Separazioni, perché dilagano?
La causa principale delle separazioni è il brusco calo dell’erotismo, a cui fanno seguito litigi sempre più frequenti.
Separazioni, perché dilagano?
Alla base delle separazioni e dei contrasti nelle coppie, che spesso degenerano in litigi furibondi, vi è la netta caduta dell’attrazione erotica, da parte di uno o di entrambi i partner, già durante il primo anno di matrimonio.
Non appena si smette di fare sesso, incominciano le incomprensioni e i malcontenti reciproci; e si cominciano a notare solo i difetti del partner, mentre non si vedono più i pregi.
Si litiga spesso anche per delle sciocchezze. Si comincia con una normale discussione che poi degenera in litigio. Ma perché le discussioni si trasformano spesso in liti furibonde?
Come ho ribadito più volte anche nei miei libri ed ebook, quando si è sotto l’effetto della rabbia o di forti emozioni negative, viene totalmente spento il cervello cognitivo, quello del buon senso per intenderci, e persino la persona più seria dice cose sconce nei riguardi del partner, convintissima di avere ragione e di fare bene a gridare.
Nella rabbia i pensieri corrono come proiettili!
Tutte le litigate tra mariti e mogli, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle e non solo, sono causate dal cevello rettile che in stato di forte eccitazione spegne il cervello cognitivo e quello emotivo. Il cervello rettile comanda, tra le tante cose, anche il sesso!
Separazioni, perché dilagano? Gli aspetti d’ombra e le proiezioni
Dunque, non appena cessano gli orgasmi che cementano l’unione, cominciano le pignolerie, le critiche, i rimproveri e le lamentele, e cioè si cominciano a notare i difetti dell’amato(a), che però altro non sono che “aspetti d’ombra”.
[jbox_rosso]I rimproveri che rivolgete all’esterno, ad altri, riportano automaticamente a sé stessi. Per liberarsene e cambiare la situazione gravida di conflittualità è sempre meglio iniziare da sé. (R.Dahlke-C.Hornik)[/jbox_rosso]
I due partner dovrebbero sapere che quanto li disturba nell’altro o nell’altra, e in generale in altre persone, ha attinenza con se stessi: si tratta cioè di proiezioni.
La proiezione fa sì che si nota la pagliuzza nell’occhio altrui e si ignora la trave nel proprio!
Tutto ciò che ci infastidisce è sempre inerente anche ad un nostro problema interiore. Se così non fosse non potrebbe disturbarci.
Psicologicamente parlando, si dovrebbe essere grati al partner che (apparentemente o meno) ci manca di rispetto o di attenzioni perché mette in evidenza le nostre stesse mancanze.
Purtroppo i concetti di ombra e di proiezione sono totalmente ignorati dalle coppie. In realtà, il nostro partner non ci procura problemi, ma opportunità di evoluzione. Ciascun partner dovrebbe scoprire in se stesso tutto ciò che non riesce a sopportare nell’altro in modo da integrarlo e ritirare le proprie proiezioni. Discorso questo molto difficile da capire…
Le separazioni impediscono alle persone di crescere per cui dopo la prima ci sarà quasi sempre anche la seconda…
Separazioni, perché dilagano? Il bisogno di varietà è proibito in fatto di sesso.
Le liti, almeno fino a un certo punto, hanno il compito di ripristinare il rispetto reciproco e soprattutto l’attrazione erotica…,.
Ma alla fine il bisogno di varietà (di cui parla Antony Robbins), comincia a farsi sentire sempre più prepotente nelle giovani coppie e nascono nuovi amori che spesso portano ad un’aperta avversione per il “vecchio” partner!
Il bisogno di varietà è proibito dalla morale in fatto di sesso.
Gli innamoramenti vecchi e nuovi sono sempre di natura inconsapevole e irrazionale, e cioè sono causati dall’inconscio, e più precisamente dal cervello rettile.
Le liti sono spesso imprevedibili e quasi inevitabili, ma data la gravità delle conseguenze, è assai importante e utile imparare a gestirle.
Cosa deve fare la moglie o il marito quando il partner s’infuria?
A scanso di equivoci, premetto che questi consigli sono rivolti alle donne che odiano la separazione.
Separazioni, perché dilagano? L’adrenalina ci trasforma in bestie feroci.
In generale, quando qualcuno è arrabbiato e alza la voce, sia esso il marito, la moglie, il figlio, la figlia, o anche una persona qualsiasi, occorre ricordarsi che è l’adrenalina che lo ha trasformato in una bestia intrattabile. (Anche la rabbia è gestita dal cervello rettile, anche se parte dal cervello emotivo)!
Quindi il partner arrabbiato è irrazionale e peggio di un ubriaco sotto l’effetto dell’alcool. Non è cosciente della gravità di ciò che dice e di ciò che fa, anzi è convinto di essere nel giusto e di fare bene a gridare parolacce.
In queste condizioni non è possibile farlo ragionare. Il suo buon senso è scomparso, la sua serietà è svanita, il rispetto per gli altri è messo sotto i piedi. Chi alza la voce non ne conosce il motivo vero per cui non accetta di essere contraddetto o contestato.
Il motivo è inconscio e non lo conosce neanche il diretto interessato.
Il tuo bambino interiore ha bisogno di attenzioni, coccole e baci, e invece il partner ti trascura o maltratta, magari desidera altre donne (o altri uomini) e le tue ferite ricominciano a sanguinare: le emozioni diventano incontenibili ed ecco la rabbia!
Separazioni, perché dilagano? La pretesa di essere dalla parte giusta.
La rabbia è causata sempre dal riaccendersi di antiche paure ed è un naturale istinto di difesa che fa scattare il meccanismo di sopravvivenza: “lotta o fuggi”.
Purtroppo, non solo gli uomini, ma anche le donne hanno l’istinto di sopravvivenza – il cervello rettile in azione! – che scatta in automatico sotto forma di aggressività o all’opposto di isolamento (fuga)!
Ecco perché le mogli, pur essendo più assennate e più pazienti, non appena il marito alza la voce, non gliela danno vinta: ribattono colpo su colpo e le grida si sentono per tutto il palazzo.
Entrambi sono convinti di avere ragione e non si sbagliano! E l’adrenalina aumenta da entrambe le parti!
In generale, la pretesa di essere dalla parte giusta e il bisogno di avere ragione sono deleteri nel matrimonio e in qualsiasi rapporto umano. Ciò perché anche l’altro contendente è convinto di avere ragione dal proprio punto di vista!
Dunque, cosa si deve fare quando scoppia un litigio?
Se la cosa più importante per te, cara lettrice o lettore, è non perdere il tuo compagno o compagna, devi smettere di ribattere colpo su colpo. Non devi dire assolutamente nulla.
Devi zittire, fare la mummia, lasciarlo sfogare fino ad esaurimento dell’ira (cioè dell’adrenalina), anche se dice cose sconce, ingiuste e oltremodo offensive.
Sono proprio le sconcezze dette durante la sfuriata, a farlo sentire in colpa e a fargli abbassare la cresta quando la rabbia si sarà esaurita. Ovviamente lo stesso discorso vale per l’uomo quando è la donna ad essere infuriata.
Separazioni, perché dilagano? Il matrimonio è la tomba del sesso.
Guai però a cercare di vendicarsi rinfacciando i suoi torti e passando al contrattacco appena il partner si è calmato: la battaglia ricomincerebbe più cruenta di prima.
La moglie non deve fargli domande neanche quando lui rientra a casa nervoso e arrabbiato, perché anche in questi casi è sotto l’effetto pericoloso dell’adrenalina, per cui risponderebbe in modo sgarbato e aggressivo.
L’adrenalina trasforma soprattutto i maschi in bestie incivili, odiose, aggressive e irrazionali.
Proprio in questi casi in cui la donna è del tutto innocente, viene meno la sua pazienza e la sua capacità di sopportazione e nasce l’idea della separarsi.
E comunque una maggiore ponderazione e compassione da parte delle donne non guasterebbe!
Possiamo anche dire che le donne moderne, grazie alla conquistata indipendenza economica, non sono più disposte a subire come quelle di una volta. Le nostre mamme e nonne erano molto pazienti, concilianti e sagge: porgevano l’altra guancia ben sapendo che tutto si aggiusta, tutto passa come passano le brutte emozioni e sensazioni; anche perché colpire di rimando scatena soltanto la reciproca aggressività distruttiva. Nella loro santa ignoranza, e a causa della dipendenza economica, le donne di una volta sapevano chiudere un occhio e ben presto la situazione tornava normale.
Separazioni, perché dilagano? Gli ormoni hanno bisogno di varietà…
Purtroppo, è il matrimonio stesso che ogni tanto fa male, e solo l’amore per i figli (e a volte l’assenza di figli), lo tiene in vita. Il matrimonio è la tomba del sesso e la causa di tanti litigi.
Le donne dovrebbero capire che il maschio, salvo rare eccezioni, è promiscuo per natura. A volte il marito si invaghisce di una donna molto meno bella della moglie. Ma siccome la donna ha paura di perderlo a causa della propria innata gelosia, cominciano a odiarlo e a punzecchiarlo non appena sospettano qualcosa. E così lo spingono, senza volerlo, ad allontanarsi dalla famiglia.
[jbox_rosso]“È interessante uno studio scientifico che afferma che l’uomo medio pensa al sesso oltre duecento volte al giorno, escludendo quasi sempre dalle proprie fantasie la moglie”. (R.Dahlke-C.Hornik) [/jbox_rosso]
Il bisogno “infantile” di aver ragione, che serve a fargli credere di avere il pieno controllo della propria vita, fa scattare l’adrenalina alla prima percezione di pericolo, e rende il partner irriconoscibile.
Qualcuno parla di doppia personalità. Un marito aggressivo si comporta come se avesse davvero due personalità, se non tre perché tre sono i nostri cervelli.
Il cervello cognitivo, razionale e moralista è spesso in lotta con il cervello limbico, emotivo e fantasioso, e con quello rettile che è tanto amorale quanto irrazionale.
In realtà, l’uomo spesso vuole ancora bene alla moglie, ma i suoi ormoni hanno bisogno di varietà…
Se hai a cuore la pace familiare, se per te restare insieme occupa il primo posto nella scala dei valori, insomma se hai paura della separazione, fallo sfogare e resta zitta.
Separazioni, perché dilagano? Nessun partner è senza colpe.
Vedrai che una volta esaurito l’effetto dell’adrenalina, lui (o lei) diventa contrito e affettuoso. Ed è anche sincero.
Soltanto a tempo debito potrai riprendere la discussione ricordandoti però di tener presente il bisogno d’importanza patologico del tuo uomo, anzi di tutti gli uomini…
Le relazioni durano soltanto quando sono equilibrate in fatto di dipendenza dal proprio partner. Si deve passare dalla dipendenza affettiva all’interdipendenza.
[jbox_verde]L’infelicità è causata dal bisogno ossessivo di voler cambiare le cose che non ci piacciono!” (Eckhart Tolle)[/jbox_verde]
Ciò presuppone che “entrambi” i partner si mettano in discussione e riconoscano le proprie carenze affettive, i propri lati oscuri, assumendosi le proprie responsabilità.
La responsabilità è sempre personale e mai esterna a noi, ossia il problema è dentro di noi, non fuori! Non è il tuo partner o solo lui ad essere nel torto, ma anche tu stesso(a)! Nessuno è senza colpe.
Per eliminare i conflitti di coppia, anziché tentare di cambiare il partner con i rimproveri che non servono a niente, occorre integrare i propri lati oscuri. Occorre cioè comprendere, accettare e guarire le ferite del proprio bambino interiore.
[jbox_rosso]”Il lato oscuro è qualsiasi cosa (emozione, pensiero, sentimento, giudizio, credenza) che abbiamo eliminato dalla coscienza”. (Roy Martina)[/jbox_rosso]
Non serve a nulla mettersi sulla difensiva perché l’interlocutore farà lo stesso.
Separazioni, perché dilagano? Se qualcosa ti dà fastidio è anche dentro di te…
Anziché rispondere colpo su colpo, e distruggersi a vicenda, è meglio affidarsi al perdono e all’amore!
[jbox_verde]“A chi ti schiaffeggia sulla guancia destra, porgi l’altra guancia”. (Parole di Gesù)[/jbox_verde]
Il perdono ti libera dalla rabbia, dal rancore e dalla frustrazione, e l’amore fa sparire i litigi e la pretesa di avere ragione.
Invia pensieri d’amore al tuo partner quando ti porta il muso, ti trascura o è arrabbiato!
[jbox_rosso]”Il perdono è lo strumento più potente per lasciare andare e accettare ciò che non possiamo cambiare”. (Roy Martina)[/jbox_rosso]
Il perdono fa bene più a chi lo concede che a chi lo riceve.
Se sei saggia, pensa in questo modo: “È più importante avere ragione (cioè fargliela pagare) o salvare il mio matrimonio, la mia serenità e quella dei miei figli e nipoti”?
Ricordati che voler avere ragione è la pretesa più deleteria in assoluto. Essa ti spinge a diventare cattivo o cattiva, distruggendo la tua capacità di amare e di ricevere amore.
Ricordati sempre che se qualcosa ti da fastidio è perché anche tu hai quel difetto, altrimenti saresti indifferente!
Separazioni, perché dilagano? Le pretese sono micidiali per l’amore.
Infatti, ciò che rovina i rapporti di coppia (e le relazioni in genere) è il pessimo rapporto che ciascuno di noi ha con sé stesso!
Ciò che causa disagio, frustrazione, ansia, tristezza, rabbia, risentimento… sono le pretese personali, autentici macigni che ostacolano la pace interiore.
Non appena qualcosa va storta, l’autostima precipita e non ti vuoi più bene, non ti piaci più, non sei più sereno e contento di te stesso.
E quando sei giù di morale, ne risentono le tue capacità e la tua lucidità mentale e diventi persino sgarbato…
Credi di non valere più nulla… E te la prendi col tuo partner, anziché cercare le cause dentro te stesso (o te stessa).
Le pretese sono micidiali e ci rovinano l’esistenza perché sono l’opposto dell’amore.
Nelle relazioni di coppia a un certo punto scompare l’amore e cominciano a dilagare le reciproche rivendicazioni e pretese.
Separazioni, perché dilagano? Amare senza aspettarsi nulla in cambio!
L’unica alternativa alle pretese, che sono regole inconsce e consolidate di comportamento, è l’amore.
Pensa sempre in maniera positiva, cioè con amore, anziché con rabbia e risentimento; fai ogni cosa guidato(a) dall’amore e dal senso di responsabilità, anziché dalla sfiducia, dal risentimento e dall’intolleranza.
Dare tanto amore senza aspettarsi nulla in cambio: è questo il segreto della felicità. Ovviamente è difficile, tanto difficile.
La pretesa più sbagliata sai qual è? È il fatto che sei disposto ad amare soltanto se sei ricambiato(a); che sei pronto(a) a dare una mano soltanto se ne vale la pena.
Separazioni, perché dilagano? Pensaci mille volte prima di sfasciare il tuo matrimonio!
È questo il marcio universale e dilagante che non salva quasi nessuno… Ed è per questo che c’è tanta infelicità!
Anziché covare rancore e stare male, fai questa prova: concedi amore incondizionato al tuo (o alla tua) partner per tre giorni. Non ti costa nulla provare.
Anche se lui (o lei) non reagisce subito in maniera positiva, continua ad amarlo(a) senza aspettarti nulla in cambio ricordandoti dei tuoi aspetti ombra. Ricordati anche che se lui è attratto da un’altra donna è soprattutto per bisogno di sesso, ma ti vuole ancora bene.
Vedrai che allo scadere dei tre giorni sarete entrambi più collaborativi.
Ricordati delle illuminate parole di Cristo: tranne rarissime eccezioni, porgere l’altra guancia è meglio che continuare a distruggersi reciprocamente in uno scambio di aggressività e di carta bollata. Senza dimenticare i danni psicologici procurati a figli e parenti!
Sono convinto che tantissime donne e uomini, se conoscessero cosa li aspetta in una famiglia allargata, ci penserebbero mille volte prima di sfasciare il proprio matrimonio!


Beh la ricetta funziona perché è ovvia: basta annullarsi, dargli sempre ragione e come si dice a Milano “calare sempre le braghe”.
Però così ci tocca soffrire e tacere per dagliele sempre tutte vite.
Mi sembra un rapporto un po’ sbilanciato. Certo senza divorzio, ma mi sembrerebbe un rapporto malato. Insomma, non è una cosa sana, serena ed equilibrata!
L’ultimo punto, poi , è terrificante:
Dici: “Dare tanto amore senza aspettarsi nulla in cambio[…]
La pretesa più sbagliata sai qual è? È il fatto che sei disposto ad amare soltanto se sei ricambiato(a); […] soltanto se ne vale la pena ”
Beh…. insomma, l’amore incondizionato puè essere quello di un genitore verso il figlio, ma un marito vuole anche sentirsi amato!
Un marito non è madre Teresa!!!!
E’ amore o è compassione? Amore o pietà??!??!
Mi pare che il tuo consiglio sia semplicemente di subìre sempre e comunque, insomma di farsi mettere in croce. E stop.
Gentile Marco,
Indubbiamente le mie sono opinioni personali. E tuttavia, se a dicembre festeggerò i 50 anni di matrimonio, una ragione ci deve essere.
Una cosa che mi sento di dire è che il divorzio non rende felici nessuno, anzi spesso aumenta i problemi. Fatto è che una volta divorziati si finisce spesso in famiglie allargate, e cominciano guai diversi e spesso peggiori di quelli di prima.
Le soddisfazioni che si hanno nel corso della vita matrimoniale aumentano soltanto col passare degli anni. E’ indispensabile che si smussino gli “spigoli” di “entrambi” i partner, che nei primi anni di matrimonio sono molto appuntiti e dolorosi anche perché il più delle volte, considerata la giovane età, entrambi i coniugi sono ancora immaturi, inesperti e incosapevoli.
In conclusione, non si tratta di farsi mettere in croce, o di subire sempre, ma di sopportarsi “reciprocamente”! E’ la sopportazione “reciproca” tra i due coniugi che fa durare il matrimonio! E proprio perché nessuno oggi è disposto a sopportare il partner più di tanto, le separazioni sono all’ordine del giorno e il matrimonio è praticamente in disgrazia.
Grazie del commento.
“
”
Tutto giusto.
Però è importante la parola “reciprocamente”: cioè occorre che anche l’altro sia d’accordo.
Tu hai un matrimonio felice e sicuramente anche tua moglie la pensa come te, ma vuoi sapere come funziona quando il matrimonio va male?
Funziona così: tu dici queste belle parole e vai a cercarne altre su internet, mentre tua moglie dice che sei un cretino che ha bisogno di parlare con degli sconosciuti su internet e ,soprattutto, che LEI GIA’ TI SOPPORTA MENTRE SEI TU CHE NON SOPPORTI NIENTE.
E a ogni tentativo di apertura si trova un muro…. un muro che ti accusa e nient’altro.
In sostanza io sono SUPER-D’ACCORDO con le tue parole, ma purtroppo il matrimonio ha il brutto difetto di includere 2 persone.
Si, le cose sono molto chiare: la vita a due, diciamo pure il matrimonio, è spesso un’autentica tortura nei primi anni perché nessuno dei due partner è disposto a sopportare l’altro. Purtroppo, soltanto la sopportazione “reciproca” tra i due coniugi fa durare il matrimonio a lungo! E siccome nell’epoca attuale i livelli di stress sono altissimi, non si ha neanche l’energia per sopportare l’altro. Oggi le separazioni dilagano e la pratica della convivenza si è diffusa ovunque sostituendosi al matrimonio religioso e civile.
[primi ani di matrimonio]
Nel mio caso specifico, 19 anni.
I rapporti deteriorano. C’è quello che va in crisi dopo e quello che va in crisi prima, perché alcuni sono nati già di buona qualità e invece altri valevano meno già in partenza.
Io credo che sia indispensabile iniziare bene in modo che il rapporto duri abbastanza da riuscire a raggiungere quella maturità (maturità della relazione, intendo) che farà stare insieme sempre e comunque. Nonostante il rapporto sia degenerato a livelli che ,se fosse successo prima, avrebbe causato la separazione senza la minimo titubanza.
Mi spiego meglio: io ,se conoscessi oggi mia moglie, non me la prenderei nemmeno se fosse l’unica donna rimasta sul pianeta.
Ma l’affetto che s’è formato in 19 anni ci impedisce di lasciarci, anche se litighiamo per qualunque cosa e facciamo una vitaccia da cani.
[la convivenza]
Religione a parte, non cambia molto: solo qualche tribolazione burocratica in più in caso di separazione.
Io e mia “moglie” in realtà conviviamo. Da 19 anni.
Gentile Marco,
i litigi ci sono in tutte le famiglie e non si possono evitare. Finanche quando sei alle nozze d’oro, ogni tanto si esce fuori dalle righe. Personalmente non li vedo come il male peggiore, anzi. Se vuoi durare devi conviverci.
Cordialmente

Ciao pasquale grazie per avermi suggerito di farci una bella gita, ma per noi non e possibile perche mio marito nn sta bene , ha paura di allontanarsi per gli attacchi di panico. Se e possibile darmi altri consigli la mia vita sta diventando sempre impossibile io ho anche un brutto carattere mio marito li allontano ancora di più.viglio avere sempre ragione quando lui dice o fa qualcosa che per lui non ce niente di male a me da molto fastidio.Sono tanto gelosa anche se chiama le colleghe fi lavoro in un certo modo scoppio di gelosia, a lui non va questa cosa lui essendo altriuista non ci vede niente di male .Dice di amare solo me, però quando ci arrabbiamo che di alza la voce mi dice tante cattiverie dice che sono maligna cattiva che non si più cucinare e tante altre cose.Davvero ci sto molto male però a volte mw le merito poi si aggiunge la sua malattia tra farmci ecc e molto dimagrito lui duce che io l ho fatto ammalare mangia a forza cos a che non va io i la malattia? Aiutatemi
Vuoi andare d’accordo con Il tuo partner? E’ semplicissimo! Smetti di volere avere ragione. E’ questa la causa di tutti i disaccordi, contrasti, liti, battaglie e guerre nel mondo. Perché anche l’altro crede di avere ragione.
Ciao Pasquale foglia avrei bisogno urgente di consigli, sono sposata da 25 anni ormai, con Mio marito abbiamo sempre litigato ma ultimamente e tutto peggiorato non co capiamo proprio piu siamo arrivati ad odiarci . Lui soffre da anni do attacchi di panico e prende psicofarmaci , ma adesso sono ritornati e anche forti Io sono dispersta ha ripreso un altra cura ma sembra peggiorato . Dice sempre xhe non gli piace piu come cucino sembra schifato qua di mangia piango di continuo per tutte le code cattive che mi dice.Ce da dire che Io poi lo aggredisco sempre mi girl sempre male verso di Lui sono qualche anno che anche Il prendo psicofarmaci per l umore, ma sto meglio ma cmq tea noi va tutto male e davvero un amore malato.Diciamo sempre di separarci ma non lo facciamo, a casa ce tensione ho Una figlia che Sta con noi e Una e sposata che ci da sempre preoccupazzioni, continui litigi anche per lei che, ha sposato uno schizzato poveri noi siamo rovinati.Dammi consigli io ci tengo a tenere la famiglia unita ma con lui che sembra non guarire piu sono disperata.Anche perche sono pesante e difficile anchio , avevo provato ad andare da uno psicologo ma non sono andata piu.Chiedo aiuto
Ciao Maria Teresa,
perché non vi fate una bella gita da qualche parte? Ma forse è meglio andare da uno psicologo.
Caro Pasquale oggi ho nuove domande nate da molte riflessioni che mi hai aiutato a fare.Perchè più si soffre per una persona ,più pensiamo di amarla?E perchè quando si trova sollievo dal dolore ,si crede di non amare poi così tanto?
Interessante quello che dice Antonella ,che se troviamo equilibrio dentro di noi ,poi riusciamo ad essere mogli ,mamme ed amiche.Mi viene ora da pensare,ma gli uomini,mariti che ruolo hanno nella relazione?Come dovrebbero essere loro per aiutarci ad essere meno stressanti e più gentili ?Da quello che ho capito sembrerebbe che ,per il buon andamento di un matrimonio ,la donna ne sarebbe responsabile almeno 80%.
Pasquale correggimi se mi sbaglio,ho voluto aprire il mio cuore,a beneficio mio de di tutti quelli che leggereanno
A presto
Luigina
Cara Luigina, è una caratteritica universale desiderare spasmodicamente tutto ciò che non si può avere subito, salvo poi a metterla da parte (in soffitta?) appena la si è avuta… Analogamente, il vestito che era bellissimo in vetrina, appena riposto nell’armadio ha già perduto tutto il suo fascino e così la donna si ritrova un armadio strapieno di abiti e la mattina non sa cosa mettersi, non perché non sa scegliere, ma perché vorrebbe un nuovo/vestito/nuovo…
L’amore obbedisce a regole irrazionali: se l’innamorato dice sempre sì, scade immediatamente di valore agli occhi dell’amata, mentre se è strafottente, misterioso e imprevedibile, le appare molto affascinante e si innamora alla follia, ossia… soffre x amore.
Gli uomini non sono da meno e si innamorano follemente qu7ando trovano ostacoli, mentre se è tutto facile si disamorano rapidamente. Nel mio articolo Sono gli elettroni a farci innamorare? pubblicato on line sulla rivista Scienza & Conoscenza scrivevo che: “L’attrazione è fortissima all’inizio, quando i due partner si conoscono poco o niente, ma non regge all’usura del tempo. M’innamoro perché vedo una persona attraente, cioè una donna (o un uomo) che mi ‘resiste’, letteralmente non cade facilmente nelle mie ‘orbite’ e perciò mi fa sognare e mi fa spasimare. Eppure, se la stessa identica persona cadesse subito nelle mie braccia, perderebbe immediatamente il suo potere attrattivo e seducente, come ben sanno per istinto e per esperienza tutte le donne”!
Cara Luigina, tutti andiamo pazi soltanto per le cose che non abbiamo, che ciò che perdiamo o che ci portano via. Persino un oggetino di alcun valore buttato in cantina, ridiventa subito di pregio -è un fatto affettivo si dice…- se ce lo rubano. Capirai che si tratta di comportamenti senza logica, ossia irrazionali, roba del DNA umano,perché un comportamento sano dovrebbe mandare a quel paese la ragazza che gi dice no e trovarsene subito un’altra. E invece l’innamorato respinto la mette subito su un piedistallo e diventa più bella e più vergine della madonna! Anche per la donna è la stessa cosa: s’innamora dell’uomo misterioso, apparentemente irraggiungibile, il famoso principe azzurro che esiste soltanto nella fantasia. Romeo e Giulietta s’innamororano perdutamente a causa degli ostacoli, dei contrasti tra le loro famiglie, ma se Romeo avesse posseduto una sola voolta Giulietta, le cose sarebbero andate molto diversamente.
Quando il maschio ha raggiunto il suo obietivo principale di possedere la donna di cui è innamorato, poi la domina incontrastato perchè la fa scendere dal piedistallo, non la considera più una dea bellissima e senza difetti, e la tratta con più sicurezza e distacco, ovviamente fino alla prossima puntata quando avrà di nuovo bisogno di scaricarsi. Quando l’uomo è carico di testosterone diventa gentile e premuroso, ma una volta fatti i fatti suoi, non c’è più l’ormone e ritorna ad essere disincatato.
Ecco perché la donna dovrebbe saper dosare i propri “favori” anzichè essere lei stessa a donarli. Le leggi dell’atrazione erotica non sono mai cambiate dalla notte dei tempi e sono leggi irrazionali, illogiche, senza senso, fatte apposte per costringere il maschio ad accoppiarsi e perpetuare la specie.
I guai arrivano perché l’uomo è promiscuo per natura, perché deve disseminare la specie, mentre la cultura imperante impone la monogamia.
Riepilogando: quando il maschio ha bisogno della donna, è cortese, cavaliere, gentile e premuroso, pronto anche a buttarsi nel pozzo per la sua amata. Non appena però ha soddisfatto i suoi bisogni, finisce l’incantesimo e diventa lui il dominatore, è lui il dio supremo.
Mi chedi poi “che ruolo hanno i mariti nella relazione. £E ancora: “la donna è responsabile almeno dell’80% dell’andamento del matrimonio”?
L’atteggiamento più distruttivo è quello di lamentarsi e criticare continuamente il partner. Le donne spesso esasperano e causano l’aggressività dell’uomo. Sembra quasi che la donna cerchi inconsciamente la prova che ha sposato un mostro, che ha sbagliato tutto, forse perché (sempre inconsciamente) c’è sullo sfondo della menbte l’immagine divina del principe azzurro mancato. Qualunque uomo abbia al suo fianco, quindi anche se fosse l’uomo dei sogni, l’uomo che avrebbe voluto sposare, prima o poi la donna si accorge che non somiglia per niente al suo principe azzurro… Ed ecco le sue lamentele, i suoi piagnistei, le sue critiche continue, i suoi risentimenti, tutte cose che non portano a niente di buono. Le troppe aspettative della donna nei riguardi del compagno, confrontate con l’impareggiabile ruolo del principe azzurro, fanno naufragare i matrimoni. Un matrimonio per durare non dovrebbe basarsi sulle aspettative.
Purtroppo i problemi nella coppia, specialmente con figli, crescono come i funghi. Purtroppo nessuno dei due partner è perfetto. Bisogna accettarsi per come siamo e continuare a volersi bene anche quando si discute a voce alta, anche quando si è in disaccordo e anche quando si riceve un torto o una scrtesia. Non è l’offesa del momento che dovrebbe contare, ma il comportamento complessivo che non dovrebbe essere mai in rosso. Ocorre concentrarsi sui pregi del partner e non sui difetti, altrimenti si ingigantiscono e i pregi, che pure ci sono scompaiono del tutto.
La vita è fatta di continui ostacoli da superare e farlo in due dovrebbe essere molto più facile, ma se si è sempre in disaccordo, viene meno il perno fondamentale della coppia, del contratto: la collaborazione reciproca. In fondo una coppia assomiglia ai due emisferi cerebrali del cervello: se vanno d’ccordo si hanno le migliori performance, le più grandi soddisfazioni, ma se non sono in sintonia, sono guai per entrambi.
Anche se non è facile essere sempre d’accordo, non deve mai venir meno la collaborazione che nasce dalla fiducia e dal rispetto reciproco. Se manca la collaborazione, c’è contrasto, contrapposizione, rivalsa, battaglie. Quindi, partendo dalla ovvia considerazione della necessità della collaborazione, a volte deve cedere l’uomo, a volte deve cedere la donna. Ma se nessuno cede… scoppia la bomba. Non a caso la virtù più grande è la mpazienza: senza pazienza non c’è né tolleranza, né flessibilità, nè buon senso, e tuto va a scatafascio. Chi ha più pazienza e buon senso, la donna o l’uomo? Ovviamente l donna, e quindi la donna deve cedere di più, altrimenti il matrominio si sfascia perchè l’uomo in genere è molto più irrazionale, egoista e irresponsabile della donna. L’uomo si accorge soltanto dopo dei suoi sbagli.
Se i due emsiferi cerebrali non collaborano tra loro, arriva la follia; se i due partner non collaborano e si fanno la guerra tra loro, arriva la separazione. Se alla donna non conviene la separazione o ne ha paura, deve cedere lei per prima; se non conviene all’uomo, deve cedere per primo lui. Ma la cosa più stupida e irrazionale è non volergliela dare vinta perché porta allo sfascio.
Insomma, il matrimonio dura soltanto se almeno uno dei due partner ha notevoli capacità di sopportazione, buon senso e pazienza da tener sempre presente l’obiettivo più importante: la famiglia!
Scusa Pasquale Foglia, cosa suggerisci invece in una storia di 20 anni con un figlio attualmente 16enne, mio marito mi ha fatto lasciare il lavoro all’epoca perché il bambino ha avuto bisogno di un lungo allattamento di quattro anni Per difficoltà nello svezzamento che poi si è verificato soltanto una celiachia. All’età di sette anni del bambino mio marito ha insistito per le sue doti di sciatore di seguirlo in montagna, tutti weekend mi recavo per gli allenamenti nella località sciistica e mio marito dopo il lavoro il sabato sera mi raggiungeva. Poi in prima media del ragazzino mi ha fatto trasferire in montagna dove nostro figlio seguiva sia la scuola che l’allenamento sciistico, ma la scuola terminava a giugno e dovevo rimanere fino al termine. poi rientrava nella mia casa in città per l’estate anche se ragazzo doveva seguire corsi di allenamento estivo se ghiacciai ora ragazzo é in terza superiore.
Due anni fa mio marito non mi ha chiesto di rientrare nella nostra regione e di far continuare il ragazzo non lo so attività con i stica vicino a casa, pur avendo negli anni passati acconsentito a tutto quello che mio marito mi aveva chiesto due anni fa vedendo ragazzino molto immaturo ho deciso invece di rimanere dovero. Sono due anni che me la sta facendo pagare staccandosi affettivamente da me lentamente tra febbraio e giugno di quest’anno non mi ha nemmeno cercata sessualmente proponendomi poi uno psicologo che mi convincesse alla separazione che arrivate nel mese di ottobre mi ha chiesto con una lettera da un avvocato mentre la scorsa estate abbiamo cercato di ricucire passando vacanze insieme, ripristinando molto freddamente anche la sessualità. Inspiegabilmente dopo aver ripreso il lavoro a settembre mentre io mi sono recata per un’altra settimana di vacanze estive con il figlio ha ricominciato con i suoi confronti. Tengo a precisare che lo scorso anno in montagna ho trovato sul suo telefonino è un messaggio di una donna che diceva di mettermi alla porta se gli davo fastidio. Alle mie domande se aveva un’altra donna all’epoca lui ha sempre rifiutato e negato e come nega ancora adesso, so che questa donna è una sua cliente in negozio e che lo va a trovare spesso il figlio di questa donna gli ha addirittura fatto un lavoro per il negozio malgrado tutto lui nega assolutamente una relazione con lei lo scorso settembre gli ha trovato un messaggio sul telefono dove prenotare una cena alle 22 in un locale a lume di candela, malgrado tutto sempre negato anche quello. Lo scorso ottobre mi ha mandato inspiegabilmente una lettera da un avvocato dove chiede la separazione consensuale a cui non acconsento per niente. Ho tentato in tutte le maniere con amore senza litigare ma lui è determinato alla separazione ma grado tutti i miei tentativi di ricucire parlandogli solo da amore e di tutto quello che voglio fare per lui, chiedendo scusa per tutti gli errori che posso aver commesso nel passato lui è determinato a questa separazione anche se mi dice che non è dovuta a nessuna causa che riguardano altre donne. Non so più cosa fare le ho tentate tutte ma lui a tutti i miei messaggi perché rifiuta categoricamente di parlarmi ai messaggi che ci scriviamo risponde solo con odio rabbia Rancore e risentimento e tantissima cattiveria a cui io malgrado tutto rispondo solo con amore, e lui solo con una cattiveria che non ha limiti. Anche del ragazzino sembra che non gliene importi più nulla, l’unico suo obiettivo è la separazione. Io sono disperata e non voglio separarmi proprio per niente. Cosa mi suggerisci di fare?
Cara Gabriella,
purtroppo le coppie ad un certo punto scoppiano perché i due partner non maturano contemporaneamente. La donna, in genere, è sempre più assennata dell’uomo specialmente se ha un figlio da accudire. La moglie cerca la stabilità.
Il marito invece è schiavo del proprio testosterone e ad un certo punto la moglie non è più in grado di soddisfarlo… E’ sicuramente ingiusto e sbagliato, ma le cose stanno in questi termini.
Dunque, non devi credere assolutamente di avere sbagliato qualcosa. Non hai sbagliato nulla.
Il mio consiglio è quello di fare buon viso a cattivo gioco, nella certezza che prima o poi tuo marito si stancherà anche dell’amante e si ricorderà di avere un figlio con te. Se resisti e ti opponi peggiori le cose e ti precludi la possibilità del suo ritorno (sempre che tu non voglia imitarlo e trovarti un compagno).
Accetta la realtà per ritrovare la pace perduta.
Caro Pasquale. Io e mio marito siamo sposati da 3 anni e da 9 stiamo assieme. Abbiamo 2 bambine. Ultimamente io non mi sento più felice con lui… non ha attenzioni nei miei confronti… nessuna forma di affetto. Ho provato a parlargli sia con la dolcezza e poi con la rabbia… ma non cambia… io non voglio più soffrire. Mi dica lei cosa devo fare. Grazie.
Rivolgiti a un consulente matrimoniale che sicuramente sa trovare la migliore soluzione per te.
Hai indubbiamente ragione… grazie Pasquale
Sei sempre più saggio, Romolo!
Ciao Pam, sei saggia!
Ciao Pasquale, ottimo argomento, hai sicuramente ragione ma credo vi sia anche qualcos’altro da aggiungere.
Le separazioni si muovono di pari passo con l’andamento della nostra società, esse sono il semplice risultato del grande bombardamento mediatico che riceviamo, così tutti chi più chi meno siamo soggetti ad infrangere le regole, a tatuarci, ad essere trasgressivi…ci danno anche esempi dall’alto…questo sentiero è pieno di trappole e continua a fare vittime, prima abbiamo parlato degli 800.000 italiani drogati dal gioco d’azzardo…ora parliamo di gente che per futili motivi si rovina il matrimonio…poi vi sono gli adolescenti che ricevono 500sms gratis al giorno, ma la lista non finisce certamente qui…infatti tutti diventiamo sempre più infantili grazie a tutto quello che ci viene propinato…
Una volta la donna era sottomessa ma ora non più, viene invitata anche lei a trasgredire, infatti lei è molto recettiva a queste cose, non è indenne dall’essere tentata ad evadere, vuoi sapere come? Dalle pubblicità che fanno credere che a cinquant’anni si è ancora come ventenni, così molte vogliono essere donne metropolitane con l’andatura da modelle… da facebook, da twitter, dalle chat, dalle palestre, dal personal trainer…dai messaggi… da whatsApp da youtube…dalla protezione che riceve dal giudice in caso di separazione anche se è stata lei la causa del dissesto matrimoniale, dalla sua autonomia economica ottenuta se lavora…possiamo andare avanti se vuoi…
Tuttavia per valutare quanto un matrimonio sia ” cementato ” si può fare uno stress test alle famiglie prendendo lo spunto da una indagine che ha rivelato che quasi il 100% delle case in cui erano entrate grosse somme di denaro vinte alle vincite, dopo poco tempo la famiglia si è disgregata…come mai? E l’amore dove è finito? Chiedi pure alle mogli o donne che conosci come si comporterebbero con una carta di credito con spesa illimitata…( evita di chiedere alla tua così gli eviti l’imbarazzo…)..viaggi, vestiti, macchine grosse, cene, party, lifting, snellimenti, cerette, estetista, massaggi, cure termali, tinte, ristorante…
La risposta è molto semplice, molte donne si mettono insieme all’uomo per avere la sicurezza ed accasarsi, se queste, – per fortuna non tutte – ottengono la sicurezza dal denaro …che ragione hanno di stare con lo stesso uomo a fare sacrifici per la vita? D’altra parte anche la natura insegna che alcuni animali femmina una volta fecondati ritengono che il maschio sia poi d’impaccio e… – prima lo ama e poi lo toglie di mezzo – !!
Dunque l’amore ” vero” che svanisce poco dopo salvo casi rari, è forse una semplice forma di mutuo soccorso, cioè ci si mette insieme per avere compagnia a vicenda ( un po come Don Abbondio spinto dai propri genitori alla scelta sacerdotale non per sua vocazione ma per avere anche una parziale sicurezza economica )
Chi è in grado di scendere nel profondo delle nostre coscienze per ottenere una parvenza di verità su quanto amore abbiamo ( o avevamo ) ognuno verso l’altro? E come possiamo capire se quello che ci viene raccontato corrisponde a verità o menzogna?
Quindi nel caos in cui viviamo oggi, bombardati da tutti questi stimoli fuorvianti è perfettamente normale che la casalinga assalti il marito per futili motivi…non potendo fare nulla per l’attuale sistema l’unica cosa che gli resta da fare è attaccare l’uomo che ha vicino o no?
Ma se alla fine se per futili motivi ci si separa significa che non c’era proprio nulla.
Alla prossima Ciao
Caro Antonio, sono d’accordo con te quasi su tutto. Però il mio articolo vuole dimostrare che le liti degenarno in separazioni, spesso anche contro la volontà stessa dei partner o di almeno uno dei due, semplicemente perché nessuno dei due sa che non deve replicare quando il partner è arrabbiato. Deve sfar sbollire l’ira, ossia far esaurire l’effetto irrazionale e bestiale dell’adrenalina.
Se il partner che subisce l’aggressione non provocasse… e soprattutto non replicasse, le liti non sarebbero così cruente e si vivrebbe molto più d’amore e d’accordo.
unabbraccio

Ancora una volta devo darti ragione, ho conosciuto coppie che si sono separate, poi però nel tempo si sono ravvedute insomma c’è stato il pentimento, forse la causa è come dici tu – litigano in preda a chissà cosa – e poi – contro la loro stessa volontà – si separano.
Quando tutto si acquieta sembrano altre persone, dovrebbero comunque capire che nella vita esistono anche piccoli sacrifici, ma pare che oggi pochi sono disposti a farli, come dicevamo già in passato… si sceglie sempre il percorso più breve cioè : quello di arrabbiarsi… forse anche questa è una semplice selezione della specie.
Ciao ed apprezzamenti ancora per la chiarezza nell’individuare l’essenza delle cose.
Caro Antonio, hai detto bene: quando tutto si acqueta, siamo tutti brave persone, ma durante la rabbia siamo peggio dei pazzi.
E dici bene anche quando sostieni che occorre fare piccoli sacrifici nella vita. Preciso che tutti vogliamo il pranzo bello e pronto e anche saporito, ma molti si guardano dal dire grazie e che è molto buono. Inoltre, tutti vogliamo il bello e rifiutiamo il brutto, specialmente le giovani spose, e purtroppo questo sogno naufraga nella vita di coppia.
Dici anche: “Scegliamo tutti il percorso più breve, quello di arrabbiarci”. Il fatto è che da bambini abbiamo assistito a troppi litigi terribili tra i nostri genitori e quindi abbiamo imparato molto bene la brutta lezione: per avere ragione devi gridare più forte, proprio come fanno i papà, e non devi dargliela vinta, come fa mammà. E così ci comportiamo come robot, salvo poi pentirci appena sbollita la rabbia.
Ci vuole così poco per continuare a volersi bene!
unabbraccio

Ricordo di aver letto una storiella in passato che diceva che un pezzetto di legno che galleggia vicino alla riva e viene spinto continuamente dalle onde a sbattere nello scoglio, o cambia direzione o finirà per consumarsi perché lo scoglio resta sempre nella sua posizione mentre il legno è sempre in movimento e non ha la durezza della roccia, insomma questa storiella è sempre stata da me ricordata perché mette in evidenza tante situazioni della vita in cui possiamo trovarci in analoghe situazioni… il nostro capo capoccione, la moglie testarda, altre situazioni simili…quindi o cambiamo traiettoria o finiremo come il legnetto a consumarci; nel caso dei due conviventi avrei piacere che tu commentassi chi è lo scoglio e chi è il legnetto?
Ciao
Antonio, la tua storiella me ne fa venire in mente un’altra.
La donna, essendo flessuosa come un’onda, si comporta proprio come l’onda del mare che s’infrange conrtinuamente contro gli scogli. E pur facendosi male nel duro impatto con lo scoglio (marito), continua a stuzzicarlo, prrova piacere a provocarlo, dato che è quella la sua natura…: provocare per attrarre.
Come l’onda, la donna con i suoi continui stress/test mette a dura prova la pazienza dell’uomo e la pace del menage… E tuttavia l’onda non rinuncia al suo comportamento sadomasochistico, non può fare diversamente. Al massimo, come la donna, va in cerca di altri scogli nell’illusione di trovarli più morbidi… Ma gli scogli, tutti gli scogli, non possono essere che duri.
Dunque, flessuosità/morbidezza contro rigidità/durezza: gli opposti si scontrano in un processo senza fine perché non sanno fare altro.
Bellissimo ed esaustivo Pasquale.. ma mi sorge una domanda… potrei anche riuscire a rimanere zitta (con enorme fatica, ma si può fare) è che quando poi lui diventa affettuoso ed amorevole bypassando le scuse.. la mia adrenalina potrebbe non essere più contenibile 🙂
Suggerimenti?!
Cara Pamela, se vuoi far durare la relazione, devi anche saper perdonare. Se invece, quando lui si è calmato ed è diventato affettuoso, passi al contrattacco per far valere le tue ragioni, e fai scattare a tua volta la tua adrenalina, la separazione è più che sicura. In linea generale, come ho precisato anche nell’articolo, la cosa peggiore è proprio contrattaccare quando il partner ha smesso di gridare. La donna, deve far valere le proprie ragioni nei momenti di intimità.
Cari saluti

Caro Pasquale ,ma lo sai che sei riuscito a farmi ridere?quello che dici è sacrosanta verità.In realtà per la donna resta incomprensibile l uomo e per l uomo resta difficile capire la donna.Nella cultura vedica la donna sapeva sempre sorridere al marito ,era amorevole e servizievole verso di lui,e così facendo conquistava sempre di più il suo cuore.ed ottenva in cambio ,amore affetto stima ed anche molta attenzione verso i suoi bisogni.Oggi,siamo più egoisti ,io mi metto in primo piano ,pretendiamp affetto e per primi non lo diamo .Io ti do ,ma tu mi devi dare e così via si perde lo scopo del perchè siamo con quella persona.Ti ringrazio Pasquale per le riflessioni che mi fai fare ,leggendo è come se tu mi avessi messo lo specchio di fronte ,ed in quello specchio vedo tutti i miei errori.Concludo chiedendoti ,come si può fare a mantenere il rispetto e la fiducia,sopratutto dopo una sfuriata del marito.?La mia impressione è che sono proprio le freccie lanciate sotto forma di parole che restano impresse nella mente ,e sono quei ricordi ad impedirti di avere il rispetto.Naturalmente questo vale per tutti e due.
Un cordiale saluto
luigina
Cara Luigina, grazie per il tuo feedback. Indubbiamente hai ragione quando dici che certe sfuriate sono difficili da sopportare, ma è anche vero che se la donna provocasse di meno, ne ricaverebbe molta più serenità e sicurezza. Un fatto comunque è indiscutibile: replicare colpo su colpo è micidiale per la sopravvivenza della coppia.
A presto

Complimenti è cosi…..la vita di coppia è già di per se difficile ma anche la bisogna trovare il giusto equilibrio altrimenti si tis già il fallimento…. L duomo è infantile si …è aggressivo ma la donna è esasperante …io quando ho smesso di farmi esasperare da alcuni atteggiamenti.e di lasciar correre su certe cose …ho trovato un’ intesa…anche se pensò che l’ intesa l equilibrio lo devi trovare prima dentro di te d poi riesci ad essere moglie mamma e amica….
Cara Antonella,
l’uomo è aggressivo e la donna è esasperante: la fotografia perfetta della realtà. Sembrano fatti apposta per litigare…
Dando per scontati i fattori basilari di partenza che sono la passione e la sicurezza, affinché un matrimonio maturi senza troppi problemi, servono il rispetto e la fiducia.
unabbraccio

Caro pasquale, questo articolo mi riguarda molto da vicino, perché il mio compagno alza tanto la voce e dice tante cose brutte. Guai a rispondere non si calma e tutto il vicinato lo sente. All’inizio non rispondevo ma ultimamente un po’ rispondo perché il suo modo è intollerabile. A volte abbiamo parlato e gli hi detto che deve cambiare modo altrimenti diventa difficile comunicare con lui. Non nego che questo suo atteggiamento aveva influenzato in po’ il mio modo di essere. Ma oggi con grande volontà ritrovo la mia solarità e la mia fiducia lasciando andare e stando zitta quando lui si arrabbia. Penso che il tuo articolo esprima la cosa giusta che è quello di lasciar perdere o andare fuori a camminare per scaricare la rabbia. Buona serata e grazie per le tue pillole di saggezza
Cara Stefania, grazie per la tua preziosa testimonianza.
A risentirci
Sono single però questo articolo mi fa tornare alla memoria le furibonde liti dei miei genitori quando ero bambino.
I miei genitori non si sono mai sposati e hanno sempre litigato per delle sciocchezze:mio padre vuole avere la ragione a tutti i costi anche se ha torto e questo suo vizio ha sempre reso impossibile la relazione con mia madre.
Lo stesso comportamento lo fa con me e per non litigare mi tocca assecondarlo.
Questo articolo e la mia esperienza mi fanno da monito per una futura relazione.
Articolo molto veritiero.
Le persone che vogliono avere ragione sono persone troppo orgogliose…almeno così funziona con mio padre…
Caro Romolo, sono completamente d’accordo con te. Le persone che litigano credono che non devono darla vinta al partner (a causa del proprio orgoglio come ben dici tu), ma non sanno che il vero motivo è che vogliono avere sempre ragione altrimenti si sentono sminuiti e defraudati della loro importanza. Se rinunciassero all’importanza, non ci sarebbe motivo di avere ragione. Inoltre, il fatto che per far smettere a una persona di gridare, non si deve replicare, lo sanno ben poche persone…
unabbraccio
