abbandonare, o lo potremo lasciare noi, e quindi non dovremmo cadere nell’errore di attaccarci troppo, proprio ciò che succede nell’innamoramento.
La donna, per non perdere il suo uomo, deve restare sempre un tantino fredda e non darsi mai completamente. Ma a questo punto potresti obiettare giustamente: questo tipo di amore freddo e controllato è ancora amore? In realtà col tempo, ossia dopo varie batoste… diventiamo proprio così, più freddi e razionali, e soffriamo anche meno. L’esperienza ci fa diventare più accorti e meno spontanei.
Ti auguro di realizzare il tuo sogno!
Ciao Carla, mi permetto di scrivere per condividere un malessere che come il tuo e il mio è di tante altre persone. Ho scoperto questo sito girando per il web, cercando articoli sull’autostima, sull’io, sull’allontanamento dei pensieri negativi. In questa ricerca di conforto mi sono imbattuto in tantissime testimonianze dolorose, di persone tristi, storie finite, separazioni, depressioni. Poi ho trovato gli articoli di Pasquale sull’allontanamento dei pensieri negativi e sull’accettazione della realtà che sinceramente sono gli unici che mi fanno stare un po’ meglio. Ho 38 anni, sono sposato da 4 e sono stato fidanzato per 3. La convivenza, il matrimonio, se non si sta attenti, possono portare alla routine, all’ appiattimento, al dare tutto per scontato, al non vedere quando l’altro ci manda segnali di insofferenza, richieste di aiuto. Sono molto innamorato di mia moglie ma da un mese lei mi ha detto piangendo che non sa più quello che prova. So di avere delle responsabilità in questo, non ho mai tradito mia moglie ma le mie ansie e depressioni periodiche mi hanno portato ad un allontanamento sia fisico che mentale dal lei. Quando mia moglie mi ha detto che non sa più se mi ama, improvvisamente ho capito di avere commesso degli errori ma purtroppo sono entrato in una spirale di mancanza di autostima, depressione, pensieri negativi, paure, desiderio di riconquistarla. Non siamo separati ma vedo che mia moglie è stanca. Io ho iniziato anche un percorso di psicoterapia, in ogni caso gli articoli di Pasquale sono molto efficaci. Tra esercizi di respirazione, psicoterapia, articoli letti, riesco a stare un po’ meglio, a liberarmi dalle paure compresa quella più grande che mia moglie mi lasci. Un’amore sbilanciato è brutto da vivere perchè ti porta verso la paura di perdere la persona amata o alla consapevolezza di averla persa ma allo stesso tempo io recuperando autostima cerco di non assillare mia moglie e contemporaneamente di starle vicino secondo le sue necessità per cercare di smettere di fare gli stessi errori fatti in passato. Non è facile ma alla base di tutto c’è il controllo dei pensieri e la ricerca di un’autostima e ovviamente anche l’accettazione della realtà che potrebbe essere anche quella peggiore (eventuale separazione)
Grazie per lo sfogo/testimonianza
Luca
Ciao Luca, alla base di tutto c’è l’accettazione della realtà per non perdere la lucidità mentale e il buon senso, ma occorre anche il pensiero positivo e l’ottimismo. Solo l’ottimismo ci preserva dai pensieri negativi che sono generati dalle credenze limitanti, dalle nostre insaziabili pretese e dal non avere ben chiaro il proprio scopo di vita.
E’ vero, il matrimonio appiattisce, stanca, allontana dal partner a prescindere dal suo stesso comportamento… A questo servono i figli che cementano l’unione nel mentre si vivono insieme le apprensioni per crescerli e mantenerli in buona salute.
Ma c’è una cosa che i due coniugi non dovrebbero mai dimenticare: il matrimonio è un compromesso tra due persone che decidono di volersi bene e di avere un progetto di vita insieme. Compromesso significa che le cose spesso non andranno in maniera perfetta, ossia come vorresti tu, e se vuoi continuare a stare insieme, devi saper cedere e accettare che lei (o lui) la pensi in maniera diversa. La flessibilità è la migliore virtù anche nel matrimonio. Solo il tempo smussa le pretese individuali e armonizza la coppia.
Quanto al sesso che cala vertiginosamente nella giovane coppia, ai nuovi innamoramenti e alle tante tentazioni alle quali i giovani sposi vanno soggetti, bisogna sapersi barcamenare e cercare di non rompere il contratto per evitare di ritrovarsi immancabilmente in una nuova storia del tutto identica, e per gli strascici legali, anche peggiore rispetto alla prima…
Come scrive Giulio Cesare Giacobbe, la monogamia non fa per l’uomo: meglio un harem per chi se lo può permettere…
Caro Pasquale sto vivendo un periodo stranissimo, l’ansia mi sta affliggendo. Mi vengo attacco di essa continuamente perché ho paura delle malattie della morte ed ho paura di vivere. Ma il fatto che mi fa rabbia è che io non sono mai stato cosi, sono una persona solare che vuole fare mille cose. E poi ho la sensazione a volte di non provare emozini. Ho letto il tuo articolo in alcune parti mi ha sollevato però non so se con il tempo riuscirò a “guarire”
Caro Davide, le tue paure sono scatenate dai tuoi pensieri negativi. Se non sei stato smepre così, significa che stai vivendo alcune esperienze poco gratificanti che hanno buttato giù la tua autostima e instaurato paure e pessimismo.
Non ha senso dire che non provi emozioni perché l’ansia e la paura sono le emozioni regine! Forse volevi dire che non provi più emozioni positive?

Caro Dott. Foglia,
leggere le sue parole mi ha fatto venir voglia di stampare il suo articolo e appendermelo in camera proprio per non scordarmi mai che tutto quello che dice è la verità. E come tale devo accettarla per essere felice.
La mia situazione credo sia meno grave delle precedenti che ho avuto la possibilità di leggere sotto.. io so soltanto che da diversi mesi a questa parte sono negativa, invidiosa, sempre in preda a pensieri negativi, non credo di provare odio ma sono egoista, mi occorrerebbe una grande dose di autostima. Tutti questi comportamenti nei confronti del mio fidanzato (ormai da 4 anni e mezzi) -io ho 23 anni e lui 27- .
Lo tartasso di domande, nella mia testa balenano sempre pensieri negativi con le altre donne, preoccupazioni anche se sono certa che lui mi ami da morire esatamente come me,anzi addirittura di più, sembra un angelo anche se con questa sitauzione soffre e ultimamente perde la pazienza ma credo che queste cose siano traslate. Le spiego: Credo che queste paure le addito a lui per paura che possa ‘fare/pensare’ come me.. io sono certa che se ci fosse la possibilità di ‘adulterio’ ne sarei lusingata ma sdevierei assolutamente l’ostacolo ed è qui che casca l’asino.. ripenserei a questa situazione, ne sarei felice.. in primis perchè sono stata “una brava persona, rispettosa, ho saputo reagire bene in concomitanza con il mio amore” dall’altra penso “woow, io mi faccio tutti questi problemi poi, magari, alle persone posso risultare, simpatica, intrigante, piacente.. e se il mio posto fosse con qualcun altro che mi accetti/desideri?” Quindi da qualche giorno a questa parte oltre ad essere possessiva/gelosa per natura anche ossessionata dal dubbio che vorrei NON provare assolutamente. Perchè mi faccio 15035654 domande e dò attenzione a persone che non mi interessano? Voglio vivere felice accanto al mio uomo, senza far caso a tutte le donne del mondo, dalla gelataia, alla vicina, alla cassiera.. (il bello è che mi capita di pensare, se un’eventuale donna possa piacere, anche se il mio ragazzo di trova a casa sua e io sono a lavoro, al supermercato, per strada.. credo sia invidia o ansia) e senza cadere in ‘tentazioni’ o lusinghe.. voglio star bene con me stessa, nonostante faccia molta attività fisica, voglio essere soddisfatta del mio essere, del mio corpo, del mio lavoro, della mia famiglia(che, giustamente, incolpa me quando vede che per estrapolare ogni minima parola al mio fidanzato sia al cellulare quando parliamo sia dal vivo, urlo, parlo fino allo sfinimento.. da la colpa a me al mio brutto carattere, alla mia incoscenza..) VOGLIO ESSERE LIBERA DAI BRUTTI PENSIERI E DANNATAMENTE FELICE. Secondo lei c’è contrapposizione nei pensieri di cui sopra? Cosa ne pensa? Attendo un suo parere.. Grazie in anticipo, complimenti per tutto il suo percorso e buona fortuna per la sua malattia. Un abbraccio
Cara Debora, dalla tua lettera emerge chiaramente che sei insicura e come dici tu stessa, ti “occorrerebbe una grande dose di autostima”. I tuoi pensieri negativi su te stessa scatenano la gelosia e la paura di perderlo.
Tutto questo dipende anche dal fatto che hai messo il tuo ragazzo su di un piedistallo e conseguentemente tu ti senti più o meno insignficante rispetto a lui. Lui lo avverte d’istinto e si lascia tartassare di domande e perde la pazienza. Dovresti fare il contrario, cioè far si che lui metta te sul piedistallo, ma ciò richiede innanzitutto tanta sicurezza ed esperienza da parte tua.
Impara a volerti bene a prescindere, mandati un bacio nello specchio ogni volta che ci passi davanti e impara ad essere ottimista e positiva. Insomma bando al pessimismo!

caro signore tuoi parole fanno bene anche non so che dire …io soffro tanto sono in un tunnel che non posso uscire mio compagno dopo 10 anni di relazione felice é nata nostra figlia che ha adesso 2 anni anche ho una alta figlia che ha 14 anni da mio ex marito.. e allora abbiamo deciso di convivere e da quel giorno che ha cominciata la convivenza é cambiato un altro uomo che non conosco da gentile a cattivo da positivo a negativo da una che mi fa incoraggiare a uno che mi dice che sono stupida senza cervello e da uno che mi dice che sono in gamba a Africa perché io di origine tunisina…mai sentito un insulto da lui prima mai ..oggi con due figlie e senza lavoro neanche amice o famiglia accanto che mi darà mano e anche é la prima volta che parlo di questo argomento la cosa più brutta che in casa insulta tutti. .sto male perché stanca di sentire insulti e geneggatte per un motivo è anche senza si scarica sua rabbia in casa ma con gli altri é gentile sorridente..sono isolata anche da sua famiglia perché sua ex moglie gli frequenti e quel territorio é solo loro. .frequenta la casa di moglie quasi cortidianamente ..a casa é staccato da me o al computer o divano con telecomando in mano o a dormire. .ultimamente mi ha regalato l’anello di fidanzamento dopo una grande litigio che gli ho detto non voglio più vederti ma pasta poco che torni peggio di prima. .Non riesco a credere che dopo un grande amore e complicità é diventato così aggressivo polemico. lui ha 58 anni e io 40 e da poco che conviviamo ha lasciato la casa di sua ex moglie é venuto a casa mia in affitto. ..per 10 anni pensavo che lui separato ma da poco che ho scoperto che era bugia oggi ora mai nata nostra figlia e non so più con cosa cominci. ..
Gentilissimo dott a quattro mesi dal parto sono sfociato in me tante paure che posso commettere del male su mio figlio e i sensi di colpa su questi pensieri mi fanno male che piango di continuo. …può una ragazza che ha sempre desiderato essere una brava madre non come mia madre lo è stata con me …soffrire così tanto al pensiero di fare qualcosa di irreparabile.. quando non ho mai fatto male ad una mosca ???mio figlio e la Pers più import della mia vita e con questi pensieracci neanche me lo riesco più a vivere. ..mi può rispondere? ??
Cara Jasmine,
speravi che la nscita del tuo primo figlio portasse soltanto tanta gioia? Ogni medaglia ha sempre due facce purtroppo.
Pensavi che non ci sarebbero state difficoltà di alcun genere e invece la tua vita è completamente cambiata, non ron riesci più a chiudere occhio, e non hai neanche il tempo per andare daklla parrucchiera. Il problema dei genitori è sempre questo: mettono in preventivo soltanto la gioia di essere genitori, ma mai la faticaccia che ci vuole per crescere un neonato,specialmente se si è soli e senza nonne!
L’unico consiglio che posso darti, cara Jasmine, è di chiedere aiuto a tua madre, a tua sorella, a tua suocera, a tua cognata…
Abbi pazienza e tutto si sistemerà!
E lei dice che potrò arrivare davvero a commettere qualcosa di tragico su di lui ???
Purtroppo, in un momento di rabbia furente, potrebbe anche succedere, ma non solo a te, a tutte le mamme.
Tutti noi diventiamo BESTIE feroci quando ci arrabbiamo. Non scordarlo mai!
Perciò cerca sempre di restare calma, e quando ti vengono certi brutti pensieri a causa dell’ansia e della stanchezza, recita il mmantra “Ho tutto sotto controllo” o qualche altro rasserenante.
Ciao

pasquale
Caro Pasquale, sono una ragazza di appena 18 anni e ho dei continui pensieri negativi che non mi permettono di vivere serenamente. Piango di continuo e non riesco ad apprezzare tutto ciò che ho intorno e che ho sudato veramente tanto per avere. Sto con un ragazzo da 8 mesi e mi sta aiutando tanto eppure quando sto con lui penso sempre : e se non lo amo? E se non è quello giusto? Mi sento in colpa a pensare tutto questo. Inoltre non ho avuto un infanzia semplice e il ragazzo precedente al mio attuale fidanzato mi ha veramente fatto stare male, mi ha tradita e offendeva il mio essere e il mio aspetto fisico è un ragazzo che non vorrei di nuovo accanto a me eppure l’ansia che ho dentro mi fa credere il contrario, come se non mi meritassi tutto ciò che ho..come se volessi accanto le persone che mi hanno sempre fatto stare male…non so che devo fare veramente. Potrebbe darmi un consiglio? Devo o no dare ragione a questi pensieri?
Tutti i consigli che vuoi, Valeria, e di prima classe! I tuoi pensieri negativi sono soltanto i sintomi del malessere, come del resto le relative emozioni. Essi sono causati dalle tue credenze negative su te stessa che sono la causa scatenante dei pensieri e delle emozioni. Le credenze altro non sono altro che le opinioni o ide che hai su te stessa. E la credenza più importante è l’autostima! Cosa pensi di te stessa…?
Che vuoi farci: è lo scotto dell’età! Devi crescere, devi fare esperienza di vita. Soltanto attraverso l’esperienza si diventa sicuri di sé e si affronta la vita senza ansia e senza paure.
Mettiti in gioco spesso, non temere lo stress iniziale, e in poco tempo diventi una persona adulta, ossia autonoma e indipendente.
Dottor Foglia, Ho letto l articolo con molta attenzione. Le sue parole mi regalano una linea di speranza che in questo momento della Mia vita necessito. Sono un ragazzo Di 29 anni e vivo in Australia. Mi trovo coinvolto in un processo giudiziario assurdo per Delle cose che non ho fatto e che sono stato accusato Di fare. I mass media mi stanno inghiottendo senza motivo e stanno esponendo me e mia moglie ad una situazione critica. Mia moglie ha perso il bambino che aveva in grembo 2 giorni fa; Lo stress e la pressione che ci stanno mettendo e’ assurdo. Mi vedo barcollare psicologicamente e vedo Mia moglie triste e disperata. Eravamo una Coppia perfetta fino a quando tutto questo processo, mosso da accuse non vere e infamanti, ha distrutto tutto. La perdita Di nostro figlio CI ha fatto capire che dobbiamo lottare per la giustizia. Non e’ semplice tuttavia. Vedo la Mia forza interiore venire meno, vedo la Mia frustrazione e Le mie lacrime prendere piede, piuttosto che la Mia voglia Di reagire. La Mia famiglia in Italia e’ preoccupata, molto. Dottore, con il cuore in mano, mi dia dei consigli Su come affrontare questo periodo troppo nero. Per favore, mi faccia capire che tutto alla fine si sistemera’, che tutto passera’, che questo Grigio andra’ via per far posto al sole. Grazie Di cuore
Roberto, io nel tuo caso partirei da questo presupposto: i mali non vengono mai soltanto per nuocere. Spesso, ciò che attualmente può sembrare una tragedia si rivela col tempo una autentica fortuna. E proprio perchè si rivelerà una fortuna, occorre pagarne il prezzo…
La paura è causata sempre e soltanto dal non sapere come affrontare una minaccia. Perciò hai bisogno di un buon avvocato! Credo anch’io che tu sia innocente, perciò tutto passerà, tutto si sistemerà e il sole ritornerà a brillare nella vostra vita. Abbi fede nella giustizia.
Salve dottore….già tempo fa l’avevo contattata ma il mio problema continua….sono una ragazza di 27 anni e l’anno prossimo,dopo 9 anni di fidanzamento mi sposerò. .ho avuto un’infanzia con alti e bassi…sei anni fa i miei si sono separati, e io sono andata a vivere con mia madre e il compagno…perché con mio padre non andavo d’accordo…comunque mia madre ha un bambino con il compagno,il mio adorato fratellino…mi occupo io di lui perché mia madre lavora e sia io e il bambino siamo molto legati..circa tre mesi fa mi sono arrabbiata con lui e d’improvviso ho cominciato a pensare cose brutte (era un periodo di ansia a causa dell’organizzazione del matrimonio )…ogni giorno penso cose brutte come se volessi il suo male,è la mia mente,io lo adoro per me è tutto…avvolte non riesco a stargli vicino perché penso cose terribili. ..piango tutto il giorno,non mi va di fare niente, neanche pensare al matrimonio…da un mese vado da uno psicologo ma non vedo nessun risultato in me anche se lui è molto professionale. ..la maggior parte dei miei cari sa di questa mia situazione e mi incoraggiano a non dare peso però non sanno i pensieri orribili che faccio solo lo psicologo. ..il problema è che io amo il mio fratellino e mai e poi mai gli farei del male…su certe cose sono migliorata non le penso più ma appena si allontana uno ne viene fuori un altro e io sono esausta a combattere..mi sento una persona cattiva che non merita proprio di vivere…come faccio a vivere così. ..con questi brutti pensieri che non vanno via…non posso neanche guardare telegiornale o altro che penso cose brutte..la prego mi aiuti a dare una risposta..
Angy, non posso darti alcun consiglio perché sei in terapia da uno psicologo che è sicuramente la figura professionale più idonea per questo genere di problemi. Abbi fede in lui e tutto si sistemerà.
La ringrazio tantissimo..un’ultima domanda,lei pensa che non devo dare peso a “questi pensieri”?cioè se sono pensieri negativi che noi non comandiamo ,è normale pensarli? Forse perché sono troppo legata al bambino e averli pensati mi fa stare male…non riesco a trovare una risposta
bellissimo articolo mi sono emozionato…hai detto tantissime cose vere che poche persone sanno, ma che sono importantissime… grazie davvero 🙂
Ciao Giovanni, il tuo comento dimostra la tua levatura. Grazie.
Buongiorno dottore, mi ha colpito il suo articolo soprattutto per il filo cristiano che lo permea…ho 28 anni, ho fatto una terapia individuale e poi una di coppia e conosco il tema dell’accettazione…ma come ci si accetta se non ci si conosce? Intendo dire: io non mi trovo bella, mi faccio problemi per il mio seno piccolo e poi tutti mi dicono che mi trovano molto bella. Cosa accetto? Cioè qui il problema è di non conoscersi. E poi…da cosa ho origine la mancata accettazione? Dall’assenza di riconoscimento da parte dei genitori? Dalla società moderna? Perché alcune persone sono in pace ed altre no?
Cara Arstina,
il fatto che non ti trovi bella, che pensi di avere il seno piccolo e ciò nonostante gli altri ti trovano bella, ti dovrebbe far capire subito che hai un problema di bassa autostima. Quando l’autostima è bassa, la persona si cerca sempre un difetto fisico, per lo più non vero. Io, per esempio quand’ero un ragazzo innamorato… credevo di avere le gambe storte, cosa assolutamente falsa: la realtà era soltanto che mi sentivo inferiore agli altri, ero timido.
Probabilmente la bassa autostima dipende dall’aver avuto genitori severi che anziché riempire di coccole criticavano spesso. Ma ora non dipende più dai tuoi genitori, dipende solo da te.
“Da cosa deriva la mancata accettazione”? Ogni cosa deriva sempre dai nostri pensieri e/o giudizi su noi stessi. I brutti pensieri scatenano emozioni negative che offuscano la mente e non ci fanno ragionare con logica, serenità e obbiettività. Le emozioni ci rendono stupidi e abbassano l’autostima! Quindi l’accettazione di sé ci libera dalle emozioni negative e recuperiamo la lucidità mentale, la capacità di ragionare e ascoltare i consigli.
I tuoi giudizi/pensieri negativi su di te sono scatenati dalla tua credenza negativa di avere seni piccoli e di non essere bella.
“Cosa accetto?” Devi semplicemente volerti bene e accettarti proprio così come sei. Una volta che ti sei accettata così come sei, ti liberi dalla confusione e dalla negatività e potrai capire che se anche i tuoi seni fossero davvero piccoli, ci sono sempre ragazzi che li preferiscono così e ti trovano bella. Comunque puoi sempre fare un po’ di ginnastica per renderli sodi e belli. E ti devi anche convincere che se ti dicono che sei bella, è proprio vero, ci devi credere e ringraziare chi te lo dice anziché schernirti. E nel momento in cui cominci a crederci, migliori la tua autostima, la fiducia in te stessa e non avrai più problemi: smetterai di sentirti inferiore alle tue amiche e conoscenti…
In ogni caso devi anche accettare che ci sono ragazze più belle di te, così come ce ne sono altrettante meno belle di te. E’ così per tutti.
In conclusione, cambi i tuoi pensieri/giudizi su di te, in modo che ti liberi dalle emozioni negative che ti fanno stare male, e così migliorerà la tua autostima e ti sarà facile accettarti. Anzi non avrai più neanche il problema di accettarti perché ti sentirai una ragazza normale e senza problemi immaginari…
Comunque alla tua età è normale sentirsi imperfetti.
Tanti auguri
Buonasera Pasquale, ascolti, io ho un problema abbstanza grave che magari all’impatto può sembrare banale ma mi sta logorando. Io sono brutto, davvero brutto. E’ una cosa certa, non opinabile, questione di simmetria ossea e di conseguenza non trascurabile.
Ora, non sarà tutto nella vita ma il mio conflitto ha preso da tempo una piega quasi universale.
Mi chiedo sempre più spesso perchè alla fine dovrei essere felice se non sono stato progettato materialmente per esserlo?
Insomma, la storia dell’accettazione io la vedo più come una resa. Alla fine distruggermi in tutto e per tutto è l’unico modo che ho per mostrare il Medio all’ingiustizia che è la via in generale.
E lo so, lo so, il dito Medio per lei è vivere sereni.
Ma io non la vedo così.
Ho ormai trentaquattro anni. Non ho mai ricevuto amore anche se ne ho dato parecchio inutilmente. Sono giovane ma non mi interessa portare avanti una causa così dura da digerire. Insomma,sono davvero stufo , e so di non essere abbastanza forte per combattere un Handicap così grave sotto tutti gli aspetti.
Non credo ne valga la pena, davvero. Immagino che la felicità e la bellezza debbano essere perpendicolari e anche i Brutti di successo a me sembrano davvero tutti tristi.
Cosa ne pansa lei?
Ha mai avuto tra le mani storie di brutti veri che c’e l’hanno fatta?
Caro Daniele,
tu potresti anche essere bello, ma se pensi che sei brutto, secondo te cosa conta? Ovviamente conta quello che tu pensi di essere, non ciò che sei veramente.
La felicità non dipende dall’essere belli o brutti, o dall’essere ricchi o poveri, e neanche dall’avere o meno successo nella vita. La felicità è un’emozione, e come tutte le emozioni, dipende unicamente dai nostri pensieri. La felicità consiste nel far prevalere le emozioni positive su quelle negative.
Daniele, tu pensi al fatto che sei brutto in maniera ossessiva, te ne fai una colpa, lo ritiene una grande ingiustizia, e questi pensieri negativi ti fanno stare molto male.
Tu stai bene soltanto nei momenti in cui ti scordi di essere brutto, per esempio quando giochi. Stai bene quando non ci pensi. Quando non ci pensi, non conta il fatto che sei brutto. In quei momenti sei anche sereno e spensierato e hai anche buone performance. Peccato che sono rari questi momenti. Peccato che ti ricordi subito che sei brutto. Peccato che pensi troppo spesso che sei brutto.
E quanto più ci pensi e desideri essere diverso, ossia quanto più non accetti la tua realtà, più ti senti brutto e infelice. E soffri terribilmente perché le tue emozioni negative diventano intense, struggenti e prevalenti.
L’accettazione non è mai una resa, ma una liberazione. Liberazione dalle emozioni negative che accompagnano automaticamente il rimuginare sull’essere brutto. Le emozioni cessano nel momento in cui accetti di essere brutto perchè non ci pensi più ossessivamente, come se fosse una tua colpa, un marchio crudele, un’ingiustizia divina.
Bellezza e bruttezza si equivalgono nell’universo. Non tutti posono essere belli, così come non tutti possono essere ricchi, non tutti possono avere successo, non tutti possono godere di buona salute, e così via. L’universo si regge grazie agli opposti come il giorno e la notte, la luce e il buio, il caldo e il freddo, il bel tempo e il cattivo tempo, la sazietà e la fame, la soddisfazione e l’insoddisfazione…
C’è chi ha avuto il privilegio di essere bello e chi ha avuto il privilegio di essere brutto. Guai se non ci fossero brutti: non ci sarebbe più l’universo! Pertanto anche essere brutti è un privilegio che non tutti si possono concedere…
Forse hai capito che per la natura non conta un tubo essere belli o brutti, perchè entrambi ci devono essere assolutamente, entrambi servono, entrambi sono necessari al funzionamento armonico dell’universo. Il positivo non è superiore per importanza al negativo: entrambi servono.
L’uomo non soffre perché è fisicamente brutto, povero o sfortunato, ma a causa dei suoi “pensieri” o “giudizi” su come dovrebbero essere le cose…
Questo è il grande e inutile drammma dell’umanità. Nessuno è contento per come vanno le cose. Tutti hanno qualcosa da rimproverare al Creatore, persino il più stupido e ignorante degli uomini. E il creatore se la ride perché non vede mai il singolo, ma tutto l’insieme. Ciò che conta veramente per il Creatore è che non manchi alcuna condizione nell’universo e che il tutto si distribuisca secondo la curva di Gauss.
Potresti dirmi: “Ma intanto io soffro perché mi sento brutto. E non è giusto!”
La mia risposta è questa: tu soffri soltanto perché non accetti la realtà, non accetti di essere così come sei, e perchè CREDI ERRONEAMENTE CHE SIA INGIUSTO. Tu soffri perché dai troppa importanza a questo aspetto del tuo fisico e perché non accetti di essere diverso dagli altri. E siccome non ti accetti, ne paghi le conseguenze perché stai molto male.
Nel momento in cui accetti di essere brutto, scompaiono le tue emozioni negative e cessi di soffrire; e cessi anche di essere brutto perché non ci pensi più. Più rifiuti la realtà e vorresti cambiarla, più ti rodi dall’invidia per chi è bello, non sapendo che magari costui è ancora più infelice di te per altri motivi… o meglio per altri pensieri.
Daniele, accetta la realtà e sarai felice per sempre! Accettare la realtà significa liberarsi dei pensieri ossessivi e delle emozioni negative che li accompagnano.
Non fare come chi soffre perché ha paura di morire: costui non sa che tutti dobbiamo morire e soltanto quando se ne rende conto e l’accetta, non ci pensa più e riesce anche ad essere felice.
Essere felice o infelice non dipende dalle proprie condizioni, oggettive o meno, ma unicamente dai propri pensieri.
Scegli di essere felice.
mi è piaciuto tanto questa parte:
La felicità non dipende dall’essere belli o brutti, o dall’essere ricchi o poveri, e neanche dall’avere o meno successo nella vita. La felicità è un’emozione, e come tutte le emozioni, dipende unicamente dai nostri pensieri. La felicità consiste nel far prevalere le emozioni positive su quelle negative.
su wikipedia e un po’ dappertutto c’è scritto che la felicità è la realizzazione dei propri desideri…cioè è legata alle proprie volontà…
invece io credo che sia più come dice lei…cioè legata ai pensieri
Molto bene, Giovanni, sei in gamba!
Non riesco a scrivere
Buona sera , ho letto il suo articolo le racconto la mia storia in brevi parole . Sono sposata da quasi tre annin ed ho un figlio di 2 e mezzo dopo un mese che ho conosciuto mio marito sono rimasta incinta dopo lui è stato trasferito fuori città e io sono andata con lui finché mio zio nonché un padre per me non scopre che ha 4 settimane di vita torno nella mia città ….. Mio marito intanto rimane , mio zio muore prima del compleanno di mio figlio e mio marito non viene al funerale …. Perché dice che non aveva giorni … Conseguenze mio marito ha un altra ecco perché …. Mai ammesso ma scoperto da me foto messaggi ecc ….. Disperata e sull orlo di uscire pazza chiedo la separazione lui impassibile … Sull atto che me ne vado di casa con il bambino e vado da mia madre … Lui cambia , dice che non vuole separarsi più . L amante nonché sua attuale collega al lavoro viene informata da me ( perché ormai anche cinfidente sua ero diventata ) . Io per il bambino e per me l ho perdonato e da lì è’ iniziato l altro inferno …. Mio figlio felice , mi sono ritrasferita fuori città ma con lui tutto è ‘ cambiato , ho pensato mille volte di prendere tutto e tornare a casa da mia madre , non mi fido più tutto ciò che c e di positivo lo metto in dubbio …. Attacchi di panico D ansia. Non sto più bene con lui è qui siamo soli … Non ho ne mia mamma ne nessuno … Sono in casa nella prigione a combattere con il disordine mio mentale e materiale , io penso che la vita sia fatta di scelte e forse ho preso quella sbagliata se emotivamente sono a pezzi …. Penso che manco il tempo potrà aiutarmi a superare … Perché mi ha fatto troppo male ed ho blocchi energetici paurosi … Mia madre mi dice che non mi riconosce più . Sono tra due scelte o scelgo la mia felicità perché tornando anche se da mia madre non è facile ma ho un aiuto vista la mia condizione psicologica attuale torno a dipingere a fare eventi a ritrovare me stessa non pensando a mio figlio ed essendo egoista oppure stringo i denti ed accetto il fatto che non penso di amarmi stando con un uomo che mi ha fatto così male che non riesco a perdonare perché evidentemente non l ho mai amato o penso e rimando sperduta in questo posto dove manco capisco cosa ci faccio . È’ come se dentro di me c è ‘ una voce che mi dice Ale lascia tutto vai segui il tuo istinto sarà difficile ma sarai felice , troverai te stessa e comincerai ad amarti e l altra che dice : sei madre e moglie , pensa a tuo figlio che sta bene con il padre vicino pensa a cucinare a pulire ecc . Io purtroppo sono spirito libero e vedo tutto come una Catena . Scusa lo sfogo ma in questo periodo vorrei un punto di riferimento , invece mi ritrovo ogni mattina con sensi di vomito perché non accetto dove sono e cosa sono . Grazie
Alessia, non accetti dove sei e cosa sei. E così ti ritrovi ogni mattina con sensi di vomito.
Non accettare la tua persona ti porta a pensare sempre le stesse e così continui a provare le sensazioni di disgusto di te stessa.
Accettare significa libertà dalla schiavitù dei brutti pensieri e delle brutte emozioni. Solo ingoiando il rospo, si dissolvono le emozioni che ti confondono e ti accecano, e recuperi la lucidità mentale che ti consente di rimboccarti le maniche e riprendere la tua vita nelle tue mani.
Cari saluti.

Salve pasquale davvero stupendo questo articolo vorrei un consiglio
Io ho 25 anni e in passato sonp stato preso in giro dai miei amici. Il motivo e stato banale e senza senso. Lo spiego siccome ho avuto in operazipne di idrocelei hanno messo in brutto soprannome.. Vabe lo dico mezzapalla!!!! Questa storia e andata avanti per un paio di anni e io mi spnp sempre ribellato. Ora pero che nn mi chiamano piu cosi in faccia ho il timore cje quel nomignolo mi sia rimasto come identificazione!!!!!! Sto davvero male la mia mente si e bloccata penso sempre a quello parola. Mi e rimasto un trauma solo a probunciarla
Il problema e che nn voglio essere ricordato come m. Pp!!! Premetto che nn sono sicuro che mi choamino ancora cosi quei 4 stupidi ma allo stesso tempo nn so a quante persone possano averlo dettoo e la paura ché si sia sparsa la voce mi uccide. Come faccio ad uscirne secondo lei come si fa ad accettare una cosa che ga star male!! La ringrazio aspetto una risposta
P.s hp altri amici chei chiamano con ilio vero nomea nn riesco a mn pensare a quefli altri perche ho paura chéi rimanga per sempre come si usa in questi paesi di ignorantii. Spero che siano cresciuti e mn mi chiamano pou cosi ma ci credo poco visto che ho sentito uno dirlo un anno fa.
Luca, sei così sicuro che essere “mezzapalla” sia il tuo vero problema? Se la tua autostima fosse sana, te ne fregheresti e la prenderesti a ridere.
Per alleviare le proprie sofferenze si cerca sempre un capro espiatorio e molte volte ce la prendiamo con parti del nostro corpo.
Sai cosa devi fare? Chiamati tu spesso mezzapalla, sfottiti tu stesso per primo, insomma prendila a ridere. Questo stratagemma migliorerà anche la considerazione che hai di te stesso IN LINEA GENERALE, ossia la tua autostima.
Ma permettimi di suggerirti un ebook molto richiesto su Amazon, Macroilibrarsi e Il Giardino dei libri: “COME ACCRESCERE VELOCEMENTE L’AUTOSTIMA”.
La mia autostima e a pezzi proprio per questo nomignolo del cavolo. Essere identificato come mezzapalla mi fa male e penso che farenbe male a kiunque. Nn so proprio come superare questo trauma che ho twnuto dentro per molti anni. Ho cercato di scrollarmelo di dosso questo nomignolo e spero di esserci riuscito. Ma nn penso. Il mio psicologo dice che devo accettare il fatto che mi chiamino mezzappalla. Ma nn ci riesco proprio perche deco darla vinta a coloro che mi hann dato sto soprannome?? E un soprannome offensivo!!! Cmq la ringrazio per la risposta
Non è il soprannome in sé che è offensivo, ma il modo come tu lo giudichi. Un altro al tuo posto se ne fregherebbe. Luca, hai emozioni negative che ti fanno stare male e soffrire soltanto a causa dei tuoi pensieri negativi su te stesso. Il soprannome fa da capro espiatorio. In realtà sono i tuoi pensieri sbagliati la causa di tutte le tue sensazioni negative.
Ma dove sta scritto che un soprannome debba fare soffrire così tanto! Liberati di questa credenza assurda! Sospetto che sei tu che vuoi soffrire, o forse autopunirti per questa situazione che non riesci a mandare giù.
Luca, tu non hai scampo: o accetti la realtà e ti liberi delle emozioni negative che ti fanno soffrire, oppure la rifiuti e continui a stare male con te stesso e il mondo intorno a te!
Nel mio articolo: “Ricordi e pensieri negativi: come spazzarli via“, troverai il modo come liberarti dei tuoi pensieri ossessivi.
Ciao pasquale!! Molto bello il tuo articolo, veramente!! Ma vorrei chiederti una cosa!! Io soffro di disturbo ossessivo Compulsivo inAlessio senti mia madre ha la febbre non può guardare Anna! Io oggi lavoro pure di pomeriggio ! C’è tua madre a casa? In caso la porto a lei! centrato sulla relazione di coppia!! Io in tre anni e mezzo di storia ho fatto passi da gigante!! Prima non riuscivo neanche a guardarlo in faccia!! Io so di amare il mio ragazzo ma la mia maledetta testa mi dice : no, non così!! Lui non ti rende felice , non stai bene con te stessa x colpa sua se sei triste é colpa sua ! Se soffri di DOC é colpa sua !! E tante altre cose simili! È come se dessi la colpa a lui di tutto quello che mi succede !! Ma perché mi succede questo secondo lei? Apparte il DOC ! Io si di amarlo ma la testa mi dice altro è come se fossi divisa in due parti!! Ho combattuto tanto contro tutto questo ma ora mi senti stanca , stremata!! Ho una figlia di 6 anni e mezzo avuta da una precedente relazione che mi ha fatto soffrire tanto !! Non so se c’entra qualcosa!! Secondo lei pasquale cosa posso fare? Dovrei accettare la realtà si , ma quale?? la ringrazio in anticipo e le auguro buona serata!
Cara Cristina,
accettare la realtà signfica anche assumersi le proprie responsabilità e rimboccarsi le maniche. La resposnabilità di tutto ciò che ci succede è sempre nostra, non dipende dal comportamento degli altri. Se pretendi di cambiare gli altri arriva il DOC!
Gli altri si possono soltanto accettare e amare così come sono, senza pretese assurde, senza aspettarsi che lui si comporti come piacerrebbe a noi… Le nostre pretese ci ammazzano letteralmente! Sono le pretese che causano le emozioni negative; sono le pretese esagerate e assurde che ci fanno soffrire. Le tue pretese ti causano il disturbo ossessivo compulsivo. E allora cosa dovresti fare?
Impara ad amare, a voler bene senza pretendere nulla in cambio, senza aspettarti nulla da lui: GUARIRAI ALL’ISTANTE!
Ciao pasquale!! Vedo che nel commento che ho scritto si é inserito il testo di un mio mess personale non so come!! Boh comunque io sono tre anni e mezzo che uso strategie x vincere le mie ossessioni, ho fatto anche quello che mi hai consigliato tu ma puntualmente ci ricasco!! Il fatto è in questa fase adesso pretendo da ME stessa, perché vorrei amarlo di più perché in questo stato i sentimenti vanno a farsi benedire e quindi entro in confusione e penso che invece dovrei stare bene e che se non sto bene significa che non lo amo eccetera cioè ormai è un circolo vizioso !! Cioè come ben sai questa malattia va a cicli ogni volta si attacca a qualcosa !! Ho passato un periodo stupendo in cui ho pensato veramente di essere guarita!! È invece puff! Scusami lo sfogo ma é dura, molto dura!! Comunque le tue parole mi hanno tirato un po’ su , grazie!! Devo rimboccarmi le maniche come dici tu!!
Ciao Cristina,
rilassati, prenditela comoda. NON PRETENDERE ASOLUTAMENTE NULLA DA TE STESSA, E NEANCHE DAGLI ALTRI. L’equilibrio si raggiunge gradualmente e col tempo.
Se elimini le tue pretese, smetterai di angustiarti e di arrabbiarti per come vanno le cose e cesserà il DOC. Lascia andare le cose. Molla la presa. Non prendere la vita troppo sul serio. Pensa sempre e soltanto positivo!
Premiati, anziché ingiuriarti, perché tu già fai il massimo!
Grazie x la tempestività con cui rispondi!! Hai ragione , devo stare rilassata ho un caratteraccio!! Sono sarà molto difficile cambiare perché sono sempre stata così!! Anche x l’educazione che ho avuto fin da piccola!!
Buonasera, 4 anni fa ho perso mia figlia di 2 anni a causa di un tumore. Vivo la vita con un ansia simile a chi sta per perdere un treno. Sono vittima dei miei pensieri negativi. Mi sento diventata una scultura di ghiaccio. Mi sono ritrovata perfettamente nelle sue parole. Vorrei trovare la strada per accettare la mia realtà e tornare a vivere come una persona normale..
Giulia, anche i dolori più atroci si attenuano col tempo. Il tempo guarisce ogni ferita. Accetta la volontà del Signore che l’ha chiamata in paradiso per non lasciarla soffrire sulla Terra.
A volte si nasce già con qualche problema grave, e la morte prematura, per quanto inaccettabile e dolorosissima per una madre, è una salvezza e non una mazzata!

Unabbraccio
Buonasera ….ho trovato il suo articolo molto interessante ed ho deciso di parlarle del mio problema…ho28anno e qualche mese fa sono stata in ospedale x uno pneumotorace al polmone sinistro ….io non ho mai avuto niente di male quindi questa cosa mi ha scosso…anche se alla fine dopo l intervento è andato tutto bene ….questo episodio mi è capitato in concomitanza con l inizio di una convivenza con il mio ragazzo ….premetto che prima vivevo con mia nonna e mio fratello in quanto mia madre è morta di tumore dieci anni fa e mio padre ha un altra vita con un altra donna …nello stesso periodo il mio ragazzo è rimasto senza lavoro…volevo anche dirle che noi siamo insieme da un anno e dopo pochissimo che ci siamo fidanzati è venuta a mancare sua sorella x un grave incidente stradale a soli 25 anni…io gli sono stata vicino tantissimo e poi tutto ad un tratto dopo il ritorno dal ospedale sono crollata il mio umore è andato a zero…ed ho incominciato ad avere paura ….una paura forte x la morte….ho sempre paura che qualcuno mi contatti all improvviso perché è successo qualcosa ….o che qualcosa succeda a me da un momento all altro ….questo mi provoca ansia …forte ….inoltre non riesco a godermi questa convivenza perché penso sempre a mia nonna e mio fratello e mi mancano….premetto che il mio ragazzo è un bravissimo ragazzo è che mi sta sempre vicino ….ed io non riesco a capire come sono cambiata così…ad essere triste e nervosa …sempre ….perché non riesca i ad accettare l idea di dover morire un giorno ?
Cara Taty, ti rispondo il giorno della mia terza chemio contro un linfoma NH. E non mi sento abbattutto. Non bisogna mai abbattersi. Se cedi all’autocommiserazione entri nella spirale della negatività che distrugge l’ottimismo, la motivazione e il pensiero positivo.
Dovresti scaricare lo stress con l’attività fisica: fa’ una bella sudata e poi una magnifica doccia e starai meglio. In pratica sei scarica di endorfine, le molecole della felicità, e questo ti porta al pessimismo e alla paura di morire. L’unico modo per uscirne, è fare il pieno di endorfine praticando l’attività fisica. Se ti piace correre a piedi, fallo subito!
Comunque, la paura della morte è più che comprensibile nella tua esperienza attuale, ma passerà: stanne certa.

Ciao
buongiorno a tutti, vorrei tanto avere dei consigli, ho 21 anni e sono fidanzata da 3 anni con una persona meravigliosa che amo con tutto il mio cuore, il mio problema è questo, sono stata fidanzata precedentemente per un po ma per tira e molla, io ho chiuso con lui perchè non c’era più niente da fare eravamo incompatibilissimi, abbiamo chiuso cosi senza parlarci più di tanto e io credo ce l’abbia con me ma non mi interessa, non l’ho più cercato, non l’ho più visto e tanto meno più sentito e non ne sento ne la necessità ne la voglia, ora, il problema è questo quando parlo con qualsiasi persona che mi parla di ex nutro tantissimi sensi di colpa verso il mio ragazzo e inizio a pensare alle cose più brutte del mondo, in uno stesso giorno un ora vedo il mio ragazzo splendido e unico un ora dopo mi imparanoio e penso alle cose più brutte del mondo, a me senza lui ecc e piango senza un reale motivo ma una cosa è certa non lo vorrei mai perdere per niente e nessuno al mondo. Vi giuro io non capisco perchè ho momenti tranquilli e spensierati e momenti tristissimi senza un reale motivo, sono molto complicata lo so
Cara Ilaria, quasi tutte le persone hanno “momenti tranquilli e spensierati e momenti tristissimi senza un apparente motivo”, quindi non sei complicata e non fasciarti la testa.
La verità è che devi stare attenta “ogni istante” a cosa stai pensando perché sono proprio i pensieri che scatenano le emozioni che ci fanno soffrire creando un circolo vizioso. Tieni presente che se ti metti a “pensare alle cose più brutte del mondo” è inevitale che scattino emozioni e sensazioni molto tristi. E se tali pensieri ti fanno stare male significa una sola cosa: che sono sbagliati, non ci devi credere e devi pensare diversamente.
Quindi quando ti senti in colpa perché qualcuno ti parla di ex, non ti devi fare guidare passivamente dai tuoi pensieri spontanei che ti portano verso il precipizio, ma devi imparare a guidare tu la tua mente con pensieri razionali, come per esempio che facesti benissimo a lasciare il tuo primo ragazzo perché eravate “incompatibilissimi”.
E non devi farti prendere dalla paura di perdere “per niente al mondo” il tuo nuovo ragazzo che consideri “splendido e unico”. In realtà è proprio perché hai messo il tuo attuale ragazzo su un piedistallo troppo alto, che ogni tanto scatta la paura di perderlo e arrivano i tuoi “momenti tristissimi”.
Non si può affidare la propria felicità ad altre persone perché non appena esse ti deludono per un motivo o per l’altro, sono dolori atroci. Amare si, ma non troppo, altrimenti diventa attaccamento e dipendenza, anche se è facile a dirsi ma difficile da farsi! Comunque se lo metti su un piedistallo, ossia se lo consideri un “dio”, tu ti sentirai la sua fedele “serva”, ossia ti sentirai inferiore rispetto a lui ed ecco perché scatta la paura di perderlo.
Infine, non possiamo amare soltanto l’estate e disprezzare l’inverno… perché ce lo dobbiamo tenere per forza. Voglio dire che i momenti brutti vanno accettati perché fanno parte della vita come i momenti belli, e basta accettarli per esorcizzarli e sentirli meno brutti. In fondo in inverno basta organizzarsi bene…