Famiglia: perché si litiga così tanto?
La famiglia è la fucina dell’inconscio
L’inconscio è troppo permaloso
Famiglia: perché si litiga?
In famiglia si litiga così tanto perché viene facilmente meno l’autocontrollo.
L’autocontrollo è la funzione più importante della corteccia cerebrale (possiamo anche dire dell’emisfero sinistro del cervello che è quello che si assume il ruolo critico ed educativo durante la crescita).
Famiglia: perché si litiga così tanto?
In famiglia non c’è né auto-controllo, né auto-critica e spesso si fa la gara a chi grida più forte…
La famiglia è la fucina dell’inconscio, e l’inconscio odia sia l’autocontrollo, sia la critica.
E tuttavia il peggior difetto dell’inconscio (potremmo anche dire dell’emisfero destro del cervello) non è tanto la mancanza di autocontrollo o di autocritica che sono basilari per la convivenza civile: il peggior difetto dell’inconscio è la sua permalosità esplosiva!
Io, tu, egli, noi, voi, essi: tutti abbiamo l’inconscio e tutti siamo permalosi in maniera “più” o “meno” esplosiva.
Anche perché siamo fin troppo educati e mansueti al lavoro, con gli estranei, con gli altri, e quindi in casa ci dobbiamo rifare… sputando fuori tutti i rospi ingoiati….
Famiglia: perché si litiga così tanto?
In famiglia si litiga così facilmente perché, mancando l’autocontrollo e l’autocritica, impera l’inconscio e la sua permalosità.
Tutti i bambini sono permalosi. Anche i grandi lo sono. E i genitori non sono da meno. Le eccezioni confermano la regola.
La permalosità (“scontrosità”, suscettibilità, coda di paglia, negazione) è l’opposto della gentilezza, dell’amabilità, del rispetto, dell’accettazione.
La gratitudine è l’unico sentimento che anestetizza l’inconscio, perciò ci fa vivere in armonia con gli altri.
La gratitudine è il risultato della civiltà, della cultura e dell’educazione, e fa capo all’emisfero sinistro del cervello, mentre la permalosità è l’espressione del cervello emotivo o sistema limbico che corrisponde proprio all’emisfero destro del cervello.
Ora l’inconscio, cioè l’emisfero destro, è assai più potente della coscienza che corrisponde all’emisfero sinistro. Infatti gli esseri umani funzionano in base alle abitudini che ci rendono tutto così veloce e facile perché sono automatiche, appunto inconsce.
Famiglia: perché si litiga così tanto?
L’uomo primitivo, che aveva a che fare con le belve, andava avanti con la forza, come fanno ancora i bambini tra di loro. Invece l’uomo civile ha imparato a chiedere con garbo e a dire grazie. La civiltà si esprime con la gentilezza e con gratitudine, ossia dicendo grazie.
Purtroppo, in genere in famiglia non si dice grazie.
Chi si abitua a dire grazie sente la gratitudine fin dentro le ossa. Vive a lungo e non si ammala mai. La prima cosa che dobbiamo fare la mattina quando ci svegliamo e poggiamo il piede a terra è dire grazie, grazie, grazie.
Dicendo grazie regolarmente, la permalosità dell’inconscio viene tenuta a bada.
Mamme, insegnate a dire grazie ai vostri figli! Maestre, insegnate a dire grazie ai bambini!
Ma il vero motivo per cui si litiga così tanto tra mariti e mogli, genitori e figli e tra fratelli e sorelle è un altro! Quando si trascorrono tantissime ore insieme, capitano tante occasioni di contrasto e quindi si litiga.
E quando si litiga compare la rabbia e si dicono parole mostruose di cui poi ci si pente quando torna il sereno. Infatti nella rabbia l’inconscio annienta completamente la ragione, cioè l’emisfero sinistro.
E dunque qual è il rimedio contro le liti, contro la rabbia, contro la bestialità dell’inconscio e in generale contro i dispiaceri della vita? Il rimedio per tutti è la consapevolezza che aumenta grazie alle conoscenze, all’esperienza, alla resilienza e alle abilità acquisite, comprese le buone abitudini.
Più libri leggiamo e più diventiamo consapevoli e saggi.


ho 70 anni ho vissuto in una famiglia dove si litigava continuamente urla a non finire quando ci penso mi vengono crisi di nervi come faccio a superarlo ce l’
li ho continuamente nella mente mi potete aiutare
Mi sembra strano che a 70 anni non sei ancora riuscita a metabolizzare i tuoi brutti ricordi. Ti consiglio di parlarne con uno psicoterapeuta.
Pasquale
Caro pasquale buongiorno, avevo già fornito il mio commento ma è andato perso a causa della caduta della linea, pertanto lo ripropongo sebbene le cose scritte di getto hanno un sapore diverso, esattamente come il frutto che viene tolto alla pianta e mangiato….
Concordo pienamente con le tue riflessioni sebbene la parte scientifica di come avvengono queste reazioni nel nostro organismo sono cose per addetti ai lavori, tuttavia cercando di prendere la parte essenziale del contesto vi sono stati apprezzamenti anche da parte di mia moglie che ha molto gradito in particolare che la ” permalosità (“scontrosità”, suscettibilità, ) è l’opposto della gratitudine (gentilezza, amabilità, consenso, accettazione) e sul buon utilizzo della parola grazie…
A casa nostra si litiga come penso in tutte le case dove vi è convivenza, una delle prime cause come per’altro accennavi è l’eccesso…di protezione da parte delle mamme, di servilismo nei loro confronti i quali approfittano di queste situazioni, tuttavia ho cercato per quanto possibile di crescerli con amore, sincerità e rispetto, sono cose che comunque pagano anche se spesso bisogna metterli in riga perchè sconfinano nella mal’educazione.
Cerco di insegnare loro a guadagnarsi le cose altrimenti non le apprezzano e quindi non hanno il piacere della soddisfazione…
Io invece all’età di dieci anni lavoravo già nei bar perchè eravamo sette in casa e lavorava solo mio padre, non si discuteva e basta, e quando si usciva tardi alla sera dal lavoro con altri miei compagni che lavoravano come me, avevamo voglia di giocare e così andavamo in giro in bicicletta anche alle due di notte, nessuno veniva a cercarci …guadagnavo 15.000 lire al mese che davo in casa, alla domenica pomeriggio andavamo al cinema, ma io dovevo uscire prima delle quattro perchè dovevo andare al bar a lavorare, non vedevo mai la fine del film così al giorno successivo avevo il desiderio di sapere come era andata a finire la storia e dovevo cercare qualcuno dei miei compagni che l’avesse visto…ancora oggi quando parlo di questo provo una forte sensazione che…solo chi ha provato può conoscere…posso solo dire che darei fino all’ultima goccia di sangue piuttosto che far provare ai miei figli cose simili…se faccio un semplice confronto tra queste generazioni vi sarebbe molto da discutere anche sulla differenza di valori…al senso di responsabilità e quant’altro..
I litigi in casa sono comunque cose perfettamente normali, è molto importante a come vengono dette le cose anche se a volte bisogna ricordare loro che si è familiari e quindi bisogna avere il massimo rispetto reciproco…Grazie ancora a tutti e saluti
Caro Antonio,
molto interessanti e vere le cose che ci hai ricordato e che in gran parte ho vissuto anch’io.
Concordo perfettamente con te sul fatto che i litigi in casa sono normali. L’omportante è non esagerare, anzi guai se non ci fossero…
1abbraccio grande

Molto interessante questo articolo!
Ma vale anche al contrario!
Io ad esempio sono cresciuto con mia mamma, che fin da piccolo mi ha imposto un autocontrollo eccessivo, ho sempre dovuto bloccare le mie emozioni e la mia impulsività e per lungo tempo sono stato vittima del panico per paura di “esplodere” e di arrabbiarmi.
Ho sempre dovuto farmi carico di molte responsabilità, fra cui il suo GIUDIZIO.
Se non ero all’altezza delle sue aspettative e non avevo la sua approvazione venivo etichettato come un poco di buono, e anche ora che vivo da solo mi sento ancora in gabbia.
Come posso far uscire questo mio lato da “mostro” senza sentirmi in colpa??
Mille grazie per questa tua preziosa testimonianza, Stefano! Certo che l’articolo vale anche al contrario. Tua madre, per esempio, imponeva a te l’autocontrollo e non potevi neanche fiatare, e lei stessa aveva l’inflazione dell’autocontrollo, ossia ne era diventata schiava non rendendosi conto del male che faceva a te e a se stessa. Il troppo è sempre la causa di tutti i difetti e di tutti i malanni, non mi stancherò mai di ripeterlo.
E tuttavia tutti i lati oscuri hanno il loro dono: per esempio, tu hai acquisito una grande consapevolezza, anche se ancora non completa. E dunque come puoi uscire dalla tua gabbia senza sentirti in colpa? Semplicemente perdonando tua madre e volendole ancora più bene perché alla fin fine, lei ti ha voluto “troppo” bene, tanto è vero che hai dovuto innalzare il tuo io ideale per essere all’altezza delle sue aspettative! Questa imposizione è vero che fa soffrire, ma ti porta anche a raggiungere traguardi molto elevati. E’ come un tizio che si impone di vincere il premio Nobel: dovrà impegnarsi fino allo spasimo per avvicinarsi alla meta e anche se non la raggiunge sicuramente sarà una persona di molto superiore alla media. E naturalmente “Chi si accontenta gode” molto più di chi non si accontenta mai!
Una persona che ha compreso che è “stata vittima del panico per paura di “arrabbiarsi”, è già un essere superiore alla media! Stefano, anche se tu hai un lato mostro, questo lato mostro nasconde il suo opposto divino: prendine consapevolezza. La tua gabbia/mostro/senso-di-colpa in realtà non ha sbarre: puoi uscirne subito e goderti la tua libertà e il tuo essere divino dicendo grazie alla vita e a… tua madre! Il tuo nemico è stato il tuo più grande maestro!
Per uscire da qualunque gabbia interiore devi concentrarti sui tanti doni che hai ricevuto dai tuoi problemi e non sui problemi stessi che ti angustiano.
1doppio abbraccio

una concezione di vita liberale basata sulla fiducia regge la famiglia e fa scaturire sentimento di rispetto e ammirazione.
io ricordo ancora il giorno che presi la patente un dicembre di molti anni fa, e mio padre la sera stessa mi disse “le chiavi della macchina sono sul tavolo, prendile pure” LA FIDUCIA serve come sale nella pasta, è la base di ogni rapporto interpersonale e va data, o ti fidi o non ti fidi, e il prezzo da pagare per chi viola quel patto non scritto chiamato fiducia si chiama castigo o punizione che deve arrivare solo a fiducia tradita.
Ho sentito di figli che hanno messo alla berlina il padre o la madre perchè dopo la vedovanza hanno deciso di farsi una vita, vomitando tutto lo stupido egoismo loro sui genitori, se ricevi fiducia da ragazzo la devi restituire a maggior ragione da adulto.
Ciao Giacomo,
certamente, quando c’è la fiducia, c’è anche il rispetto reciproco (o autocontrollo) e quasi sempre anche l’armonia. In genere è raro…
1abbraccio
