Strategie di motivazione
Nella vita devi sempre faticare, o prima o dopo…
Quattro strategie di motivazione.
Strategie di motivazione
“Quando una persona sta facendo un cammino psicologico che veda dei risultati… dove trovare la molla che ti fa scattare, essere forte e senza paura di nulla… Mi capita spesso di essere forte nelle situazioni difficili e un po’ pappa molla nel quotidiano vivere… Dove posso trovare una molla, quel tot in più per essere sempre motivato e vivere bene?” (Da un commento a un mio articolo sul Network Piuchepuoi.it).
Dove trovare la molla che ti tira su, che ti fa stare bene con te stesso, che ti fa sentire forte, sicuro, capace e motivato?
La motivazione è l’energia che ci spinge ad agire, a portare a termine i propri obiettivi. Essa nasce soltanto se hai un problema e capisci che se non ti dai da fare starai peggio.
Strategie di motivazione: innamorati di te stesso(a)
Se non percepisci alcun tipo di problema tra quello che sei adesso e quello che vorresti essere, non nasce la motivazione.
Quindi sei motivato soltanto se vuoi cambiare, se vuoi migliorare, se sei insoddisfatto di come sei, di quel che sei. Quando sei insoddisfatto è molto pericoloso. Le varie forme di dipendenza (cibi ricchi di zucchero, droghe, l’alcool, gioco d’azzardo, ecc.) sono generate dall’insoddisfazione e dal bisogno inconscio di compensazione! Quando non resisti ai dolci ( o a cose ancora peggiori…) è perché devi compensare la tua insoddisfazione: il tuo corpo ha bisogno di dopamina per stare bene, almeno per un po’…
Ci sono almeno quattro strategie efficaci per essere motivati.
La prima strategia consiste nell’essere innamorati di se stessi!
Come ho scritto nell’articolo al quale rimando, soltanto chi sa amarsi ha un atteggiamento di gratitudine verso la vita e verso se stesso che gli spiana tutte le strade.
A chi non sa amarsi manca tutto!
Strategie di motivazione: il segreto per imparare ad amarsi
Il segreto per imparare ad amarsi è iniziare a coccolarsi e a premiarsi da soli, a cominciare dalle piccole cose, senza aspettare che ci sia qualcuno a farlo!
Quando ti va bene qualcosa devi festeggiare in qualche modo per ringraziare il tuo inconscio e la tua mente conscia, far sapere loro che sei grato, che sei contento, che sei soddisfatto dei risultati che hai ottenuto.
Se non ti abitui a premiarti da solo anche per le piccole cose, succede che quando sarai sulla cresta dell’onda non ti sentirai per niente soddisfatto. E avrai la convinzione errata che per essere felice devi ottenere ancora di più… sempre di più (gli psicologi parlano di adattamento edonistico).
In realtà, ciò che ci manca spesso è proprio il senso di gratitudine verso la vita. Gratitudine per quello che già abbiamo, per quello che siamo diventati, per ciò che abbiamo conquistato e soprattutto per la persona capace, forte e sicura che siamo diventati.
Dunque, si deve imparare a dire grazie a tutti e a tutto, anche a sé stessi nello specchio, senza tralasciare neanche l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo.
La gratitudine ti spiana tutte le strade e ti fa sentire innamorato di te stesso e responsabile della tua vita, quindi sempre contento, entusiasta e motivato.
Strategie di motivazione: fai un elenco delle cose di cui sei grato(a)
Il secondo modo per essere motivato è una variante del primo e consiste nel fare un elenco di tutte le cose che già hai e che hai saputo realizzare fino ad oggi, tutte le cose di cui puoi essere orgoglioso, siano esse materiali, morali o spirituali.
Più è lungo l’elenco meglio è.
In questo elenco puoi inserire di tutto, per esempio le persone che ami e che ti amano, la tua casa, il portiere, l’ascensore, la bicicletta, il cagnolino, il portachiavi e anche la tua collezione di francobolli o di farfalle… e anche i momenti della vita in cui ti sei sentito alla grande.
Quando ti senti insoddisfatto o pensi che non ti vada bene niente, rileggendo l’elenco potrai tirare subito su il morale ripensando alle cose buone che hai saputo fare.
Strategie di motivazione: il principio del sacrificio obbligato
Il terzo modo per motivarsi forse è ancora più potente dei due precedenti: occorre essere coscienti del fatto che nella vita è obbligatorio impegnarsi e faticare.
Se non lo fai prima, volontariamente, sarai costretto a farlo dopo obbligatoriamente.
Per esempio, puoi imparare a mangiare moderatamente, abituarti a fare ogni giorno attività fisica o allenamento, studiare, leggere e lavorare.
Se lo fai dopo è perché devi farlo per forza…
Per esempio, per scendere di peso, spesso senza riuscirci o per sbarcare il lunario.
Infatti, avendo scansato la fatica e l’impegno, non sei stato in grado di farti strada e devi lavorare duro per riuscire a pagare le bollette, la rata del mutuo, l’affitto di casa, mettere la benzina nella macchina.
E vivi con la paura di essere licenziato se fai ritardo, oppure se fai il lavativo perché il lavoro manuale è una cosa che sanno fare tutti.
Il principio del “sacrificio obbligato” lo puoi applicare a tutte e tre le aree della vita: famiglia e relazioni, lavoro e carriera, salute fisica e mentale.
Per esempio, se non curi il rapporto con tua moglie fin dall’inizio, imparando ad essere comprensivo, tollerante e gentile, rischi di restare solo come un cane e andare ad elemosinare un po’ di intimità in una famiglia allargata…
Strategie di motivazione: le difficoltà stanno solo all’inizio
È evidente che dovendo comunque faticare, o prima o dopo, tanto vale farlo prima volontariamente ed in maniera proficua e selettiva.
Quindi, quando non hai voglia di alzarti la mattina per recarti al lavoro o andare ad allenarti, ricordati che di questo passo verrà il giorno che dovrai farlo per forza, col rischio di doverti alzare alle prime luci dell’alba per non far mancare il pane ai tuoi figli!
Sappi anche che per riuscire in qualunque campo della vita devi leggere molti libri e studiare. Anche per trovare la fidanzata devi sapere come conquistarla. Anche per riparare un rubinetto o la persiana devi sapere come si fa, per non chiamare ogni volta l’esperto e sborsare quattrini.
Devi studiare anche per imparare una lingua straniera e saper far funzionare il nuovo elettrodomestico che hai acquistato o qualunque strumento tecnologico.
Dunque, se ti abitui da subito a leggere molto, poi ti piacerà tantissimo farlo, altrimenti resterai un ignorantone e ti troverai malissimo nella vita.
Le difficoltà della motivazione stanno solo all’inizio perché si deve vincere l’inerzia.
Strategie di motivazione: fare un passo alla volta
Quindi bisogna fare un passo alla volta e darsi obiettivi non troppo impegnativi da raggiungere, altrimenti ci si scoraggia e si abbandona.
All’inizio bisogna andare piano, con progressione, come si fa nell’allenamento.
Devi ispirarti e/o allearti con qualcuno che ci è riuscito o che fa la stessa cosa che stai facendo tu.
Devi badare all’inizio più ai rituali a cui abituarti -per esempio alzarti presto- che ai risultati da raggiungere, e premiarti per ogni piccolo progresso.
E man mano che fai dei progressi e passa il tempo, ti abitui a fare le cose senza sforzo e con gioia.
Strategie di motivazione: avere uno scopo di vita ben chiaro
Infine, se vuoi essere sempre motivato – questo è il quarto modo, il più importante di tutti – devi avere ben chiaro il tuo scopo di vita. In questo modo conosci sempre la direzione giusta verso cui muoverti.
Devi sapere dove vuoi arrivare, cosa vuoi fare nella vita, quali obiettivi vuoi raggiungere e persino come deve essere la tua compagna di vita…
Infatti, spesso ci si unisce a un partner soltanto per passione o infatuazione, e dopo due anni o anche prima, attenuandosi o scomparendo del tutto l’attrazione fisica, ci si accorge di avere interessi e valori diversi e non conciliabili tra loro…
E così il progetto familiare crolla per mancanza di attaccamento, di comprensione, di tolleranza, di rispetto e d’amore.


Certamente!
Devo dire che mi trovo d’accordo su molti punti di questo articolo.Ho imparato che nella vita più cose sai fare e più è vantaggioso per sé stessi.Alla fatica ci si abitua piano piano e dopo la si sente di meno.E’ sempre l’inizio la parte più difficile…ma per il semplice fatto che manca l’abitudine.
Ciao Pasquale e buon lavoro!
Benissimo Romolo, ti trovo sempre più sicuro di te e perspicace. Farai molta strada!
Unabbraccio
Pasquale
Ciao Pasquale, perdonami per la lunga assenza, ancora una volta sono stato “catturato” dal modo in cui hai discusso il tema e per l’appunto vorrei esprimere il mio pensiero. Credo che quando ti sacrifichi a lungo per un obiettivo e quindi vivi sul “tragitto” della vita, senza che te ne accorgi maturi anche il coraggio per spalancare le braccia all’onestà, al senso civico, fai crescere esponenzialmente il tuo livello di COSCIENZA. Ma come in tutte le cose bisogna lavorarci sodo, altrimenti dopo, quando il tempo sarà trascorso senza essersi impegnati nel momento necessario, bisognerà accontentarsi delle briciole.
Ed è sul DOPO e sul POI che vorrei soffermarmi, evidenziando la loro enorme importanza; Sono secondo me due parole dal contenuto strategico. Se pensiamo a quanto caro é il prezzo che potrebbe pagare una donna nel momento in cui rimanda la decisione di avere un figlio ad un’età che non è quella che madre natura ha stabilito. Accade la stessa cosa quando si dice che ci si vuol impegnare a fare una data cosa, per esempio a leggere un libro, ad andare in palestra per fare attività fisica, ecc., ma di fatto non lo si compie. Il POI è figlio del MAI, ed il MAI nipote degli INSUCCESSI. Quindi caro Pasquale mi trovi allineato al tuo pensiero, e come tu stesso lasci intuire é necessario anticipare le mosse in modo che al momento giusto la nostra macchina d’azione sia pronta ad affrontare. Saluti
Ciao Giuseppe,
è per me una grande gioia sentirti! Sono d’accordo quando dici “…come in tutte le cose bisogna lavorarci sodo, altrimenti dopo, quando il tempo sarà trascorso senza essersi impegnati nel momento necessario, bisognerà accontentarsi delle briciole”.
Anche la tua riflessione sul DOPO e sul POi è molto significativa e mi ricorda quei fumatori che dicono: “Guarda che io so come si fa a smettere di fumare. Se volessi potrei smettere subito….”. Peccato che non smettono mai….

1abbraccio
Caro Pasquale buongiorno e grazie per i tuoi aricoli sempre intreressanti; naturalmente in tutte le cose per vefificarne l’efficienza bisogna provare a metterle in pratica, non rimane quindi che iniziare…
Leggendo nelle varie risposte ho trovato alcuni suggerimenti riguardo la possibilità di inserire nella scuola alcune nozioni riguardo la crescita personale ed insegnamenti di questa natura, poichè io sono molto propenso e fautore di questa idea da tempo, trovo che molto potrebbe essere fatto…senza che ognuno di noi debba arrangiarsi sempre nella vita nel cercare di migliorare la propria esistenza da autodidatta…pensiamo a quanti genitori sono veramente consapevoli o persone avvedute di crescere i propri figli dando loro una adeguata educazione ed insegnamenti che possano poi dare indirizzi diversi nella vita; quindi per incuria o per malizia c’è molto da fare.
Vero o falso che sia da parte di alcuni c’era un detto…” teniamoli ignoranti…” quindi è un territorio dove c’è un mondo intorno…alla mancata informazione…e molto altro ancora e quindi non si può pensare che questo sia poco rilevante nella nostra vita…a quanti danni stanno causando…( non dimentichiamo che è di questi giorno la mancata corretta informazione della commissione sul terremoto dell’Abruzzo…quindi i danni le istituzioni li fanno e noi non possiamo esimerci dal non considerare la nostra vita scollegata da loro )
Ricordo perfettamente che nelle varie conversazioni mi veniva detto di non ” poggiare troppo la propria vita nelle istituzioni o contare troppo su loro…” ma contare principalmente sulle nostre forze…, ovviamente sono punti di vista condivisibili; ma oggi noi non viviamo isolati in un capanno nella foresta contando sul cibo che da noi procurato…viviamo in un contesto dove pur contando sulle nostre forze e motivazioni siamo in continua dipendenza da altri dove molto della nostra vita è basata sulle istituzioni e quindi queste possono essere molto determinanti per una vita peggiore o migliore come stiamo vedendo…
Mi vengono in mente pendolari da trent’anni che fanno i precari impegnati 12 ore al giorno o altre situazioni al limite dell’incredibile…o altre situazioni che, per quanto ci sia l’impegno da parte nostra…c’è una battaglia quotidiana da fare…che vita sttanno facendo questi?
Apprezzabile dunque il pensiero di inserire nelle scuole ore di ” scuola di vita ” per insegnare ai ragazzi a non soffrire quando incontreranno difficoltà nella vita a non scoraggiarsi, perchè gli insegnamenti che dai a noi caro Pasquale devono essere riservate solo a pochi eletti?
Grazie ancora e buona giornata
Caro Antonio,
hai messo il dito sulla piaga: “Vero o falso che sia da parte di alcuni c’era un detto…” teniamoli ignoranti…” quindi è un territorio dove c’è un mondo intorno…alla mancata informazione…e molto altro ancora e quindi non si può pensare che questo sia poco rilevante nella nostra vita…a quanti danni stanno causando…”.
Si arrangi chi può! Non dovrebbe essere così, ma così stanno le cose. Purtroppo non possiamo essere tutti miliardari….perchè se fosse così nessuno più lavorerebbe e moriremmo tutti di fame. Non possono vivere tutti di rendita. Il mondo deve essere vario, altrimenti non funziona.

1abbraccio
caro, pasquale, a proposito di quello che tu definisci sacrificio obbligato, ultimamente ho letto la teoria di un’autore russo(nn faccio nomi qui ma hai capito di che libro si tratta,)secondo il quale nella vita per stare bene e raggiungere i propri fini non è necessario lottare e buttare il sangue, ma bensì farsi trasportare dagli eventi e stare ben vigili a non farsi ingannare da fini che non sono nostri.. tu che ne pensi?
un salutoda sara
Ciao Sara,
se la parola sacrificio non piace possiamo sostituirla con impegno. Se una persona non si impegna resta una mezza calzetta e sarà comandata a bacchetta da tutti. Se questa situazione gli va bene, può anche dormire fino a mezzogiorno…, ma credo che dovrà vivere sulle spalle di qualcuno, oppure di rendita….
Nella frase dell’autore da te citato, che non ho letto e non conosco, c’è una grande contraddizione. Farsi trasportare dagli eventi significa non fare assolutamente nulla e affidarsi alla benevolenza del vento come una nave a vela… Invece stare ben vigili significa esattamente il contrario di non fare nulla.
E l’espressione non farsi ingannare da fini non nostri rende ancora più assurda la faccenda perché non significa nulla!
Forse bisognerebbe valutare tutto il contesto, chissà che non emerga una cosa meno contorta….

1abbraccio
Caro Pasquale, rivolgendomi ad un ipotetico fannullone, riguardo al discorso “fatica”, intanto sostituirei quella parola con un’altra, che dia un impatto meno “brutto” perchè, come ci siamo più volte detti, il termine “fatica” credo non piaccia proprio a nessuno…
Al fannullone direi quindi che per raggiungere dei traguardi che diano pienezza e soddisfazione nella vita, bisogna “conquistarseli”. Questo modo di dire le cose secondo me, dà più energia e motivazione ad agire.
Credo che le parole con le quali ci esprimiamo per trasmettere un messaggio, siano molto importanti per l’effetto che possono produrre nel nostro cervello. infatti, se il cervello pensa di dover fare fatica, si avvilisce e diventa restio ad affrontare cose che recepisce come sforzi.
Se parliamo di conquista invece, sono convinta che la nostra mente sia spronata a raggiungere degli obiettivi, come meta per persone in gamba che non si arrendono.
Ad ogni modo,al fannullone che non ha voglia di fare niente bisognerebbe dare una bella strigliata.
Non si può vivere nella pigrizia e nell’inerzia della mente e del corpo: così la vita non ti passa più!
Inviterei come primo passo i fannulloni a meditare sul vecchio ma saggio detto popolare:
meglio un giorno da leone che cento da pecora!
Baci e buona domenica a tutti.
Ciao Rita,
hai perfettamente ragione: le parole che usiamo sono molto importanti. Ma come “strigliare” il fannullone senza metterlo in guardia dalla sua pigrizia e senza elencargli le miserie a cui va incontro e costringerlo così a darsi una mossa? Diciamoci la verità: quando ci vo, ci vo!
1abbraccio
Grazie Pasquale della risposta..
sicuramente sarebbe l’ideale, perché la famiglia oggi giorno ha sempre meno tempo a dedicare ai figli e anche se c’è l’hanno non hanno i tasselli giusti i i competenze per affrontare un tema cosi ampio.. trovo non male se nelle scuole inseriscono una volta alla settimana o due non dico una materia però spazio educativo sia nel settore sociale che psicologico dove si confronta e si dialoga e si affronta le paure e l’insicurezze dei giovani, hanno bisogno di un punto di riferimento facendo anche delle esperienze all’estero confrontarsi con altri popoli e non rimanere chiusi e sognare a occhi aperti… Un abbraccio.
Ciao Saloua,
mi fa piacere che la pensi come me e ti sono grata per i tuoi messaggi. Se eventualmente hai qualche dubbio da risolvere puoi scrivermi in privato (pfoglia2@gmail.com).
1abbraccio
Carissimo Pasquale.. non potrei mancare
sicuramente la molla non c’è la regala nessuno..
per arrivare ad amare se stessi e saper stare con essa bisogna conoscersi bene e confrontarsi continuamente e accettare i nostre pregi e difetti, cercare di migliorare e adattarsi ai cambiamenti è un lavoro continuo senza sosta.. rimango dall’idea che come abbiamo l’obbligo di lavorare fuori per vivere dobbiamo lavorare anche dentro di noi per poter difendersi dal’imprevisti della vita, e avere quella grinta per andare avanti, è tutta una catena…
purtroppo non si nasce ne perfetti ne consapevole di questa sapienza..tutto ciò si ottiene con l’esperienze e il passare dell’anni e anche grazie ai nostre errori,e qui subentra il nostre carattere e la nostra personalità per far si che si diventa sempre più bravi e capace..
Un abbraccio e buona domenica.
Ciao Saloua,
tutte esatte le cose che hai detto. C’è soltanto da aggiungere che ci insegnano tante cose a scuola, tranne quelle più importanti: come sviluppare un carattere forte, sicuro e flessibile….
1abbraccio
non sono d accordo che la vita e soffrire o sofferenza PE NSO che si fa fatica quando facciamo cio che non ci piace, a volte mi capita di fare lavori che mi piace fare che il tempo passa in fretta non sento neanche il bisogno di fare la pausa pranzo non sento neanche la FATICA ,il mattino dopo salto giu da letto per finire il lavoro che tanto mi apassiona sono pieno di energia LE RELAZIONE con donne fai la guerra e con donne sei in pace CARO pasquale penso che nella se fanno sforzi si sta male penso che ognuno di noi dentro di noi trovare il talento e le persone che ci fanno strare bene non sono molto bravo a scrivere
Ciao Roberto, e chi ti dà torto! Chi dice diversamente! Se lavori con passione non ti accorgi neanche che il tempo passa, e ti passa anche la fame! Io lo so molto bene….
Premesso ciò, penso che tu debba rileggere l’articolo esaminandolo sotto la sua vera angolatura.
1abbraccio

Dici cose sacrosante Pasquale!
Prima di tutto, amare se stessi è il presupposto per poter amare e ricevere amrore dagli altri..Parlando di amore di coppia, quando non si ha fiducia in se stessi, si rischia di sviluppare solo una rapporto di dipendenza dalla persona che pensiamo di amare e non di amore vero. In tali casi, per un non nulla, si soffre e si è come delle “banderuole al vento” che cadono a terra con un solo soffio. Se invece si hanno propri interessi, se si ha cura per se stessi, se ci si ama insomma, allora non dipenderemo da nessuno e saremo in grado di dare e ricevere l’Amore che rende bella la vita.
Importantissimo poi il fatto di scrivere le cose belle che si hanno; ci sono mille teorie che vanno in quella direzione perchè si dice che imprimendo nella carta i nostri convincimenti e le nostre emozioni più belle, si potenzia notevolmente l’effetto di piacevolezza che producono imprimendosi meglio in noi (quindi, meglio non cimentarsi e concentrarsi sulle cose brutte perchè altrimenti si alimentano).
Per quanto riguarda l’impegno e la fatica; beh, può sembrare un qualcosa di spiacevole. A chi piace la fatica? ma in realtà, il nostro impegno quotidiano, diventa un vero piacere quando siamo consapevoli che da esso ne deriva tanta soddisfazione e appagamento. Per fare un esempio, correre, è faticoso all’inizio, ma poi, di volta in volta, quando ci rendiamo conto che il nostro fisico diventa snello e scattante, che siamo pervasi dal buon umore, che la nostra mente è lucida e intuitiva, allora andare a correre diventa un vero piacere e lo si fa col sorriso! io l’ho provato e funziona così.
Per quanto riguarda il fatto di avere scopi precisi nella vita, credo non sia facile per quanti sono gli imput e le influenze che si ricevono sulle nostre scelte dalla società. Concordo con te Pasquale per quanto riguarda la scelta del compagno/a di vita ma, parlando ad esempio di un’altra scelta molto importante che è quella del lavoro, si rischia di essere travolti da una serie di circostanze per cui alla fine sei costretto a fare un lavoro del tutto diverso da quello che intendevi fare.
Un lavoro sbagliato ti può rovinare l’esistenza.
Pensiamo a chi vorrebbe mettersi in proprio e fare una determinata attività professionale. Ci sono purtroppo mille balzelli burocratici e, una volta immesso sul mercato, non è facile arrivare a fine mese, economicamente parlando, per quante tasse di debbono pagare e quindi sei costretto a chiudere e cambiare lavoro, sempre che riesci a trovarlo.
Il problema è sempre lo stesso Pasquale, e i detti popolari in merito, sono pillole di grande saggezza: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!
Cara Rita,
hai detto un sacco di…. cose esatte!
Sono pienamente d’accordo con le tue considerazioni, soprattutto per quanto riguarda il lavoro: siamo costretti a prendere quello che ci capita. Ma se possiamo seguire le nostre passioni, come ho fatto io che mi sono riciclato dopo essere andato in pensione -e comunque il mio lavoro mi piaceva- dandomi alla mia vocazione di scrittore motivazionale, è tutta un’altra cosa, sei su un altro pianeta!
Vorrei chiarire però il concetto di fatica o di impegno. E’ chiaro che la parola fatica è brutta, e potrebbe trarre in inganno, ma parlando di motivazione e rivolgendoti a un ipotetico fannullone, come fai a fargli capire che se scansa la fatica prima dopo sarà ancora più dura?
1grande abbraccio
