(Originale pubblicato su piuchepuoi.it il 18-03-2013)
VUOTO INTERIORE: PERCHÉ?
Il successo non va a braccetto con la soddisfazione
La vocina interiore ci fa sentire angosciati
Il super-conscio è l’opposto della vocina interiore.
Molte volte capita che nonostante non ci manchi nulla, e persino quando ci sentiamo realizzati e sicuri in tutte e tre le aree della vita – carriera-business, coppia-relazioni e salute fisica e mentale -, e ci sono quindi tutti i presupposti per essere felici e contenti, sentiamo invece un inspiegabile senso di vuoto interiore e d’intensa solitudine.
E finiamo per credere, erroneamente, che dobbiamo procurarci più amore, più rispetto, più potere, più soldi, più beni materiali di ogni genere, aggravando ancora di più il nostro malessere interiore.
Purtroppo il successo materiale non va a braccetto con il senso di soddisfazione interiore.
VUOTO INTERIORE: PERCHÉ?
Il fatto è che ci siamo abituati a soddisfare unicamente i bisogni della mente e del corpo, dimenticando che abbiamo anche una dimensione spirituale.
Il nostro inspiegabile malcontento e il senso di vuoto derivano proprio dal non essere in contatto con la nostra parte spirituale, quella che molti chiamano Super-Conscio e che è la nostra parte migliore: amorevole, altruistica, compassionevole, tollerante, generosa, ottimistica, flessibile, gioiosa e divina. Insomma l’esatto opposto dell’ego.
Quando ci commuoviamo intensamente vedendo un film strappalacrime, quando regaliamo o prestiamo soldi oppure facciamo un favore a qualcuno disinteressatamente, quando perdoniamo chi ci ha offesi, e quando ci estasiamo di fronte ad una panorama, un dipinto, un fiore, un tramonto spettacolare e in tante altre occasioni in cui ci sentiamo veramente bene, sta operando in noi il nostro Super-Conscio.
Il Super-Conscio è l’opposto della vocina interiore. Quest’ultima proviene dall’ego ed è permeata di materialismo, esigenze, aspettative, pretese, bisogno di possesso, attaccamento, avidità, invidia, orgoglio, e tante altre amenità… di cui non siamo mai sazi.
La vocina interiore è la causa della paura di non farcela e dei conseguenti pensieri negativi. Invece il Super-Conscio è spiritualità e quindi promana amore, gioia, generosità, abnegazione, tolleranza, gratitudine, compassione, equilibrio e saggezza.
Il vero pensiero positivo è proprio tutto questo perché trascende i bisogni materiali dell’io.
VUOTO INTERIORE: PERCHÉ?
Il nostro cervello produce sia pensieri negativi che pensieri positivi.
La grande differenza tra pensieri negativi e positivi, come già sappiamo, sta nel fatto che i primi sono spontanei, ossia vengono da soli, mentre i secondi richiedono la nostra attenzione e partecipazione volontaria, anzi la nostra riflessione.
Proprio come il contadino elimina dall’area coltivata le erbacce che ostacolano la crescita degli ortaggi, così noi dobbiamo attivarci per fare in modo che ci sia pulizia nella nostra mente. Purtroppo i neuroni producono il tutto e il contrario di tutto.
Occorre cioè avere un senso di appartenenza alla comunità e contribuire in qualche modo al benessere collettivo desiderando anche la felicità degli altri e non solo la propria.
Tutto serve nella vita, a cominciare dal denaro ai beni materiali, allo status sociale e al successo, ma non dobbiamo diventarne succubi. E questo è possibile soltanto se c’è equilibrio tra la nostra parte materiale e quella spirituale. Altrimenti, nonostante la prosperità e l’abbondanza di cui auspicabilmente godiamo, dovremo fare i conti con una brutta sensazione di mancato appagamento.
La nostra mente conscia quindi è soggetta sia alla vocina interiore che tende a terrorizzarci con pensieri negativi possessivi e deprimenti, ingigantendo i piccoli problemi quotidiani spesso legati a motivi di orgoglio e al bisogno di importanza sempre presente, che riattivano le vecchie credenze negative; sia al super-conscio che suggerisce pensieri positivi encomiabili e ci induce a compiere azioni altruistiche.
VUOTO INTERIORE: PERCHÉ?
Ecco la grande scelta che dobbiamo compiere.
Più siamo maturi ed equilibrati e più siamo portati a soddisfare i nostri ambiti spirituali attivandoci non solo per il nostro bene, ma anche per il bene degli altri.
Se ascoltiamo soltanto la vocina interiore, ci sentiremo sempre angosciati, anche se non ci manca nulla. Sentiremo perciò un vuoto interiore e tanta solitudine. Soltanto se ascoltiamo la voce del Super-Conscio saremo abbastanza ispirati e faremo scelte giuste e appaganti.
La vocina interiore ci ricorda le scortesie che abbiamo ricevute durante la giornata e ci fa tenere il broncio, istigandoci in tutti i modi per restituirle al più presto.
Invece il Super-Conscio ci ricorda che se sappiamo comprendere e perdonare il nostro partner, i nostri figli, i nostri amici e colleghi di lavoro e tutte le persone con cui ci rapportiamo abitualmente, possiamo ricevere da loro molto di più perché si sentiranno in debito nei nostri riguardi.
Pertanto, anziché restituire pan per focaccia come vorrebbe il nostro orgoglio ferito, è molto più funzionale mostrare una breve e leggera freddezza per dare il tempo al soggetto interessato di capire che è stato scortese verso di noi e darsi da fare per rimediare.
VUOTO INTERIORE: PERCHÉ?
La nostra vita è fatta di continui errori di cui quasi tutti hanno paura, mentre in realtà sono proprio gli errori che ci fanno crescere e progredire sotto tutti i punti di vista.
Gli errori non si dimenticano mai e ci fanno da monito. Tuttavia facciamo in modo che non si tratti di errori gravi e irreparabili…
Il progresso sociale stesso dell’umanità è fatto di errori e correzioni. Guai a chi non si mette in gioco e non agisce per paura di fare errori. Verrà il momento in cui si sentirà sprovveduto e del tutto incapace di affrontare gli eventi.
Facciamo errori anche nei rapporti umani che possono migliorare soltanto se prevale il buon senso e la compassione reciproca per le difficoltà insite nelle relazioni stesse.
Il buon senso e la compassione sono figli legittimi del senso di responsabilità senza il quale si finisce sempre per dare la colpa agli altri, mentre invece la responsabilità di ciò che ci succede è sempre personale e mai esterna a noi.

Pasquale ho letto volentieri la risposta data a Rita.
Finalmente mi sono liberato di quel brutto vizio di dare la colpa agli altri e adesso ho il coraggio di ammettere a me stesso che se in passato sono stato debole è perchè sono io che ho voluto essere debole.
E’ meglio sbagliare perchè se non si sbaglia si rimane sempre nell’ignoranza.L’errore dona sapere,dona conoscenza ossia esperienza.
Piuttosto che osservare il successo degli altri ho imparato a concentrarmi su me stesso.Devo costruire il mio successo personale.
“bisogno di possesso, attaccamento, avidità, invidia, orgoglio, e tante altre amenità…” Sono sentimenti distruttivi che annullano la nostra lucidità mentale…sono sentimenti da inetti…Generano la malattia.
L’amore genera amore,l’odio genera odio, la violenza sia psicologica sia fisica da solo dolore, sofferenza,malattia.
L’odio è la consolazione dei vinti e la goduria dei vincitori.
Non è odiando che sconfiggeremo il nostro nemico ma solo con l’azione possiamo farci giustizia.
Senza l’azione il nostro nemico ci riderà sempre in faccia e il nostro odio farà salire il suo orgoglio alle stelle.
Invece con l’azione le nostre parole diventeranno taglienti come i denti di un lupo e faremo a pezzi il diavolo che abbiamo davanti a noi.
Mentre l’invidia (che conosco molto bene) ti rende un carnefice.
L’invidia ci rende dei sicari che uccidono coloro che si meritano un premio e la vittoria.
L’invidia è il non voler accettare i nostri limiti,le nostre sconfitte,i nostri rimproveri per esserci abbandonati alla pigrizia.
Se vogliamo possiamo eccellere in qualunque campo.Dobbiamo volerlo.
Vogliamo cambiare davvero?Bene…allora dobbiamo essere disposti a faticare parecchio…Dobbiamo accettare la disciplina e il dolore.
Disciplina,Fatica,Tolleranza al dolore ,Persistenza sono le 4 leggi che creano un dislivello di potenza tra noi e chi ci sta accanto.
E’ tutta una questione di abitudine dopo il cervello e il corpo si abituano a queste quattro leggi.
La possessività ti rende un oggetto materiale e non una persona.
Accumulare ricchezze su ricchezze senza un freno non ha senso perchè nella tomba non ci serviranno le ricchezze purtroppo.
A tutto c’è rimedio solo alla morte non c’è rimedio.
Per carità i soldi aiutano parecchio e ci fanno sopravvivere in questo mondo spietato però attenzione: la ricchezza non sudata rende flaccide le persone.Solo chi si suda le cose riesce ad apprezzarle per davvero. L’eccesso di ricchezza ereditata genera il vizio.Non ci si accontenta mai e si vuole sempre di più…Ci si sente sempre annoiati e alla fine ci tramutiamo in mostri.
Caro Romolo,
se sei diventato così maturo, spero non solo teoricamente, lo devi ai tuoi trascorsi, e quindi brinda, dì grazie ai tuoi errori…
1abbraccio
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Pasquale io cerco sempre di applicare i concetti che discuto con te nella mia vita.A volte ci riesco e a volte no.A volte sono empatico e a volte no.Certi giorni divento proprio cinico e guai a chi mi rivolge la parola…
Insomma ho i miei alti e i miei bassi ma non mi abbatto e vado avanti.
Anche perchè poi se mi abbatto e divento pazzo cosa succede?Mi aspettano gli psicofarmaci…E ciò equivale a buttare 10 anni di cambiamento perchè si sa …i farmaci psichiatrici ti trasformano in un vegetale e distruggono il corpo e la testa.
I farmaci non risolvono i problemi ma dobbiamo essere noi a trovare la strada che fa al caso nostro.
Anche se mi rimane difficile ammetterlo e scriverlo…Tutte le tribolazioni che ho passato mi hanno permesso di diventare quello che sono ora:un ragazzo psicologicamente indipendente che vuole fare affidamento solo sulle sue forze e che non chiede nulla a nessuno.
Un ragazzo che si apre solo con chi ha sofferto e che non sopporta di doversi sorbire i pianti di ragazze stupide che amano troppo e si fanno fregare da uomini avventurieri.
Voglio essere un partner e non un amico in questo particolare momento della mia vita.
Sicuramente per me rimane molto difficile essere generoso con chi mi sta accanto perchè il più delle volte la bontà viene vista come debolezza.
Il gentile e bravo ragazzo il più delle volte viene ridicolizzato e visto perdente e inetto.
Tuttavia aprendo il vocabolario ho visto che “buono” e “debole” non sono sinonimi.
Adesso sono anche un diavolo e vivo meglio.
Un tempo ero un angelo senza corna.
Adesso sono un ribelle e ti dico “meglio regnare all’Inferno che servire in Paradiso”.
Ciao!
Complimeenti Romolo, fai in modo che teoria e pratica viaggino insieme. Un segreto che vale per tutti noi: fare attenzione alle esagerazioni, ossia al troppo e al poco.

Ciao
EHHH è verissimo ciò che dici!Infatti devo fare attenzione perchè a volte la rabbia mi acceca e perdo la ragione…Devo ridere di più e basta.
Ciò che manca nella mia vita è il divertimento dopodichè sono equilibrato:un lavoro è alle porte ,sono riuscito a costruirmi un gruppo di amici,con le ragazze ho flirt…Insomma la ragazza è sicuro che la trovo perchè adesso mi percepiscono più sicuro e più positivo.
Insomma ho risollevato la mia immagine e ciò mi rende felice e più fiducioso nelle mie capacità.
Ciao Pasquale!
Caro Romolo, hai fatto progresi da gigante. Questo è ciò che conta e che ti deve dare la carica.
La rabbia non acceca la ragione solo a te, ma a tutti. Non si tratta di esagerazioni ma di automatismi inconci difficili da fermare perché scatano prima che te ne rendi conto. Però è già un grande progresso fermarti subito dopo lo scatto di collera, e questo è possibile solo se chiedi subito scusa. Devi convincerti che i mali vengono soprattutto per il nostro bene per poter riuscire a fermare qualunque scatto automatico.
In bocca al lupo!

Caro Pasquale Ciao,
è un articolo molto interessante e di valore inestimabile che induce ad una personale e costante riflessione nel tempo.
Mi pare che il significato principale ruoti intorno all’egoismo che abbiamo intrinseco dentro di noi ed ai rapporti interpersonali con gli altri, questi primi aspetti sono molto significativi e rappresentativi su quanto ci sia da lavorare su noi e gli altri.
Presupponendo quindi di essere fortunati per avere la facoltà di leggere i tuoi articoli che contribuiscono alla nostra crescita interiore, e sappiamo che questi sono rivolti ad una minoranza …noi – si intuisce quanto lavoro ci sia da fare per avere buoni rapporti per interfacciarsi bene con gli altri…
Quindi per quanto concerne l’aspetto dell’egoismo visto come vanno le cose credo sia un problema ” primitivo e congenito ” e, per quanto si possa lavorarci resta qualcosa che abbiamo nel nostro dna …d’altra parte negare come si muove oggi l’uomo con la sua sete di avidità…e le difficoltà che vi sono nell’avere un dialogo tra coloro che non condividono lo stesso pensiero è molto significativo, si tratta sempre comunque di una lotta tra il bene ed il male…
Tralasciando la parte dell’egoismo, l’ altro aspetto anch’esso spinoso tratta dei nostri rapporti con gli altri…altra nota dolente in cui emergono tutte le difficoltà quotidiane dei rapporti tra colleghi, parenti, amici, vicini di casa…rapporti inariditi che spesso è anche difficile da rinverdire…ci si muove in un mondo dove ognuno è preso dai propri guai spesso con disparità economiche abissali, magari convivendo nello stesso cortile…questi sono dettagli che, sembra diano poco valore aggiunto al contesto, invece sono questi che ci fanno vivere bene o male la nostra vita quotidiana, un cattivo rapporto tra vicini ed ecco che il vivere quotidiano è poco gradevole.
Straordinaria la frase ” tutte le difficoltà della vita nascono dai nostri errori ” verissimo come è pur vero che la nostra libertà finisce dove inizia quella di un altro…ma così è la vita, se ci si trova in coda alla cassa del supermercato e, poco dopo apre una seconda cassa, la gente non rispetta più la coda precedente ma cerca di ” fregare” quello che aveva davanti…ignorando assolutamente le buone regole, e noi che osserviamo la scena forse ci conviene ridere…
Noi faremo sicuramente tesoro delle tue perle di saggezza e fare del bene al prossimo ma non dobbiamo dimenticare di chiudere bene la porta alla sera.
Grazie buona giornata in attesa di altri articoli molto riflessivi.
Caro Antonio,
Straordinaria la frase “tutte le difficoltà della vita nascono dai nostri errori”, mentre le soluzioni che troviamo per correggere quegli errori ci riempiono di felicità. E dunque senza errori non ci sono correzioni e soluzioni e non si progredisce, anzi non c’è felicità… Gli errori ci fanno bene e non farne è disastroso.
1abbraccio

Fantastico Pasquale!
condivido pienamente i pensieri che hai espresso in questo articolo che mi ha colpito nel segno.
Proprio oggi ho subito dei torti verbali da parte di una collega (a dire il vero mia responsabile) che, a mio parere, si mette in competizione con me, si sente come sfidata da me e dalle mie capacità lavorative e per questo spesso mi attacca. Quando lo fa io ci rimango malissimo e, a caldo, a malapena reagisco. Poi mi capita che a casa inizio a starci male poichè rimuggiono i torti subiti con pensieri negativi verso la responsabile. Stasera ho raccontato a tavola a mio marito e figli quanto mi era capitato ma questo non mi è servito a nulla poichè il mio umore continuava sempre più ad essere basso, mi sentivo triste per aver subito ingiustamente gli affronti della responsabile.
Ora ho letto il tuo articolo che ripeto, “cade proprio a fagiuolo” e mi “devo mettere al lavoro” nel senso di fare emergere i pensierei positivi del superconscio andando a contrastare quelli negativi della vocina interiore altrimenti la mia serata, anzi, la mia vita, visto che quotidianamente rimuggino su tutte le piccole sciocchezze che non mi vanno a genio, si trasforma in un vero e proprio incubo!
Non è facile Pasquale se una persona non ha raggiunto certi livelli di saggezza, ma ti prometto che mi impegnerò e poi ti saprò dire come va.
A presto
ciao
Ciao Rita,
non è facile neanche per l’autore… di questo articolo, ma la consapevolezza è il punto di partenza di ogni cambiamento.
Se però mi permetti in altro piccolo consiglio, desidero ricordarti che entrare in competizione con qualcuno non deve essere visto come il male dei mali, neanche quando ci si sente attaccati. Insomma, dovresti gioirne anziché restare “malissimo e rimuginarci sopra” perché è il confronto/scontro che ci permette di migliorare le performance.
Mi spiego meglio. La vita è fatta di continui errori di cui quasi tutti hanno paura, mentre in realtà sono proprio gli errori che ci fanno crescere e progredire sotto tutti i punti di vista. Il progreso sociale stesso dell’umanità è fatto di errori e correzioni.
Guai a chi non agisce per non fare errori: verrà il momento in cui si sentirà sprovveduto e del tutto incapace di naffrontare gli eventi.
E naturalmente facciamo errori anche nelle relazioni, anche nei rapporti umani che possono migliorare solo se si fa prevalere il buon senso e la compassione reciproca per le difficoltà insita nelle relazioni stesse. Il buon senso e la compassione sono figli legittimi del senso di responsabilità senza il quale si finisce sempre per dare la colpa agli altri, mentre invece la responsabilità di ciò che ci succede è sempre personale e mai esterna a noi.
Venendo al tuo caso pratico e reale, fai “errori” sia tu che la tua superiora perché non si può non fare errori. Ed è questo che si dovrebbe capire per prendersi ciasciuna di voi le proprie responsabilità e diventare più tollerante e flessibile, anziché litigare a causa della “universale” rigidità e presunzione.

1abbraccio
Bellissima risposta Pasquale,
ed in effetti, l’istinto mi porterebbe a pensare che è tutta colpa di lei, della mia responsabile che a parere mio è invidiosa di me ed è una strega cattiva.
Ma tu dici bene, non devo sempre e solo puntare il dito verso gli altri ma devo fermarmi a pensare anche a come mi pongo io; probabilmente c’è qualcosa nel mio comportamento che le dà fastidio.
Io sono sempre per il dialogo, il chiarimento. Peccato che oggi non sia riuscita a parlarle e nemmeno domani riuscirò poichè sarà in ferie.
Beh, che devo dire!?
meglio,
così avrò maggior tempo per meditare sul mio comportamento e su ciò che potrò dirle lunedì.
Però Pasquale, il rischio è il rimugginare che è assolutamente da bandire e che io, letteralmente odio perchè si vive malissimo. Credo che il fatto di farsi rodere dai pensieri negativi sia veramente deleterio.
Come mi consigli di superare questi momenti? come faccio, in questi giorni a non trasformare una sana meditazione in un logorio mentale distruttivo della pace interiore?
Carissima Rita,
è istintivo da parte tua misurarti con la tua superiore; ed è proprio questo che lei non sopporta. Nessun superiore sopporta il subalterno che mostra intraprendenza. Falla sentire importante! Impara a distribuire lodi anziché suggerimenti/critiche più o meno aperti!
Fai male a rimuginare perché dovresti già sapere in anticipo che misurarti con lei provocherà la sua reazione. Quello che succede a te, succede in tutti gli uffici, perciò prendila a ridere! E’ una cosa normale: è un gioco di potere. E quando ti assale qualche brutto pensiero, benedicilo e trasformalo nel suo opposto. C’è sempre un lato positivo in tutte le cose.
Dovresti anche sapere che siamo tutti più o meno invidiosi. Non appena scopri in un’altra persona con cui ti relazioni una caratteristca universale – gelosia, invidia, cattiveria ecc. – devi capire immediatamente che stai proiettando una qualità che hai anche tu, che abbiamo tutti, e non devi fartene un problema, anzi devi esserne felice perché hai sperimentato la negatività dell’Ego umano.
1abbraccio

Dieci anni fa avrei detto che altruismo e generosità sono solo illusioni ma oggi fortunatamente non sono più di questa opinione.
Mai e poi mai farò parte di un’associazione:aiutare il prossimo dovrebbe essere fatto nella vita di tutti i giorni senza vantarsi e nel silenzio e senza ricevere denaro in cambio.
Sono stufo dei soliti programmi televisivi dove chi ha i problemi piange e gli altri si dimostrano comprensivi.
Nella vita di tutti i giorni vedo solo indifferenza e competizione.Solo chi ha sofferto si accorge dell’altrui sofferenza…solo persone che hanno lo stesso dolore possono comprendersi.
Nel mio lungo viaggio di cambiamento interiore ho avuto l’occasione di aiutare diverse persone.A volte però il mio cinismo e senso di conservazione hanno prevalso e alla fine io stesso che combatto l’indifferenza sono diventato indifferente…
Ma alla fine dopo aver messo da parte la mia rabbia e riacquistato la mia lucidità mentale mi sono reso conto di un’altra realtà…le persone meno fortunate che ho aiutato si sono sempre ricordate di me e tutt’ora mi cercano.
C’è qualcosa che ha scolpito nella loro mente il mio nome e che li fa piangere per questo…
Quando posso cerco di aiutare anche se ho sempre paura di essere usato e dimenticato…Va bene rischio e basta perchè se ci sono delle persone che piangono per le mie gesta allora vuol dire che sono amato…Allora vuol dire che la mia esistenza su questa terra ha un significato.
Questo significato l’ho dato io e voglio continuare a farlo…Andiamo avanti perchè la vita continua.
Molto bene Romolo, complimenti per aver capito che per ricevere occorre prima dare. Se tutti capissero che il ricevere è un atto automatico, ossia che accade da solo, mentre il dare è un atto volontario e quindi ci dobbiamo impegnare per farlo e dobbiamo averne anche la caratura mentale.
Ti consiglio di leggere anche le cose che ho detto a Rita perché si tratta di una risposta o considerazione per così dire “universale”. Tutte le difficoltà della vita nascono dai nostri errori, dalla nostra ignoranza e dalla nostra presunzione e dal fatto che diamo automaticamente la colpa agli altri per ciò ch ci succede, mentre invece la colpa è di tutti perché tutti sbagliamo continuamente e tutti cresciamo e miglioriamo “soltanto” grazie ai nostri errori.
1abbraccio
