PERCHE LA VITA A VOLTE È COSÌ OPPRIMENTE?
Per ritrovare la serenità si deve accettare anche il brutto della vita
Perché a volte la vita è così opprimente?
Tante persone mi scrivono e chiedono consigli sui loro pensieri negativi, e mi parlano delle loro difficoltà, delle loro ansie e paure, dei problemi che le assillano.
Ho così maturato l’esperienza e la convinzione che i pensieri negativi siano causati più da problematiche di natura mentale che dalla realtà stessa. Spesso noto scarsa forza di volontà e un carattere debole.
Se la mente predomina in maniera eccessiva, non è in sintonia con il corpo e quest’ultimo si sente oppresso, impotente e poco vitale. Mente e corpo devono essere in sintonia perché sono in stretta connessione. In assenza di collaborazione o armonia mente/corpo si fallisce in continuazione, e a volte s’impazzisce. Ovviamente i casi sono tanti e c’è sempre una questione di grado.
LA MENTE INTERPRETA IN MANIERA CONTORTA
Perché la vita a volte è così opprimente?
I nostri disagi sono prodotti più dalla mente che dalla realtà.
La realtà infatti è neutra, ma la mente è spesso a corto di informazioni e interpreta i fatti in maniera contorta, vede negatività anche quando non ci sono e ingigantisce arbitrariamente le difficoltà generando paura, ansia e pensieri fissi e ossessivi.
I problemi di per sé non sono un male, sono anzi un mezzo formidabile per crescere. Superata una crisi, diventiamo persone migliori di prima, più forti e intraprendenti, con maggiore fiducia in sé stessi, più sicurezza e assertività.
Più si accettano le sfide uscendo dalla propria zona di sicurezza e più si fa esperienza e si diventa sicuri di sé e fiduciosi nei propri mezzi, quindi anche più felici, più maturi e responsabili.
La fiducia in sé stessi (o autostima), che è la prima qualità per riuscire nella vita, si acquisisce soltanto agendo, dandosi da fare, in poche parole vincendo le paure.
Ovviamente, non è mai tutto oro quello che luccica, nel senso che per avere questi benefici, dobbiamo pagarne il prezzo… che è rappresentato dallo stress (soprattutto iniziale) per l’apprendistato. Senza impegno, decisione e azione nessuno ottiene risultati positivi.
Insomma, noi cresciamo proprio grazie alle difficoltà e ai problemi da superare.
Se non incontrassimo difficoltà e non imparassimo dagli errori, resteremmo mentalmente bambini per tutta la vita!
TUTTI HANNO LE PROPRIE DIFFICOLTÀ
Perché la vita a volte è così opprimente?
In realtà, tutti hanno le proprie difficoltà, i propri disagi e le proprie insoddisfazioni. Anzi, più gli uomini sono potenti e più grandi sono i problemi che devono affrontare e i rospi che devono ingoiare…
Nella vita di tutti, ai momenti belli e spensierati seguono inesorabilmente momenti brutti e di depressione. E questi ultimi durano anche più a lungo.
Gli adulti commettono spesso l’errore di concentrarsi sulle difficoltà che desiderano evitare, anziché focalizzarsi sulle cose buone che possono fare e ottenere.
Ed essendo concentrati sulle difficoltà, quindi sulla negatività, non si accorgono delle tante opportunità che si presentano per realizzare i propri desideri.
La fissazione della mente sui pensieri negativi ci preclude la creatività e la lucidità mentale, e ci impedisce di agire con decisione e grinta perché crea dubbi, paure e incertezze, quindi non ci permette di ottenere risultati positivi e soddisfacenti, inducendoci alla procrastinazione e al pessimismo.
Ribadisco: i problemi sono più nella mente che nella realtà.
ACCETTARE NON-SOLO IL BELLO MA ANCHE IL BRUTTO
Perché la vita a volte è così opprimente?
La verità è questa: noi soffriamo perché vorremmo soltanto il bello dalla vita e rifiutiamo decisamente il brutto che inesorabilmente ci colpisce.
Le cose negative preferiremmo lasciarle agli altri… Per stare bene, dobbiamo accettare sia il bello e sia il brutto della vita.
Questo precetto riguarda anche la vita di coppia. Le coppie incontrano enormi difficoltà perché la vita del singolo è già difficoltosa e complicata, e perciò la vita a due lo è ancora di più; ma se si riesce a superare gli ostacoli, si diventa migliori e sempre più felici. La vita a due spesso si assapora soprattutto dopo molti anni di matrimonio…
Tutte le sofferenze derivano dal fatto che non accettiamo le cose negative, cioè i dispiaceri, i fallimenti, gli errori, le critiche, le disattenzioni, ma sono proprio le cose brutte che ci fanno crescere e maturare: grazie ad esse ci rimbocchiamo le maniche e diventiamo maturi, equilibrati e felici.
La cosa più importante in assoluto è accettare la realtà, cioè sia le cose belle che quelle brutte, senza drammatizzare e sentirsi in colpa, incapaci, sfortunati, immeritevoli e inadeguati.
Soltanto accettando la realtà, troviamo la pace e apprezziamo la vita.
Ogni essere umano si accoppia con la persona più giusta per lui o lei in quel dato momento. Ma strada facendo, si accorge che la vita di coppia è fatta sia di rose che di spine, e non sapendo che si tratta di una situazione universale, ne attribuisce la colpa al partner, senza riconoscere obiettivamente i propri limiti e la propria parte di responsabilità. E rompendo il legame, si va incontro a… nuove rose e nuove spine.
ACCETTARE LE PERSONE SENZA CERCARE DI CAMBIARLE
Perché la vita a volte è così opprimente?
Anche se il partner fosse perfetto, nessuna moglie e nessun marito sarebbe appagato per sempre. Ben presto, si sazia e stanca delle cose buone dandole per scontate e la mente si fissa sui difetti ingigantendoli e rendendoli insopportabili.
A un certo punto, il partner agli occhi dell’altro perde tutti i pregi che aveva e mostra soltanto i difetti, anche se quella stessa persona una volta era meravigliosa. Subentra la frustrazione del bisogno di varietà… non soltanto sessuale causata dal matrimonio.
Ogni cosa ha sempre vantaggi e svantaggi: non lo dobbiamo mai dimenticare.
Inoltre, è completamente assurda la pretesa di migliorare il partner; quindi l’accettazione e il rispetto della persona così com’è, è l’unica via praticabile per trovare gradualmente l’armonia di coppia.
Non siamo noi che guidiamo la nostra “nave”, ma è la mente che ci guida. E la mente, quando non sa come affrontare i problemi per carenza di informazioni o strategie, va in tilt e finisce per ingigantirli e aggiungerne altri.
Dovremmo imparare a concentrarci sul senso di gratitudine, sulla contentezza e sul senso di responsabilità guardando la vita con ottimismo e non come una condanna perché nessuna cosa negativa lo è in modo permanente. Dopo la tempesta torna sempre il sereno.
I problemi li ingigantisce la nostra mente. La realtà in sé non è brutta, ma la nostra mente la rende tale perché non l’accetta, perché non è mai contenta e perché fa paragoni… inseguendo chimere irraggiungibili.
E così non ci accorgiamo della bellezza della vita che sta proprio nei suoi alti e bassi, nella sua mutevolezza e incertezza, forse persino nei cambiamenti di umore, e restiamo sempre più prigionieri delle nostre fissazioni e ossessioni, dei nostri eccessivi attaccamenti, e soprattutto sbagliamo rifiutando gli eventi negativi e tutto ciò che non ci piace, anziché apprenderne le lezioni…
LA TERRA CON I SUOI CICLI È DENTRO DI NOI
Perché la vita a volte è così opprimente?
La nostra vita è letteralmente impregnata dell’incertezza e della mutevolezza del tempo: belle giornate di sole si succedono inesorabilmente ai temporali.
La Terra, con le sue quattro stagioni e i suoi ritmi mutevoli è dentro di noi.
Ma la mente non accetta il cattivo tempo…, non ne accetta la mutevolezza, e più non l’accetta, più il cielo ci sembra grigio anche in piena estate.
La mente vaga autonomamente, va dove vuole, e se la lasciamo fare ci porta nei vicoli ciechi del passato impregnato di brutti ricordi, o ci mette davanti scenari di un futuro incerto e burrascoso.
Occorre allenare la mente a vivere nel presente, ossia nell’attenzione e nell’azione, con l’intento di ottenere il meglio, evitando gli eccessivi attaccamenti e le aspettative esagerate.
Per vivere nel presente, nel qui e ora, occorre mettere attenzione in tutte le cose che facciamo, evitando assolutamente di fare una cosa e pensare ad altro.
Io per esempio mi sono abituato a contare i sorsi quando bevo dalla bottiglia, quando guido sono attento alla strada davanti a me, quando leggo sono concentrato su ciò che leggo e così anche quando scrivo. Anche quando lavoro in campagna sono tutto preso dalle cose che faccio e mi dimentico di tutto. Quando gioco con i miei nipotini mi assorbo nelle loro performance ridendomela per la rapidità e le tantissime volte che passano dal pianto alla gioia. E quando poso le chiavi della macchina o qualche altra cosa in un posto diverso dal solito, mi dico che le sto posando in quel dato posto e non perdo mai nulla.
Insomma, la mia costante “attenzione all’adesso” mi rende sereno e rilassato e posso fare a meno della… meditazione.
PER MIGLIORARE NON-DEVI MOLLARE
Perché la vita a volte è così opprimente?
Occorre stare attenti a non costruirsi con i propri pensieri negativi false storie di sofferenza e solitudine.
È necessario indirizzare la nostra mente sempre verso il positivo anziché verso il negativo assumendo un atteggiamento entusiastico, responsabile e colmo di gratitudine, accettando anche i momenti bui che non mancano mai. Nella vita niente è permanente e tutto cambia in continuazione.
Anche se al momento ci sentiamo depressi e sfiduciati, un atteggiamento di gratitudine anziché di malanimo cambia i nostri pensieri in positivo e ci rende la vita più piacevole. Dobbiamo acquisire la convinzione che spesso, anzi sempre, è proprio dal male che nasce il bene.
Per diventare bravi in qualcosa è necessario impegnarsi a fondo per superare le difficoltà e ritrovare dopo ogni caduta l’entusiasmo e la voglia di fare, di agire e di vivere.
Quando ti senti giù, devi continuare a fare quello che facevi prima, per esempio studiare o allenarti, perché i momenti bui arrivano e passano.
Se sei flessibile anziché rigido, tutto si aggiusta.


Caro Pasquale, è vero bisogna saper affrontare i problemi della vita che ci opprimono prendendolI appunto come SFIDE e non ostacoli invalicabili o vedendoli come insegnamenti per poter affrontare la prossima (sfida) con meno difficoltà è questo il punto di vista che bisogna intraprendere per “riuscire”. Incassare pugni come se fossero palline di carta appallotolata. Ma nel commento di Romolo ho colto una cosa che mi dice anche mia moglie: i tempi imposti dalla società dei consumi non sono compatibili con i ritmi naturali che dovrebbe avere un essere umano… chi ha un lavoro “già è fortunato” e figli da accudire ha a che vedere con l’impossibilità di FERMARSI UN ATTIMO a meditare su che cosa c’è che non va… perché ci sentiamo infelici, cosa turba la normale routine.. a volte è successo qualcosa che ci ha fatto arrabbiare o piangere ma poi con il tanto da fare non si ha più la lucidità di capire a fondo cosa è capitato! E si continua a “stare male” senza un perché. Poi in questo modo non si ha neanche la possibilità di capire i propri sbagli per poter rimediare appunto riprovando e riprovando per superare la sfida. Si rimane lì, senza produrre nulla per poi ricascarci altre volte. La rassegnazione diventa l’unica strada, cioè il non fare nulla o provando poche volte (e anche male) è la soluzione più logica che gli viene in mente a uno. Mio padre che è pensionato (fortunato anche lui), non vede le cose come le vedo io.. mi dice: ma cosa hai tanto da fare!? Perché corri sempre e non ti fermi un attimo? Perché non ti coltivi un orto come passatempo? Quando lo sento con sti discorsi divento viola e cambio zona! Proprio lui che lavorava 10 ore al giorno anche i sabati e a volte le domeniche con 2 figli da accudire e lavori in casa da fare mi viene a dire perché quando sto a casa non mi fermo un attimo… si vede che chi non ha più impegni si dimentica tutto e vede la vita rose e fiori!
Caro Matteo,
tuo padre è molto più saggio di quanto tu pensi. E ha ragione quando dice che devi smettere di correre… a vuoto. E soprattutto devi smettere di pensare troppo. La rassegnazione è una cosa bruttissima, ma hai detto bene: è la conseguenza di chi si cimenta “poche volte” e soprattutto non sa se quella è la strada giusta.
Matteo hai uno scopo da raggiungere? Se hai uno scopo la via è spianata, anche se pur sempre difficoltosa. I traguardi non si raggiungono mai subito, e questo è vero per tutti!
Solo se persisti, se sei flessibile, se correggi i tuoi errori, se chiedi l’aiuto e i consigli alle persone giuste, se impari le strategie giuste e le metti in pratica -guai a improvvisare o andare alla cieca- i risultati buoni arrivano e come.
Tuo padre ti ha dato anche un ottimo consiglio: coltivare un orto è la cosa più rilassante che ci sia. Chi lavora troppo ne ha asolutamente bisogno.
Puoi scrivermi anche in privato, assolutamente gratis!
Tiabbraccio

“I problemi di per sé non sono un male, sono anzi un mezzo formidabile per crescere. Superata una crisi, diventiamo persone migliori di prima, più forti e intraprendenti, con maggiore fiducia in se stessi, più sicurezza e assertività.”
I momenti negativi ci permettono di vedere la vita in modo chiaro e senza false illusioni.
Soltanto quando ti trovi in guai molto grossi capisci quali persone ti amano e quali no,capisci che la maggior parte delle persone sono legate a ciò che possiedi e che rappresenti,capisci che gli altri sono attratti da te se gli puoi portare vantaggi considerevoli.
Capisci inoltre che chi fa da se fa per 33.
Molti non sono in grado di andare al di là delle apparenze e credono soltanto a ciò che tu gli fai credere.
I momenti buii della mia vita mi hanno fatto capire che è importante farsi una cultura propria lontana dal sistema educativo scolastico e accademico che reputo molto fazioso,antiquato e inutile.
Ho capito poi che essere un incapace porterà solo sconfitte e sofferenze a non finire:prima diventi autonomo e meglio è.
“più gli uomini sono potenti e più grandi sono i problemi che devono affrontare e le umiliazioni che subiscono…”
Personaggi come Berlusconi mi hanno fatto capire che per raggiungere determinati livelli il cervello bisogna averlo ma bisogna averlo anche per mantenere il potere raggiunto.
Immaginiamo per un attimo di essere l’uomo più potente della terra…Ci alziamo dal letto una mattina e sappiamo già che tutte le nostre azioni e parole saranno commentate dai giornali e riviste di tutto il mondo!
Per non parlare poi della nostra privacy!
Per carità!! Nessuno mette in dubbio che si hanno vantaggi considerevoli ma anche stress assurdi secondo me!
Bisogna essere in grado di dominare il fascino del potere…Voglio dire una persona media vedendo tutto quel benessere…Tutti quei soldi…Tutte le donne che può avere…No,no,no uno qualunque diventa matto e butta la chiave in manicomio se non si contiene…
Umiliare una persona significa sfruttare le sue debolezze per trarne vantaggio.
L’umiliazione trasforma il più tenero ed innocuo figlio di papà e di mamma nel più Grande Figlio di Puttana e di Giuda.
L’umiliazione crea nel soggetto colpito sentimenti di odio,rabbia e invidia a livelli assurdi!
L’umiliazione ti rende una nullità e quando sei una nullità capisci Fantozzi e i lavavetri…
Anzi ti senti come i neri.La tua vita scorre via.Gli altri ti sembrano attori di un film proiettato al cinema e tu sei il telespettatore.
Insomma ti senti un prodotto di sottomarca che dev’essere buttato nella spazzatura.
L’umiliazione crea dittatori perchè dopo vuoi riprenderti tutto e pure con gli interessi.
Non ragioni più in termini di “Bene” o “Male”: non te ne importa più e ti sporchi sempre di più fregandotene di tutto e di tutti.
L’umiliazione è una ferita che non si rimargina mai e te la porti nel tuo intimo per tutta la vita proprio come la privazione.
L’umiliazione mi ha fatto capire che chi se ne frega di tutto e da il dolore al prossimo campa bene e vive più a lungo (vedi i politici).
Caro Romolo,
ti ringrazio molto per i tuoi commenti.
Concordo con quanto hai scritto, tranne per quanto hai detto sull’umiliazione. Nessuno se ne può fregare di tutto e chi dà dolore al prossimo non campa per niente bene: vive molto male. Tanti politici, abituati a fare i gradassi in televisione, sono completamente scomparsi dalla circolazione. Come credi che se la passa questa gente?
1abbraccio
“Nessuno se ne può fregare di tutto e chi dà dolore al prossimo non campa per niente bene: vive molto male. ”
Mi rendo conto che adottare un comportamento del genere a lungo andare ti fa perdere la coscienza e devi essere pronto a regolarti altrimenti fai un macello e diventi un delinquente.
“Tanti politici, abituati a fare i gradassi in televisione, sono completamente scomparsi dalla circolazione. Come credi che se la passa questa gente? ”
La TV la guardo pochissimo dall’età di 20 anni da quando ho deciso di migliorarmi. Per me è dittatura,lavaggio del cervello e ti rende inetto e impotente.
Mi mantengo aggiornato leggendo giornali e guardando su Internet. Ormai il computer è il futuro.
La politica non produce benessere e se non c’è benessere come puoi godere e apprezzare ciò che possiedi?
Io voto me stesso.A prescindere da chi sale su al potere questo paese rimane ultimo perchè vuole essere mantenuto ultimo da qualcuno.
Si cambia tutto per non cambiare nulla.
Ci lamentiamo perchè abbiamo troppi laureati e non c’è nessuno che va a fare lavori manuali.
Se tu invece fai delle leggi che tutelano il lavoro manuale e lo rendono un lavoro più umano e non usurante con stipendi e pensioni dignitose vedrai che acquista di valore.
Invece ciò non è possibile perchè dobbiamo rispettare le leggi e i tempi imposti dalla società dei consumi.
Ma questa è un’altra storia.
Ciao!