SE SONO BRUTTO, BRUTTO DAVVERO, COME POSSO ACCETTARMI?
L’accettazione non è mai una resa, ma una liberazione.
Non vergognarti mai!
“Buonasera Pasquale, ascolti, io ho un problema abbastanza grave che magari all’impatto può sembrare banale ma mi sta logorando. Io sono brutto, davvero brutto. E’ una cosa certa, non opinabile, questione di simmetria ossea e di conseguenza non trascurabile. Ora, non sarà tutto nella vita ma il mio conflitto ha preso da tempo una piega quasi universale. Mi chiedo sempre più spesso perché alla fine dovrei essere felice se non sono stato progettato materialmente per esserlo? Insomma, la storia dell’accettazione io la vedo più come una resa. Alla fine distruggermi in tutto e per tutto è l’unico modo che ho per mostrare il Medio all’ingiustizia che è la vita in generale”. (Da un commento su questo blog)
Se sono brutto, brutto davvero, come posso accettarmi?
La felicità non dipende dall’essere belli o brutti, o dall’essere ricchi o poveri, e neanche dall’avere o meno successo nella vita. Come tutte le emozioni, anche la felicità dipende unicamente dai nostri pensieri, e meglio ancora da come ci giudichiamo e dalle scelte che facciamo.
La felicità si ottiene facendo prevalere le emozioni positive su quelle negative.
“Non nascondere i tuoi difetti: sono la tua vera bellezza“. (Nicoletta Cinotti)



