artificieri RIPROGRAMMARE LINCONSCIO...RIPROGRAMMARE L’INCONSCIO…

Comportamenti inadeguati, cioè abitudini obsolete

 

Riprogrammare l’inconscio…

Tutte le nostre abitudini sia consce che inconsce, sia funzionali che disfunzionali, hanno un meccanismo automatico. Anche le emozioni e le convinzioni. E anche i nostri organi funzionano in maniera automatica. Pure le dipendenze purtroppo funzionano in maniera automatica perché non sono altro che abitudini.

Anche quando facciamo le cose con consapevolezza, il meccanismo di funzionamento è automatico!

I nostri problemi psicologici, cioè le nostre inadeguatezze, sono attribuite all’inconscio come se si trattasse di una parte del corpo che funziona in maniera difettosa.

In realtà, il nostro corpo funziona in maniera inconscia o automatica per almeno il 95% del tempo. E quindi per inconscio deve intendersi il meccanismo di funzionamento automatico dei nostri organi, comprese le abitudini che sono automatiche o inconsce. Il nostro corpo funziona in maniera automatica grazie alla memoria inconscia che caratterizza tutte le cellule del nostro organismo.

E intanto con espressioni suggestive che fanno pensare a cose complicatissime, per correggere i nostri comportamenti  inadeguati si continua a parlare di riprogrammare l’inconscio.

I comportamenti inadeguati sono causati da abitudini obsolete

In realtà, i comportamenti inadeguati e automatici sono la conseguenza di abitudini obsolete e/o negative. I meccanismi autosabotanti, per esempio, sono schemi ripetitivi, cioè abitudini disfunzionali.

Riprogrammare l’inconscio significa semplicemente sostituire le vecchie abitudini inadeguate con nuove abitudini funzionali in modo da avere comportamenti adeguati e coerenti.

In fondo, i procedimenti psicoterapeutici tendono a sradicare comportamenti disfunzionali, e risultano efficaci proprio quando riescono a instaurare comportamenti efficaci. Il che significa, alla fin fine, apprendere abitudini nuove, efficaci e positive.

Il difficile della terapia perciò è conseguire abitudini nuove che richiedono purtroppo, soprattutto all’inizio, un impegno forte e continuo, impegno che deve continuare per almeno un paio di mesi in modo da conseguire l’automatismo dei processi automatici.

Le terapie dovrebbero basarsi quindi soprattutto su esercizi pratici: apprendistato, addestramento, allenamento.

Con l’addestramento si apprendono i mestieri più difficili e pericolosi: artificieri, vigili del fuoco, paracadutisti.

Purtroppo, molti rinunciano già all’inizio, che è la fase più difficoltosa. Ma è soltanto con gli esercizi pratici ripetuti in continuazione che aumenta la fiducia in se stessi e si acquisiscono i comportamenti funzionali, vincendo la paura di non farcela e le credenze limitanti che ci fanno sentire incapaci e inadeguati.

Nella vita riescono bene coloro che si applicano a fondo e imparano a fare le cose in automatico e con consapevolezza.