Inconscio, conscio e mantra
Quando la mente conscia emette ordini e contrordini, l’inconscio se ne sbatte!
Il mantra convince prima il conscio e poi l’inconscio.
Non è l’inconscio che viene convinto attraverso una frase potenziante, ma la mente conscia che non smette mai di giudicarsi e rimproverarsi e ha sempre l’ultima parola!
Non è l’inconscio che deve migliorare – l’inconscio è ricco di talenti ed è soltanto l’organo esecutore di ordini, buoni o cattivi che siano – ma la mente conscia e il modo come si auto-motiva e promuove!
Inconscio, conscio e mantra
L’inconscio è stato sempre paragonato a un iceberg la cui massa enorme è sotto la superficie dell’acqua, mentre la mente conscia corrisponde alla parte emersa e visibile dello stesso.
Se è così, e cioè se la punta dell’iceberg/inconscio è la mente conscia, essa è un’estensione dell’inconscio.
Possiamo anche dire che se la parte sommersa dell’iceberg è nascosta e sconosciuta, quella emersa è visibile e conosciuta.
Ma è chiaro che la parte emersa e conosciuta è sempre un’estensione della parte sommersa e sconosciuta.
La mente conscia è una estensione e l’evoluzione di quella inconscia.
La mente conscia sta all’inconscio, come la veglia sta al sonno.
Infatti, nei bambini entrambi gli emisferi della corteccia cerebrale sono inconsci.
L’emisfero sinistro si evolve diventando conscio o consapevole soltanto grazie all’educazione e al contatto con altre persone.
E siccome mente conscia e mente inconscia sono strettamente compenetrate come nell’iceberg, esse hanno la stessa natura.
Pertanto la distinzione tra l’io e l’es ha soltanto valore didattico, il che però ci ha portato fuori strada esattamente come la distinzione tra mente e corpo.
Infatti, ormai è comunemente accettato che mente e corpo sono interdipendenti, anzi un continuum, e già gli antichi se ne erano accorti tramandandoci la massima: “Mens sana in corpore sano”.
In realtà, la massima dovrebbe recitare: “Corpus sano in mens sana”.
Inconscio, conscio e mantra
Penso che non sia del tutto vero che l’inconscio sia sempre più potente del conscio, anche se è un gigante.
Più precisamente, questo è vero quando la mente è ignorante, immatura, non equilibrata, insomma quando non abbiamo sufficiente consapevolezza!
Non a caso la consapevolezza si sviluppa a spese dell’inconsapevolezza. Appunto, se la mente è debole, vuol dire che non è consapevole di sé, non crede in sé stessa, è insicura, incerta e piena di dubbi. Si è evoluta poco o niente.
In queste condizioni la mente conscia non è un buon “padrone” per l’inconscio. In questi casi, l’inconscio domina incontrastato comportandosi come un coglione!
Anche se l’inconscio (che corrisponde al 95% del corpo) è al servizio della ragione, quando la mente conscia emette ordini e contrordini, cioè non sa cosa vuole, l’inconscio se ne sbatte! E fa di testa sua.
Se la mente conscia non è in grado di fornire input chiari e precisi, l’inconscio resta silente o contrario (boicotta).
Questo spiega la lentezza con la quale si muove abitualmente e la sordità verso ordini incoerenti e contraddittori.
Penso a una sposa che non esce incinta o che abortisce perché ha paura della gravidanza e del parto.
Non a caso un’abitudine viene acquisita a seguito di molte ripetizioni, molti esercizi, molto allenamento, molti rinforzi.
È chiaro dunque che per convincere l’inconscio, si deve agire sulla sua… punta: l’Io.
L’io è la parte più evoluta, razionale e consapevole della persona e prende il nome di conscio o mente conscia, in contrapposizione alla grande massa non evoluta e non in grado di comprendere se stessa che è l’inconscio propriamente detto che agisce soltanto sotto l’effetto dell’istinto..
Inconscio, conscio e mantra
Se la parte non evoluta non ha coscienza di sé, figuriamoci se è in grado di comprendere una frase razionale, falsa o comunque esagerata, come appare sempre il mantra all’inizio delle ripetizioni!
La ragione, perciò, sembra essere molto più potente dell’inconscio, nel bene e nel male, perché è… la parte cognitiva, evoluta e sociale dell’organismo, è il faro che illumina la strada (o dovrebbe illuminarla) e ci guida lungo il sentiero della vita!
La verità è che l’inconscio è come un bambino e ha bisogno della presenza continua della sua mamma: senza l’assistenza continua del conscio non è in grado di badare a sé e fa tutto in automatico!
Le credenze negative, consapevoli o meno, non colpiscono l’inconscio, ma la mente conscia insicura, debole, dubbiosa e poco informata, e quindi incapace di sopportare le emozioni negative e le frustrazioni.
Prova ne è che quando una persona crede di essere inadeguata, incapace, buona a nulla, sono proprio queste le sue credenze negative!
Le emozioni negative come la paura, l’ansia sono i messaggi che l’inconscio manda in risposta a ordini e/o pensieri sbagliati della mente conscia.
E a causa della scarsa resilienza a cui si accompagna sempre una bassa autostima, il nostro corpo, l’inconscio, spesso finisce per ammalarsi.
Inconscio, conscio e mantra
Le convinzioni limitanti colpiscono i bambini perché non sono ancora consapevoli, né tanto meno autonomi e indipendenti. Ciò succede quando non si sentono accolti, accettati e amati in maniera incondizionata.
Naturalmente sono soggetti alle credenze limitanti anche gli adulti disadattati di “qualunque” età, ossessionati da aspettative e pretese e bisognosi di rassicurazioni ed assistenza.
In questi casi si tratta di nevrosi infantile (che comprende tutte le patologie da comportamento inadeguato).
Ed ecco perché “credere in sé stessi” è il fattore decisivo nelle performance e nella routine quotidiana. Credere in sé stessi significa sentirsi sicuri, avere una grande fiducia in se stessi, e quindi non avere paura di nulla!
Credere in sé stessi significa avere una ottima autostima!
Credere in se stessi significa che la mente conscia è sicura e convinta delle proprie capacità e ha smesso di giudicarsi e sminuirsi!
E a quel punto è il miglior padrone dell’inconscio: solo una mente forte è in grado di badare al proprio corpo!
Inconscio, conscio e mantra
Io direi però che la mente conscia si sente sicura soltanto quando si è allenata bene, e quindi dopo mole ore di pratica e si è raggiunta una buona consapevolezza.
La consapevolezza nasce dalla sintonia o intesa o collaborazione tra l’inconscio, cioè il cervello emotivo, e il conscio, cioè il cervello cognitivo. La consapevolezza è l’effetto dell’ampliamento dei circuiti neurali.
Quando la ragione ci crede senza nutrire il minimo dubbio, è fatta, nel senso che l’inconscio recepisce l’ordine alla perfezione e si mette all’opera.
Il tempo occorrente per auto-convincerci recitando un mantra, serve proprio a costruire le nuove reti neurali corrispondenti ai nuovi atteggiamenti mentali, ai nuovi programmi che abbiamo inserito nell’inconscio attraverso la recitazione dei mantra e che l’inconscio stesso potrà eseguire automaticamente.
Ma le reti neurali si formano soltanto quando alle frasi potenzianti che recitiamo o scriviamo (mantra o frasi affermative) seguono anche azioni appropriate. In poche parole, dobbiamo metterci in gioco e ampliare la propria zona di sicurezza. Insomma ci dobbiamo allenare appropriatamente sopportando le sfide, la fatica e lo stress.
Inconscio, conscio e mantra
E dunque, è la mente che deve auto-convincersi prima di tutto. L’inconscio invece si convince soltanto con la pratica, soltanto con l’allenamento!
La riprogrammazione dell’inconscio è efficace proprio perché è la mente conscia che conduce il gioco ed è la mente in primis che se ne giova.
Allo stesso tempo, cambiando atteggiamento mentale, cambiano anche i nostri comportamenti e i nuovi programmi sono registrati come circuiti neurali nella memoria inconscia.
In ogni caso, la ragione riprende sempre il controllo della situazione, come succede per esempio con i comandi ipnotici o i messaggi subliminali.
Infatti, il motivo per cui l’ipnosi, pur così potente in apparenza, non ha avuto il successo auspicato in campo medico/psicologico, è anche perché agendo soltanto sull’inconscio, gli effetti positivi sono temporanei.
L’inconscio è il corpo e si modifica e fortifica soltanto con l’allenamento fisico.
Senza nuove reti neurali, l’inconscio continua ad eseguire i suoi vecchi programmi a prescindere dalle nostre velleità.
Inconscio, conscio e mantra
I nuovi programmi li può scegliere e registrare soltanto la mente conscia che decide di cambiare e migliorare consapevolmente ripetendo determinate frasi potenzianti che servono proprio ad attivare il corpo attraverso la pratica, attraverso le azioni.
Pertanto, se la mente conscia è pigra e non si impegna a fondo perché è poco convinta della bontà dei mantra, o di un esercizio fisico, o di una determinata azione, smette di eseguire le ripetizioni anzitempo e non si formano le nuove reti neurali. Insomma il corpo non si fortifica. E si resta succubi delle vecchie abitudini negative.
Quindi, contrariamente a quanto si è sempre detto, le frasi potenzianti servono a convincere la mente conscia prima di tutto. Ma la mente conscia è un osso duro, è troppo logica e ipercritica, perciò ci vuole tantissimo tempo per convincerla attraverso un mantra: lo stesso tempo che serve al corpo, all’inconscio per fortificarsi con l’allenamento.

Salve Pasquale,
Complimenti bellissimo articolo molto chiaro.
Che dice con questo allenamento si può superare anche l’ansia cronica?
L’ansia cronica è irrazionale, deriva dell’inconscio, quindi allenando il conscio a essere razionale e non avere paura ed essere più forte della paura, con questi nuovi collegamenti l’ansia dovrebbe diminuire giusto?
La prego mi dica di si mi dia una speranza!
Saluti è ancora complimenti.
Cara Erika,
L’ansia è causata dalle preoccupazioni.
Per eliminare l’ansia devi smettere di preoccuparti inutilmente.
Prendi la vita meno sul serio. Divertiti e rilassati di più.
Guarda film che fanno ridere e ascolta le barzellette.
Tanti auguri.
Io faccio ancora fatica a “sentire” questa suggestiva nuova ipotesi,forse perchè la mia mente conscia è ancora troppo rigida di fronte a tali considerazioni.
Ci vorrebbe qualcuno in grado di aggirare le mie resistenze e potrei ritrovarmi,senza neanche sapere come, ad accettare qualche dato di fatto,senza paura.
Forse,nel mio caso,solo l’inconscio conosce la via maestra per convincermi e rassicurarmi.
Per me funziona ancora il contrario,e cioè che la ragione non domina i miei sentimenti,o,quantomeno,non in modo duraturo,ma solo temporaneo.
Altrimenti,se bastasse quella davvero gran parte delle sofferenze sarebbero risolte.
Leggerò sicuramente i tuoi libri,comunque.
E non ti sbagli, Holly: la ragione vuole avere sempre ragione; non solo, ma va anche di fretta ed è spesso velleitaria e contradditoria, per cui si scontra automaticamente con l’inconscio, il nostro corpo, che per la sua struttura fisica se la prende comoda e ubbidisce alla mente, ossia agisce, soltanto quando gli ordini sono coerenti, chiari, precisi e soprattutto ripetuti a lungo.
La mente agisce anche senza sapere, mentre il corpo per poter agire deve prima imparare come si fa (tirocinio o allenamento), quindi il corpo va sul sicuro, mentre la mente pretende sempre di sapere tutto e spesso non sa nulla. La mente diffida sempre delle idee degli altri -per esempio del mantra che le è stato proposto- e mai delle proprie!
Dunque, è vero, la ragione non è in grado di dominare i sentimenti e le emozioni, e ciononostante pretende di sapere tutto e vuole avere tutto sotto controllo, pur cambiando spesso opinione, confondendo l’inconscio che perciò si guarda bene dall’eseguire gli ordini (boicottaggio). E proprio perché la ragione vuole avere il controllo della situazione, della realtà, ci fa soffrire così tanto perché non può sapere che gli eventi negativi giocano a nostro favore nel medio-lungo periodo.
C’è anche da dire però che “credere in se stessi” è il fattore decisivo nelle performance e nella routine quotidiana. Puoi avere tutti i talenti che vuoi, ma se non usi la testa, non diventi un campione! L’allenamento è guidato dalla mente, non dall’inconscio. Credere in se stessi significa che la mente conscia è sicura e convinta delle proprie capacità e ha smesso di giudicarsi e sminuirsi! Se ci crede la ragione senza nutrire il minimo dubbio, è fatta, nel senso che l’inconscio recepisce l’ordine e si mette volentieri all’opera.
SE INVECE LA MENTE NON È CONVINTA DELLA BONTÀ DEL MANTRA E NON SA RESISTERE AI DUBBI E ALLE DIFFICOLTÀ, MANDA TUTTO ALL’ARIA E INTERROMPE PREMATURAMENTE IL TIROCINIO O ALLENAMENTO, OSSIA PRIMA CHE SI SIANO FORMATE LE RETI NEURONALI. E SENZA RETI NEURONALI L’INCONSCIO NON SI MUOVE, NON ESEGUE ORDINI.
Come dire che il computer non solo non si accende se non c’è qualcuno che preme l’interruttore, ma non funziona neanche bene se l’operatore (la mente conscia) non conosce il programma.
Grazie del commento.
Buongiorno a tutti,
credo che la principale forza di Pasquale sia di riportare le cose alla semplicità estrema che ci riconduce alle origini, senza le complicazioni che ci complicano la vita… ( che sono tra le cause principali dei nostri disagi…) dire poi le cose senza un secondo fine non ha eguali, poi ancora…il suo lessico è semplice e intuibile, trasparente e genuino, logico. Complimenti ancora e grazie di cuore!!
Caro Antonio, sei molto generoso, e io apprezzo la tua generosità… Grazie!
Unabbraccio
Pasquale
Pasquale complimenti !
É uno degli scritti che più condivido degli ultimi anni .
Sono un coach e lavorando quotidianamente con la PNL riprogrammo assolutamente la mente conscia stimolando continuamente il formarsi di nuovi collegamenti neuronali. Questi concetti insomma li metto in pratica continuamente ottenendo risultati eccezionali ! Una mia cliente colpita da ictus 4 anni fa ed ora sanissima é rimasta con una serie di fobie derivanti da un ancoraggio a quella esperienza …. In poco tempo é migliorata considerevolmente applicando semplici ma efficaci esercizi pratici che consistono nel porsi domande razionali alle quali lei da risposte razionali …. Rinforzando la mente conscia , ” allenandola” a darsi spiegazioni logiche sta imparando a gestire l ansia e la paura che l ictus si riprensenti , derivanti dall inconscio.
E proprio ieri sera , nonostante questo mio metodo stia dando risultati eccezionali mi chiedevo cosa avrebbero detto i padri della psicologia perché in qualche modo stavo percorrendo una strada contraria a quella classica …
Stamattina il tuo articolo mi ha illuminato e confortato .
Complimenti e avanti così
Angela Capozziello
Cara Angela,
non puoi immaginare come sono felice nel leggere questo tuo commento. Hai ragione quando parli di conforto: si ha sempre bisogno di conferme anche quando sei sicuro al 100% di ciò che dici o fai. E nel mio caso ancora di più perché non sono né un medico, né uno psicologo, e i miei pazienti sono le molte lettere di aiuto che ricevo grazie alle quali ho affinato il mio intuito e le mie deduzioni.
Ti auguro grandi soddisfazioni nel tuo lavoro e non solo, ed eventualmente puoi confidare sul mio supporto. Ne sarei molto lusingato.
Unabbraccio
Pasquale
Quindi se io indago il perché dei miei problemi di ansia e panico capisco solo la causa ma solo accettandoli e comprendendoli potrò riacquisire fiducia, essendo appunto cosciente di poterlo fare nonostante tutto.MA, come abbatto le barriere potenti dei meccanismi consci e inconsci dell’ansia e del panico?cioè da dove si inizia?
Da dove si inizia, Karl? Dal recupoero dell’autostima perché tutte le emozioni negative sono causate da una percezione di sé negativa. E quindi ti devi mettere davanti allo specchio e convincere la tua mente CONSCIA che, nonostante tutto, tu sei una persona valida, che merita amore e stima, e devi essere tu il primo ad amarti e rispettarti. Se ti guardi allo specchio con disgusto o disappunto, ossia se sei scontento di te stesso, cosa vuoi aspettarti che ti succeda?
Ovviamente, questo è soltanto l’inizio della terapia, ma forse faresti bene a leggerti qualche mio libro o ebook….
Caro Karl ho appena pubblicato un commento che spero ti sia qualche risposta . Sto proprio trattando una persona che ha fobie ed ansia in seguito ad un ictus che 4 anni fa l ha messa a rischio di vita . Ora sta benissimo ma ogni volta che sente un dolorino scatta ha panico perché lo riconduce a quell evento . Per lei e anche per te non é sufficiente a mio avviso solo dirti certe cose logiche e razionali sperando che queste convincano in qualche modo il tuo inconscio a stare buono , ma sono necessari esercizi quotidiani semplici ma molto potenti che ” allenino ” il tuo razionale a diventare più forte e convincente Dell inconscio .
Piccoli passi , piccole vittorie quotidiane porsi domande efficaci e costringere la nostra mente razionale a trovare risposte razionali …in questo modo tu crei nuovi collegamenti neuronali più efficaci delle vie che negli anni hai creato come difese non efficaci ( l ansia e la paura altro non sono che strategie di difesa che hai creato perché la tua mente razionale non era abbastanza convincente o solida )
Scrivere senza applicare non é semplice ma spero di averti dato qualche dritta utile
Angela Capozziello
Cara Angela, innanzitutto grazie per il commento e per il suggerimento che hai dato a Karl che condivido integralmente.
Credere di poter convincere l’inconscio bypassando la mente razionale, è una chimera vera e propria, tanto è vero che l’ipnosi ha effetti positivi molto brevi proprio perché mancano i collegamenti neuronali tra i due emisferi cerebrali.
E’ la mente razionale che si deve auto-convincere, non l’inconscio. Premesso ciò, farsi domande intelligenti per avere risposte intelligenti dal cervello è sicuramente la strada giusta da seguire per liberarsi di credenze limitanti; e le domande intelligenti sono anche i mantra potenziati di cui parlo nel mio ebook. E’ ovvio che nel caso di ictus, non bastano le belle parole, ma ci vogliono applicazioni pratiche da parte di un fisioterapeuta per ripristinare lentamente le vie nervose distrutte. Le stesse frasi potenzianti (che agiscono sulla mmente conscia e non sull’inconscio) sono efficaci proprio perché spingono all’azione, a fare esercizi e applicazioni pratiche, migliorando gradualmente la percezione di sé o autostima e quindi anche la fiducia in se stessi che è l’antitesi dell’ansia e della paura.
Grazie ancora e cordiali saluti.
Pasquale